Viterbo, 7 luglio 2024 – Prove di trasporto per Dies Natalis: si conclude a pieni voti il test del traliccio della nuova Macchina di Santa Rosa. “Sollevate e Fermi” a Piazza del Plebiscito alle ore 6:29, “Santa Rosa, fuori” alle 7:39 a Piazza del Teatro. Poco più di un’ora dalla partenza all’arrivo, in mezzo un trasporto filato via veloce e fluido, senza intoppi, a parte i pochi istanti di apprensione per un bambino che si è sporto dal balcone all’altezza di Largo Cesare Battisti per cercare di toccare la Macchina. Si è scoperto, poi, essere Silverio, il figlio dello stesso ideatore Raffaele Ascenzi, in un gesto che voleva esprimere l’affetto per il suo papà e l’opera che ha realizzato. Ci ha pensato, poi, il capofacchino Sandro Rossi a tranquillizzare tutti, assicurando che “Non succede niente se per devozione qualcuno sfiora la macchina, non si ripercuote sui facchini sotto”.
E, in effetti, la formazione di Rosa, che è quella del 2023, non essendo ancora pronta quella del 2024, a causa delle prove di recupero ancora da espletare, è andata dritta a meta, senza intoppi. Superati egregiamente i quattro punti critici che erano stati evidenziati prima del trasporto: il primo all’altezza della gelateria alla fine di via Roma, dove la Macchina ha letteralmente sfiorato i palazzi, il secondo al Corso all’altezza di via della Volta Buia, il terzo poco prima di Largo Cesare Battisti, e il quarto alla fine del Corso, in prossimità della chiesa di Sant’Egidio.

Ma già alla prima sosta a piazza delle Erbe, sul volto dei facchini è scomparsa l’iniziale tensione, lasciando spazio a larghi sorrisi, alle pacche e agli abbracci, perché era già evidente che tutto stava andando come previsto. E non era così scontato: la nuova struttura in alluminio anziché in ferro, una Macchina che si sviluppa in altezza più in modo lineare piuttosto che in modo arrotondato come Gloria, quindi con più volume.

Tutto però è andato come da un copione che, è apparso chiaro, è stato attentamente preparato e studiato: la macchina è filata via liscia al centimetro sfiorando cornicioni e grondaie. Sia durante il sollevamento ad ogni ripartenza, sia durante il tragitto, si è notato una vistosa ondulazione della struttura che ha aggiunto un pizzico di brivido al primo trasporto di Dies Natalis. Un effetto che è stato spiegato dai tecnici con l’assenza dell’allegorico sugli ultimi due componenti della Macchina che si presentavano con il solo traliccio. Per il resto la struttura è sembrata modellarsi perfettamente sulle spalle dei facchini e sulla loro marcia. . Il primo trasporto di Dies Natalis è andato così bene che giunti in prossimità dell’ultima tappa di Piazza del Teatro, un facchino, Massimo, ha lanciato l’idea di provare la girata. Proposta subito accolta da tutti con Dies Natalis che ha “piroettato” su se stessa e sulle spalle dei facchini, raccogliendo un’ovazione e uno scroscio di applausi da parte della tante gente presente stamattina alla prova del Traliccio. “Sapete chi dovete ringraziare per questo”, ha gridato scherzosamente Rossi, mentre i facchini eseguivano la girata in omaggio alle suore del monastero che hanno potuto godersi lo spettacolo. Posata la Macchina sui cavalletti, dopo qualche minuto, i facchini l’hanno sollevata di nuovo, per spostarla in avanti, verso il teatro dell’Unione di un paio di decine di metri, dove il costruttore Fiorillo ha nuovamente allestito un veloce cantiere per procedere allo smontaggio della Macchina.