Home Attualità Ugo Poggi: “Mi sono astenuto, lo farò ancora se lo riterrò opportuno”.
Ugo Poggi: “Mi sono astenuto, lo farò ancora se lo riterrò opportuno”.

Ugo Poggi: “Mi sono astenuto, lo farò ancora se lo riterrò opportuno”.

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Viterbo, 25 maggio 2024 – “Ho ascoltato bene quello che ha detto la minoranza. Mi sarà piaciuto. Ho valutato e ho deciso di astenermi. È un diritto di pensiero e di volontà“. A dirlo è il consigliere comunale Ugo Poggi (Io Apro Rinascimento) all’indomani del consiglio comunale finito nella bufera dopo l’approvazione del riconoscimento del debito fuori bilancio  di 1.222 euro, derivante da un’ordinanza firmata dalla sindaca, poi annullata dal Tar in seguito al ricorso proposto dal destinatario del provvedimento: il titolare di un’attività commerciale al quale era stato intimato di mettere in atto degli interventi per porre rimedio a “inconvenienti igienici” che avrebbe causato in due appartamenti.

Ugo Poggi in una delle sue esternazioni critiche verso le posizioni della sua maggioranza.

Secondo l’opposizione, la maggioranza Frontini avrebbe approvato la pratica sul riconoscimento del debito fuori bilancio, senza avere il numero legale fissato a 17 consiglieri. Rimasti in aula solo 16, la maggioranza ha conteggiato il sindaco per arrivare al quorum, suscitando le proteste dell’opposizione, che nel frattempo era uscita e secondo la quale, invece, il sindaco non può essere considerato nel calcolo del numero legale. Tra i 16 presenti, si è registrato, poi, l’astensione del consigliere comunale Ugo Poggi che si riconferma un battitore libero, rendendo ancora più precario il quadro “numerico” della maggioranza scesa da 20 a 18 consiglieri comunali dopo l’addio di Letizia Chiatti e Marco Bruzziches passati all’opposizione.Mi sono astenuto”, dice Ugo Poggi,  “senza nessuna interferenza né da maggioranza né da minoranza. Se qualcuno se l’è presa a male, non è un problema mio. Potevo decidere per il no secco e non l’ho fatto, sono rimasto su una via di mezzo, mi sono scritto tutto a mano, mentre parlavano. Ho fatto una valutazione tecnica rapida, non ho pensato a premiare né il giudizio di maggioranza, né di minoranza. È stata una cosa mia”, ha detto Ugo Poggi che riguardo al procedimento che ha coinvolto il Tar, si è chiesto “Come me mai hanno fatto questa dimenticanza?“, dice relativamente al fatto che il Comune non abbia nominato un difensore.

Simone Onofri
Simone Onofri (Viterbo 2020)

Se mi volevo mettere dall’una o dall’altra parte, votavo sì o no, invece ho deciso di astenermi. In passato l’ho già fatto altre volte. Lo farà di nuovo se lo riterrò opportuno. Se ci sarà bisogno, mi asterrò”, dice Ugo Poggi, confermando che il suo appoggio alla maggioranza non è un assegno in bianco, come ha dimostrato in un momento critico, come quello dell’ultimo consiglio comunale con i numeri ridotti all’osso. Poggi è andato per la sua strada, decidendo, però, di restare in aula, cosa che, se non avesse fatto, non ci sarebbe stato il numero legale, nemmeno conteggiando il sindaco. Il voto di Poggi è stato, comunque, una doccia fredda per la maggioranza che, seppur non vanti più sull’opposizione del largo vantaggio numerico con cui era partita, riesce comunque a compattarsi quando serve.

“La maggioranza c’è”, dice Simone Onofri,ed è solida. Dobbiamo solo fare quadrato più del solito. Ci sono progetti importanti e iniziamo a raccogliere i frutti dei primi risultati. L’Amministrazione non ha compiuto nemmeno metà mandato. Dobbiamo essere compatti”, dice, mentre riguardo a Ugo Poggi sottolinea: “Libero di fare le sue considerazioni, avrà ritenuto giusto astenersi. Dico solo che facciamo tante riunioni prima dei consigli comunali, se uno ha una perplessità potrebbe esternarla in quella sede e magari trovare delle risposte. Dobbiamo essere consapevoli di quello che andiamo a votare, prima di arrivare in consiglio comunale o in commissione. Al di là dell’astensione di Ugo, c’è stata una coincidenza di situazioni particolari”, dice riguardo agli assenti, Daniele Rossi e Rosanna Giliberto, “Ma l’amministrazione è solida e ha i numeri per andare avanti“, conclude Onofri. Certo è che il periodo dell’abbondanza, come è avvenuto anche per altri in passato, per il patto civico è finito con l’uscita di Chiatti e Bruzziches per cui, ora, prima di arrivare in consiglio comunale, bisognerà avere fatto i conti non solo con le pratiche in votazione, ma anche con la lista dei presenti e degli assenti, soprattutto dopo che si sarà chiarito se il sindaco può essere conteggiato o no nel numero legale. Questione su cui dovrebbe arrivare la risposta del Prefetto, e su cui l’opposizione è decisa ad andare avanti.

Chiara Frontini ed Ugo Poggi

Anche per l’amministrazione Frontini, insomma, pare iniziato il cosiddetto periodo del “pallottoliere” da tenere sempre in tasca da inizio seduta fino alla fine, lasso di tempo in cui dovrà sempre essere garantito il numero legale, considerando anche che nel momento del bisogno, come quello dell’ultimo consiglio comunale, dai banchi dell’opposizione non è arrivata nessuna “stampella”. Si era parlato di un ipotetico appoggio del Pd: “Si commentano i fatti e questi dicono che il Pd sta all’opposizione”, afferma il capogruppo, Alvaro Ricci, sottolineando, “la nostra resta comunque un’azione seria, costruttiva, cerchiamo di fare opposizione nell’interesse della città non demolitoria”. C’è da fare i conti, poi, con un certo malessere che serpeggerebbe tra alcuni consiglieri delegati e i rispettivi assessori di competenza. Insomma la maggioranza Frontini, più che una corazzata, ultimamente somiglia sempre di più a una polveriera.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.