Viterbo, 12 maggio 2020 – Sembrava un’utopia, e, invece, a Palazzo dei Priori si lavora concretamente per rendere nuovamente fruibile la torre dell’Orologio di piazza del Plebiscito al pubblico. Un’attrattiva in più che la città sarà capace di offrire ai turisti in visita, come già avviene in altre parti d’Italia, dove il percorso delle torri resta sempre un itinerario stupefacente e suggestivo da seguire. «C’è già un progetto molto bello – dice l’assessore ai Lavori Pubblici e Centro Storico, Laura Allegrini – stiamo lavorando, e contiamo di restituire al più presto questo gioiello alla città». Un intervento, quello sulla torre, che implicherà anche operazioni di restauro del tetto e di altre parti del Palazzo del Podestà, peraltro alcune già iniziate. Rendere fruibile la torre significherà anche recuperare una testimonianza storica estremamente significativa, metterla in sicurezza, e sottrarla all’usura del tempo che, tra l’altro, la rende sempre più precaria. «Non appena avremo chiaro il quadro di bilancio – prosegue Allegrini – potremo accendere un mutuo. Credo che nella prima metà del 2021 i lavori potranno partire». Il progetto dovrebbe prevedere una scala interna. Niente ascensore, dunque, che non sarebbe fattibile, soprattutto per il restringimento in corrispondenza del meccanismo dell’orologio. In realtà, la salita a piedi è quella che più comunemente si trova nelle torri del resto d’Italia aperte al pubblico. Strutture che per la loro fattura antica mal si prestano a ospitare un ascensore. «Quella a piedi – dice Allegrini – credo sia veramente la salita più suggestiva». In alcune torri sono previste anche delle fermate intermedie, da cui i visitatori possono gustare un assaggio del panorama che li attende in cima. A togliere il fiato, insomma, non saranno i gradini da fare, quanto il paesaggio che si spalancherà una volta arrivati sulla sommità della torre. E, molto presto, sarà possibile farlo anche a Viterbo. La torre dell’orologio si rivelerà certamente una valida attrattiva per i turisti, capace, tra l’altro, di portare alle casse comunali nuove risorse dal pagamento di un biglietto.