Home Cultura Vaniel Maestosi di Est Film Festival: festival una parola abusata

Vaniel Maestosi di Est Film Festival: festival una parola abusata

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Da nord a sud dell’Italia fioriscono festival di ogni tipo.\r\n\r\nCe ne sono per tutti i gusti, per tutte le stagioni, di tutte le razze.\r\n\r\nOgni cosa diventa un festival.\r\n\r\nQuasi fosse un’etichetta da appiccicare a ogni evento di qualunque genere, convinti di essersi assicurati così, con il solo gesto di avercela messa, il successo.\r\n\r\nCertamente la parola “festival” ha un suo appeal che trasmette all’iniziativa che contraddistingue già dal titolo, fedeli al detto “il nome è tutto un programma”.\r\n\r\nAndando a scandagliare più in dettaglio il significato del termine, però, scopriamo che “Festival” è qualcosa con un profilo suo ben definito.\r\n\r\nHa sollevato la questione il direttore dell’Est Film Festival, Vaniel Maestosi: “riguardo al settore cinematografico il Festival per essere considerato tale deve avere dei bandi aperti, assegnare dei premi,  prevedere dei concorsi con delle sezioni, mettere in vetrina film indipendenti. Ci deve essere una gara, una scelta artistica una direzione che seleziona i film in base al bando e alla categoria. C’è poi tutto un discorso di sviluppo artistico. Noi iniziamo dalla mattina e finiamo alla sera. Abbiamo delle giurie”.\r\n\r\n”C’è differenza  tra festival e rassegna – prosegue Maestosi – : la seconda organizza qualcosa senza concorsi, semplicemente proiettando film. Ma, in realtà, un festival è un evento che crea bandi, dando la possibilità a tutti di partecipare a dei concorsi ufficiali selezionati da una direzione artistica. Organizzare una proiezione è facile; portare in soli nove giorni oltre 30 eventi, giurie, ospiti è tutta un’altra cosa, soprattutto a livello finanziario”.\r\n\r\n”L’Est Film Festival – spiega il direttore –  si chiama così, nella vera accezione del termine, fin dalla sua prima edizione nel 2007. Tra i nostri primi premiati – continua Maestosi – ci fu  ‘Il vento fa il suo giro’ di Giorgio Diritti. All’inizio siamo partiti solo con un premio: l’Arco d’Oro. Ora ne abbiamo sette. Per la colonna sonora, per i documentari, i cortometraggi, il  premio del pubblico, la  borsa di studio, Ciak Montefiascone. Sono questi tutti i premi che abbiamo aggiunto. Ne vorremmo avere di più in futuro. Pensiamo di istituirne altri per  il miglior montaggio, la migliore fotografia, per esempio. Tra cinque , sei, anni,  vorremmo assegnare dieci premi e non sette. È questa la crescita a cui puntiamo. Vedremo. Dipende dai fondi che si renderanno disponibili”.\r\n\r\n \r\n\r\n 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.