Viterbo, 21 luglio 2021 – Era il 3 settembre 2019: la macchina di Santa Rosa passava per l’ultima volta lacerando il buio delle vie cittadine in un trionfo di luce. Nessuno lo sapeva quella sera, ma ci sarebbero stati due lunghi anni senza di lei. La prima volta nella sua lunga, secolare, storia. Chi potrebbe dire oggi quando quel campanile folgorante in cui affondano le radici antichissime del popolo viterbese, potrà riappropriarsi della sua città? Della sua gente. Della loro devozione.
Era il 2020 quando il sindaco Giovanni Arena annunciava l’annullamento del Trasporto, promettendo qualcosa di straordinario nel 2021. E in effetti qualcosa di eclatante è avvenuto. Il Trasporto, l’anno dopo, è saltato per la seconda volta. Più straordinario di così. Mai accaduto in tanti secoli. Una sorta di ufficialità è avvenuta nel consiglio comunale di ieri, quando il sindaco Arena ha chiarito che fare il Trasporto nel 2021 «È impensabile». Ma la promessa resta: «Potremmo pensare di farne uno straordinario la prima data utile». Si azzarda l’ipotesi della primavera del 2022. Sembra un film già visto. Magari con qualche variante, quella del virus, pronta a dettare l’agenda anche l’anno prossimo. Intanto, quest’anno, ci ha pensato la Delta. Tutto rinviato a data da destinarsi. Perché se ci sono due cose che il Covid ha distrutto quelle sono: la normalità quotidiana e la prospettiva del domani. E in questo buco nero, insieme alle certezze, sono state ingoiate anche le tradizioni, quelle che facevano da collante alle comunità, disintegrate dall’obbligo del distanziamento gli uni dagli altri. La negazione di quanto accade sotto la macchina, dove ogni facchino marcia stretto ai suoi compagni all’unisono. Anche quest’anno dunque semaforo rosso per Gloria. Una prova dura per il Sodalizio.
«C’è grande scoramento – dice il presidente, Massimo Mecarini -. Certo l’annullamento del Trasporto era nell’aria, ma fino all’ultimo momento ci abbiamo sperato. Sentirlo dire ufficialmente è stato ancora più difficoltoso». Uno spettro che si materializza. «È difficile da digerire – prosegue Mecarini – ma di fronte all’emergenza sanitaria non si può assolutamente forzare la mano. Bisogna restare con i piedi per terra». Il Trasporto straordinario è un’idea che piace anche ai facchini se: «Le condizioni sanitarie saranno migliorate e con un clima metereologico favorevole». Intanto, però, il 3 settembre 2021, potrebbe non trascorrere come un giorno qualunque anche senza il passaggio della macchina. Gloria potrebbe essere montata di fronte al sagrato della chiesa di Santa Rosa. «Meglio di niente», dice Mecarini che confessa: «Se le regole lo consentiranno, potremmo inventarci qualcosa». Sparita la macchina, sono diradate anche le occasioni di ritrovarsi per i facchini, che si tengono in contatto «sulla chat, per telefono», dice Mecarini.

