Viterbo – Trasporto Santa Rosa: edizione 2019. Sempre uguale, sempre diversa. Perché il tempo delle emozioni, quelle vere, quelle che a tutti, indistintamente, l’evento fa affiorare in superficie, non sono mai ripetibili e, soprattutto, sono sempre ugualmente intense. Oggi la presentazione alla sala del consiglio comunale a Palazzo dei Priori. Presenti il sindaco Giovanni Arena e l’assessore alla cultura, Marco de Carolis, il presidente della provincia di Viterbo, Pietro Nocchi, il capofacchino Sandro Rossi, il presidente del Sodalizio di Santa Rosa, Massimo Mecarini, l’ideatore di Gloria in Excelsis, la macchina di Santa Rosa, Raffaele Ascenzi, il costruttore Vincenzo Fiorillo, don Luigi Fabbri capo della diocesi, suor Francesca, i capo facchini dei comitati: Pino Loddo per il comitato Pilastro, Diego Terzoli per quello di Santa Barbara e Luca Laureti, presidente del comitato centro storico.
Il Trasporto di quest’anno sarà dedicato alla città di Viterbo, per aver saputo reagire in modo fiero contro i tremendi fatti di cronaca di quest’anno, primo tra tutti l’omicidio di Norveo Fedel, storico commerciante del centro storico.
“I facchini ci trasmettono forza e fragilità – ha detto il presidente della Provincia, Pietro Nocchi – ci insegnano come prendere un peso e portarlo sulle spalle. Anche noi politici sentiamo il peso della nostra responsabilità istituzionale. Anche quest’anno, come l’anno scorso, molti presidenti delle province italiane ritorneranno. Alcune persone mi hanno chiesto di poter portare dei soggetti con disabilità. Vogliono sperare di poter ricevere un miracolo da Santa Rosa. Ogni anno cerchiamo anche di portare persone che poi possano raccontare quello che hanno visto, contaminando anche altri con la bellezza e la suggestione di questa festa”.
La parola è passata poi al questore, Massimo Macera: “Ci piacerebbe dire che non si è verificato nulla e nulla si verificherà. Ma non viviamo in un mondo perfetto. Verranno moltissime persone, e noi dovremo garantire i servizi di sicurezza pubblica al 200%. Con il prefetto Giovanni Bruno ci siamo confrontati molte volte. La minaccia è sempre dietro l’angolo. E noi dobbiamo pensare che si possano verificare anche le situazioni più disparate. Chiediamo la massima collaborazione ai cittadini. Il pericolo non è rappresentato solo dalla bomba di un terrorista, ma anche da chi ostruisce una via di fuga”, ha concluso il questore.
Don Luigi Fabbri, capo della diocesi di Viterbo, da parte sua ha ringraziato tutti i protagonisti della festa che “ogni anno ci parla di bellezza e spiritualità. Grazie al costruttore Fiorillo, a suor Francesca che ha reso il monastero una casa sempre più ospitale. Grazie a Mecarini e Rossi, questi uomini di grande cuore e coraggio, per le emozioni che ci fanno provare ogni 3 settembre, ma anche per l’importanza che il Sodalizio ha assunto nella società. Fanno un lavoro che dura tutto l’anno. Santa Rosa è un punto di riferimento importante per tutti i viterbesi”. Don Fabbri ricorda, poi, l’anno particolarmente tragico vissuto dalla città di Viterbo, con fatti di cronaca che hanno scosso la cittadinanza, primo tra tutto l’omicidio di Norveo Fedeli. “Ricordiamo questo terribile momento – ha detto don Fabbri -, ma, soprattutto, ricordiamo la risposta della città, il corteo silenzioso con cui essa ha rialzato la testa, e che ha visto come primi organizzatori proprio i facchini. Una manifestazione in cui abbiamo trovato consolazione e volontà di reagire, impegnati per un mondo migliore”.
Suor Francesca ha ricordato che per la festa bisogna anche “preparare il cuore”. Il monastero anche quest’anno sarà uno dei protagonisti dell’evento non solo con le celebrazioni religiose, ma anche con delle iniziative, in particolare due mostre. “Ci siamo impegnati per rendere accessibile presso il monastero le tavolette votive restaurate – ha detto suor Francesca -. In questo periodo sarà, inoltre, possibile visitare la mostra delle reliquie di fede e devozione e poi le vesti di Maria, i vestiti delle Madonne”. Suor Francesca ha concluso con un riferimento a Santa Rosa: “È stata una donna che, fidandosi di Dio, ha compiuto grandi cose”.
