Home Attualità Mercato ortofrutta all’ex tribunale: bacchettate pure dall’ex magistrato Scipio.
Mercato ortofrutta all’ex tribunale: bacchettate pure dall’ex magistrato Scipio.

Mercato ortofrutta all’ex tribunale: bacchettate pure dall’ex magistrato Scipio.

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Viterbo, 14 dicembre 2024 – Il primo processo per mafia si celebrò proprio qui, all’ex tribunale di piazza Fontana Grande tra il 1911 e il 1912, anni in cui Viterbo, proprio per questo, salì alla ribalta delle cronache nazionali, diventando una sorta di “Capitale della Giustizia”. Una storia destinata, forse, a restare sepolta: l’ex tribunale, infatti, secondo l’intenzione dell’amministrazione Frontini, dovrebbe ospitare un mercato dell’ortofrutta. Scelta che pare non riscuotere parecchi consensi in città. Contrario al destino  scritto dagli amministratori di Palazzo dei Priori per questo luogo storico, è l’ex magistrato Carlo Maria Scipio che nell’incontro che si è tenuto martedì scorso al teatro del Murialdo dal titolo “La corte d’assise di Viterbo: grandi processi e …” nell’ambito della stagione dell’università dell’Età libera”,  fondata dai Lions nel 1986, ha ripercorso l’importanza e i fasti del complesso dei Carmelitani Scalzi“.

Signora sindaca, signori della maggioranza che legittimamente ci governa,  riflettete e pensateci bene”, dice Scipio che in quegli uffici ci ha vissuto, “dal 1981 al 1990, quando ero giudice istruttore”, ricorda.  All’ex tribunale di piazza Fontana Grande oltre al processo Cuocolo,  nel 1910, il primo procedimento giudiziario italiano che ha visto tra gli imputati numerosi esponenti della camorra napoletana, si  svolto anche il processo contro la banda Giuliano nel 1950. Eventi che sono sulle pagine di storia nazionale, ma che rischiano di sparire da quella locale viterbese. “Non so perché la città era stata scelta dai tribunali di Napoli e Palermo per celebrare questi processi”, dice Scipio che immagina come il motivo possa risiedere nelle “garanzie che il tribunale di Viterbo dava per la celebrazione corretta di questi maxi processi, per la serietà organizzativa, la sicurezza degli imputati in una fase processuale così delicata. Credo che queste cose siano un vanto per Viterbo. Probabilmente noi ce ne siamo dimenticati. Si tratta di aspetti che hanno coinvolto tutta la vita della città. Processi contro 70, 50 persone che hanno smosso tantissima gente, tra giornalisti, articolisti, avvocati, testimoni. Pensare, ora, che quell’aula che ha accolto processi che hanno fatto la storia di Italia, sia destinata a un mercato ortofrutticolo, mi ha spinto a esprimere la mia posizione di sostanziale disaccordo”, dice chiaramente Scipio. L’ex magistrato formula, poi, una sia proposta:  “A mio avviso l’ex tribunale potrebbe rientrare in un circuito virtuoso che parta dagli etruschi, passi per il Medioevo, il Rinascimento, arrivando agli anni 1950 per delineare una storia di Viterbo che sia un po’ più completa dei soliti stereotipi, per cui finisce tutto con Medioevo, Papato e Conclave”. L’ex tribunale di piazza Fontana Grande ha ospitato anche il processo Viscardi per l’omicidio dei due carabinieri Cuzzoli e Cortellessa.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.