Home Attualità Circa 200 transenne in città. Ma deve provvedere il cittadino.
Circa 200 transenne in città. Ma deve provvedere il cittadino.

Circa 200 transenne in città. Ma deve provvedere il cittadino.

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“Viterbo, 22 settembre 2025 – Beni privati che diventano un rischio per la pubblica incolumità: “Sul territorio sfioriamo le 200 transenne. Sto cercando di toglierle, dialogando con il cittadino o intervenire, come su Strada Filante”. Così il dirigente Luca Cosimi dei Lavori Pubblici, ieri in commissione, dove ha presentato, insieme all’assessore Stefano Floris, il regolamento sulla Pubblica Incolumità “per chiarire al cittadino qual è la procedura da seguire. Ho percepito che in alcuni casi c’è volontà  di intervenire, ma non c’è chiarezza”, ha osservato Cosimi.

200 transenne in città, ma l’onere di provvedereè in carico al cittadino.

Da sin.: Marco NUnzi, Stefano Floris, Luca Cosimi.

130 pratiche all’anno per la pubblica incolumità per rischi da beni di proprietà privata.

Gli uffici, secondo il dirigente, fanno il suo: “C’è un istruttore tecnico assegnato che lavora in media 130 pratiche all’anno. Mi sembra un carico di lavoro compatibile con gli obiettivi. Si tratta di un’attività interdisciplinare che coinvolge anche gli uffici della manutenzione stradale”. Il regolamento, dunque, è innazitutto per “il cittadino, per fargli capire quale è il percorso e cosa deve e non deve fare.  Ci sono tante situazioni che creano disagio come via Genova e Strada Filante. Importante – ha rimarcato il dirigente – è capire che il primo che deve rispondere di queste criticità è  il cittadino stesso proprietario del bene. Le procedure saranno attivate quando verrà meno ai suoi obblighi ai sensi del Codice  Civile. Quando leggo il “Comune non provvede“, non è vero: il Comune provvede secondo norma, ma le responsabilità giuridica è in capo al cittadino che è proprietario del bene”, ha ribadito Cosimi.

Terza commissione comunale

Il nuovo regolamento introduce sanzioni per il cittadino che non adempie all’ordinanza sindacale.

L’iter inizia con “la diffida a provvedere, che generalmente segue un verbale della polizia municipale o dei vigili del fuoco, quindi il cittadino è già edotto. Noi attiviamo le procedure al fine di togliere il rischio”, ha chiarito il dirigente. Dopo la diffida, arriva l’ordinanza sindacale, e in caso di inottemperanza di questultima, scatta la sanzione. “Abbiamo introdotto sanzioni con importi calmierati, perché questo non è uno strumento per fare cassa, ma per sensibilizzare il cittadino“, ha spiegato il dirigente riguardo al nuovo regolamento.

Una quindicina le situazioni di rischio da beni pubblici.

Le situazioni di pericolo generate dai beni privati, secondo quanto emerso dalla  commissione di ieri, sarebbero di molto superiori a quelle derivanti dal patrimonio pubblico, vista  anche la consistenza notevolmente superiore del primo rispetto al secondo. “Le urgenze del Comune saranno una quindicina”, ha detto il dirigente Cosimi, in risposta all’opposizione. La consigliera Laura Allegrini (FDI) ha chiesto di conoscere, infatti, anche lo stato dei rischi sul patrimonio pubblico, mentre Gianluca Grancini (FDI) ha evidenziato: “Controlliamo i privati, ma il pubblico deve anche guardare in casa propria. Ho segnalato situazioni di pericolo e sono ancora lì, cioè il  muro di recinzione del cimitero, la falda caduta dal tetto da nove mesi”, ha fatto notare Grancini, che ha citato anche un problema sul “semianello”, “ho mandato una mail, senza fare una pec. Ma possiamo dire al privato che lo mettiamo in mora, quando già noi abbiamo situazioni inaccettabili?”, ha chiesto il meloniano.  Cosimi ha replicato che riguardo al cimitero “ci sono delle concessioni a privati“, ha evidenziato, per il secondo “non ho visto nessuna mail“, ha detto, con l’impegno a verificare l’arrivo della segnalazione di Grancini.

La situazione di Palazzo Donna Olimpia.

C’è, però, anche il Palazzo Donna Olimpia chiuso e senza interventi di recupero oramai da anni:Rabbrividisco”, ha detto Alvaro Ricci (PD), “quella è una situazione politica, si può stare in quel modo?”. E’ stato proprio il consigliere comunale del Pd a far emergere un aspetto destinato a far discutere: “Questo regolamento è troppo burocratico, manca pesantemente la politica“, ha detto, prima di mettere sul tavolo una questione di estrema attualità: “La chiusura del parcheggio di via Genova”.

La chiusura del parcheggio di via Genova sottrae 40 posti auto a tutta la zona.

C’è l’inibizione di 40 posti auto, una carenza di servizi per tutta la zona, il Comune deve trovare la forma di poter intervenire su queste situazioni particolari“. In alcuni casi, infatti, il Comune si sostituisce al privato per ripristinare le situazioni di normalità del bene di sua proprietà, attivando in seguito un’azione di rivalsa. Modalità da usare con prudenza e in casi eccezionali, secondo il dirigente Cosimi, visto che comporta un esborso per le casse comunali che poi andrà recuperato. C’è poi la questione della commistione tra pubblico e privato che si presenta in alcuni casi, in cui il confine su di chi è la competenza diventa piuttosto sfumato. Questo potrebbe essere anche il problema del parcheggio di via Genova, sempre secondo l’opposizione.

Via Genova

Quando il Comune ha realizzato il parcheggio“, ha ipotizzato Ricci, “è stato modificato lo skyline, Palazzo dei Priori potrebbe avere qualche responsabilità. Si rischia di chiudere quel parcheggio vitale per quell’area per anni. Il condominio ha firmato il verbale in cui si attesta la proprietà? Mi avete detto di no”. Cosimi ha replicato: “Il Comune ha l’obbligo di eliminare il pericolo imminente, non di intervenire a sanare. Per via Genova si sta lavorando, il privato è venuto già a due riunioni e abbiamo fatto due sopralluoghi. Io non posso intervenire su aree private”, ha sentenziato Cosimi. Ma Ricci ha insistito, sottolineando che il Comune “avrebbe dovuto togliere l’erba” dalla parete danneggiata che delimita il parcheggio e visionare lo stato. Ma Cosimi ha mantenuto la sua posizione: “La verifica la deve fare il cittadino. C’è un problema urbanistico di 25 anni fa, prima di fare gli atti devo  sapere chi deve fare cosa”, ha sottolineato.

Tiziana Mancinelli.

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.