Il presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini, è intervenuto salutando il grande successo della prima serata delle cene in piazza che hanno esordito ieri. “C’è stata un’affluenza straordinaria, forse perché c’era anche la squadra della Viterbese. Le cene proseguiranno fino a venerdì”, ha detto Mecarini, prima di comunicare a chi saranno dedicate le consuete girate. “La girata a piazza del Plebiscito sarà dedicata ai facchini scomparsi, in particolare quelli di quest’anno: Forieri, Luigi Matteucci, Pino Marasca. La girata a piazza del Teatro, invece, sarà dedicata a Franco Zeffirelli: “Un uomo che ha sempre apprezzato la nostra festa, partecipando con grande umiltà al concorso di idee, vinto, poi, da Fior del Cielo. Uno dei suoi figli adottivi, Luciano Bacchielli, è stato un nostro facchino. Quello di quest’anno sarà un trasporto tradizionale, non ci sarà il tratto di via Marconi, ma sarà comunque un trasporto eccezionale, come tutti gli anni. Lo dedichiamo a Viterbo, alla città di Rosa, che ha saputo reagire ai terribili fatti di cronaca con fierezza, orgoglio, coraggio. L‘appuntamento del 3 settembre è con tutti alle ore 13 a piazza Verdi per iniziare il giro delle Sette Chiese”. Mecarini ha lanciato un invito a tutti quelli che parteciperanno a indossare “i nostri colori bianco e rosso oppure quelli della città di Viterbo, giallo e blu“. Il capofacchino Sandro Rossi ha ricordato, invece, le girate: 3/4 a piazza del Teatro e una e 3/4 a piazza del Comune. “Quest’anno abbiamo 22 nuovi facchini – ha detto – 22 famiglie felici. Sotto la macchina ci saranno anche diversi spostamenti. Si tratta di tutta gente abituata a sentire già il peso della macchina sulle spalle”. Alla conferenza stampa anche l’ideatore di Gloria, Raffaele Ascenzi: “Le modifiche di quest’anno riguardano l’aureola posta alle spalle di santa Rosa, del diametro di 90 cm, più grande di quelle che solitamente si vedono – ha detto Ascenzi -. Restiamo nel peso tollerabile della macchina. Guardando, poi, i video dei trasporti precedenti, abbiamo notato che gli angeli rimanevano un po’ in ombra. Così abbiamo inserito dei fari proiettati fuori la macchina di un metro per colpire il petto degli angeli. Nel complesso ci saranno 12 faretti in più rispetto all’anno precedente”. Questo è l’ultimo anno di Gloria in Excelsis, anche se il sindaco ha annunciato almeno un altro anno di proroga, ma Ascenzi non può non pensare: “che fine farà la nostra Gloria“, che vuol dire chiedersi: “che fine farà il museo delle macchine?”. “Ad oggi ce ne sono 5 che potrebbero essere perfettamente montate. Mi auguro che l’amministrazione non abbandoni l’idea di un museo”. Nell’immediato Ascenzi ha rilanciato: “L’idea di esporre la macchina in carica alla partenza in una teca a Porta Romana. I viterbesi non vogliono vedere la macchina tutto l’anno. I turisti sì. Si potrebbe fare un concorso internazionale per la realizzazione di una struttura fissa che possa offrire ai turisti anche una vista panoramica della città“. Ascenzi aveva proposto una teca che si potesse oscurare o rendere trasparente per consentire la vista all’interno della macchina a seconda delle necessità. Sulla macchina Vincenzo Fiorillo ha svelato un segreto: “Me lo tengo dentro da 5 anni – ha detto – all’interno della statua di Santa Rosa ci sono le foto delle persone e dei loro figli che hanno lavorato inizialmente in modo molto intenso alla macchina”. Fiorillo, poi, ha garantito la sicurezza della struttura: “È stata verificata e controllata già prima di uscire dal nostro capannone, dove è custodita tutto l’anno. L’abbiamo controllata di nuovo dopo essere stata montata a San Sisto. Ogni concio è stato imbullonato 28 volte. Con questo, voglio tranquillizzare anche i facchini. La Macchina è perfetta sotto tutti i punti di vista”. Fiorillo conclude con una constatazione che è una notizia: “Con Ascenzi abbiamo interrotto quella tradizione che ha visto sempre una contrapposizione tra ideatore e costruttore. Con lui abbiamo posto fine a questa abitudine: nessuna lite con Ascenzi”.
La parola è passata poi agli organizzatori delle tre minimacchine. Quella di Santa Barbara ha già fatto il suo trionfale sesto trasporto il 25 agosto. “Quest’anno mi dicono che c’è stata più gente degli altri anni. Sono molto soddisfatto – ha detto Diego Terzoli, capofacchino di Miracolo di Fede e facchino di Gloria – cerco di trasmettere ai miei ragazzi quello che trasferisce a me, ogni anno, il mio capofacchino Sandro Rossi”. Il 31 agosto sarà invece la volta della mini macchina del Pilastro, “Spirale di fede”. “L’abbiamo prorogata, in modo da fare una nuova macchina il prossimo anno al 50° trasporto del Pilastro. Ringrazio i mini facchini e le loro famiglie che ogni giorno si impegnano per portarli alle prove”. Infine Lucio Laureti, presidente del Comitato Centro Storico, che festeggia “40 anni di comitato centro storico – ha detto: ho iniziato come mini facchino a 6 anni. Cerchiamo di far crescere i nostri mini facchini con qualcosa in più. Oggi i ragazzini stanno sempre con gli smartphone in mano e stanno sempre di meno in strada a divertirsi”. Infine Rodolfo Valentino per Lux Rosae: “Quest’anno la fiaccola e i portatori partiranno da Roma da San Pietro – ha informato Valentino –Non tutti sanno che tra le statue che sono lì, una rappresenta proprio santa Rosa”. Infine l‘assessore De Carolis ha ricordato la copertura mediatica dell’evento: “Sul digitale terrestre Tv2000 al canale 28, su Tvsat al canale 18 e su Sky al canale 157″.






