Quando fu chiusa alle auto via Marconi, una strada di scorrimento a due corsie, asfaltata, senza evidenze storiche di particolare interesse, con marciapiedi larghi come piazze dove i pedoni potevano passeggiare tranquillamente senza essere disturbati dalle macchine, e il traffico veniva dirottato su via Maria SS. Liberatrice, una strada antica, stretta, percorribile solo da una fila di auto che martorizzano ancora oggi i sampietrini di uno dei quartieri più ricchi di testimonianze storiche della città, San Faustino, la domanda su che tipo di valorizzazione e tutela del centro storico l’amministrazione stesse perseguendo, ronzò per molti anni nelle orecchie sensibili a questa tematica. Ancora oggi, nell’alternarsi delle amministrazioni di diverso colore, quella domanda non ha trovato risposta.\r\n\r\n In passato le auto transitavano in via Marconi dal Sacrario verso Piazza Verdi da dove potevano o girare a sinistra e immettersi su via Matteotti per uscire da Porta Fiorentina, o proseguire dritte superando la Camera di Commercio e riprendere la Cassia.\r\n\r\nQuesto finché via Marconi non fu chiusa per essere trasformata, inizialmente, in un’isola pedonale, che fu soprannominata il boulevard Marconi, un immenso viale circondato da rigogliose alberature, un’autostrada, rispetto alle anguste vie circostanti, che veniva sottratta al deflusso del traffico per essere consegnata al passeggio cittadino, scarso, a dire il vero, nei giorni feriali, anche in quella che può considerarsi la passeggiata cittadina per eccellenza: il Corso, parallelo a via Marconi.\r\n\r\nUn’evidenza che si è subito materializzata anche nel boulevard che nei giorni della settimana, escludendo il sabato e la domenica è praticamente vuoto.\r\n\r\nE un’isola pedonale, senza pedoni, si trasforma in un altro film: “L’isola deserta”.\r\n\r\nUna visione che contrasta con il caos che invece si crea in fondo al Sacrario, a un’ estremità di via Marconi, dove invece sembra andare in onda la grande fuga prima dell’invasione aliena o della caduta di un meteorite, temi cari al cinema apocalittico: le auto, infatti, non potendo più percorrere via Marconi a salire per uscire dal centro storico, sono costrette a riversarsi o sulla stretta e tortuosa via SS. Liberatrice, o scendere verso valle Faul, uscendo a senso alternato dalla piccola porta.\r\n\r\nDue vie di uscita che, prese d’assalto dalle auto, danno vita a un serpentone di metallo senza fine che paralizza il traffico cittadino. Ma la visione che ci restituisce soprattutto il quartiere San Faustino, dove sfocia via SS. Liberatrice, è a dir poco drammatica. Una lunga fila di auto si crea dall’altezza della chiesa della Trinità fino a piazza della Rocca, passando per piazza San Faustino.\r\n\r\nUn “budello” che poi si riversa sulla Cassia per ricreare lo stesso, scorante, quadro di una città soffocata da un piano del traffico sempre più incomprensibile nella sua ratio. Ma soprattutto un piano che non pare per niente finalizzato alla salvaguardia del centro storico, laddove limita il traffico veicolare sulla spianata asfaltata di via Marconi, e lo concentra su San Faustino relegato a quartiere storico di seconda categoria, nonostante presenti un ricco patrimonio monumentale cittadino: il magnifico complesso della Trinità, la chiesa dei santi Faustino e Giovita, e tra poco le ritrovate scuderie Sallupara in fase di ristrutturazione.\r\n\r\nDel resto i danni causati da questo imponente flusso di traffico non sono un mistero: basta guardare in via Cairoli il fondo stradale ricoperto di sampietrini profondamente deformato con grosse buche e profondi solchi scavati dalle auto e dai bus urbani.\r\n\r\nL’idea di invertire il senso di marcia a via Marconi per riportarlo alla situazione preesistente alla realizzazione del boulevard, sarebbe stata ripresa quattro anni fa, per finire nuovamente nel cassetto, mentre San Faustino sprofonda sotto il peso dei pneumatici e via Marconi, nel frattempo riaperta alle auto in entrata da piazza Verdi al Sacrario, resta nel limbo in cui non è più né una strada a scorrimento veicolare, né un’isola pedonale. Nel dubbio molti la utilizzano per la sosta selvaggia, mentre diversi commercianti, complice anche la crisi, hanno preferito abbassare la saracinesca.\r\n\r\n“Le persone ci sono solo la domenica, negli altri giorni della settimana non c’è nessuno”, dicono alcuni commercianti intervistati.\r\n\r\n“Sono assolutamente d’accordo a ripristinare il senso di marcia per le auto dal Sacrario a piazza del Teatro – specifica M.G titolare di un negozio su via Marconi – La chiusura dei negozi è causata da diversi fattori – dice – Certo però una viabilità così, con questi cambi repentini, senza che la gente sia informata, contribuisce a sfasciare tutto. Commercio e viabilità in questa città stanno andando molto male, anche per questa tendenza di trasferire le attività fuori alle mura. La viabilità è diventata un disastro, se devi passare in via Vicenza e in via Garbini ti devi rassegnare a stare un’ora in macchina. Un altro problema che hanno creato chiudendo via Marconi è stato di gettare nel caos le vie limitrofe, dove non trovi più parcheggi perché lasciano le macchine ovunque, non passi, non puoi fermarti un attimo, non riesci nemmeno a entrare e a uscire dal garage. Tutti i controlli sono focalizzati su via Marconi e quello che succede intorno passa inosservato. Prima c’erano molte più persone che frequentavano questa via. Ora, eccetto la domenica, non c’è più nessuno. Del resto cosa vengono a fare qui? Molti negozi hanno chiuso. Anche al Corso è un continuo ricambio di attività che si spostano per vedere se migliorano le cose. Se porti fuori gli esercizi commerciali le attività in centro muoiono”.\r\n\r\n“Qui non c’è la necessità di fare un’isola pedonale perché ci sono i marciapiedi che sembrano piazze – dice E.P. titolare di un’altra attività su via Marconi – la via secondo me dovrebbe essere gestita in chiave food, per la ristorazione, così avrebbe un senso commerciale. La gente qui si vede solo il sabato e la domenica, il resto della settimana è una zona morta”.\r\n\r\nContrariato F. G., anche lui commercianti su via Marconi, per i continui ripensamenti su via Marconi: “Ci sarebbe bisogno di fare un progetto e portare avanti quello, non cambiare continuamente”. Anche lui porta un dato di fatto: “Attività commerciali e pedoni sono diminuiti”.\r\n\r\nDunque a Viterbo forse non sono aumentate né le auto né le persone, probabilmente sono solo state spostate dove si creano file interminabili di auto, che potrebbero essere eliminate con poche mosse.\r\n\r\n \r\n\r\nTiziana Mancinelli\r\n\r\n \r\n\r\nGuarda la galleria di foto\r\n\r\nVia Marconi deserta – San Faustino congestionato dal traffico\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n