Home Cronaca Violenza di genere, questura inaugura sala audizioni protette.
Violenza di genere, questura inaugura sala audizioni protette.

Violenza di genere, questura inaugura sala audizioni protette.

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Viterbo, 29 marzo 2022 – Prende vita la sala audizioni protette presso gli uffici della squadra mobile della Questura di Viterbo destinata alle donne e ai bambini vittime di violenza. Non un luogo meramente fisico, ma un angolo di mondo estraniato dal contesto esterno, per alcuni brutale, dispensatore di  paure e sofferenza. Un angolo reso “vivo” dai dipinti fiabeschi realizzati dall‘Istituto Orioli, un invito alla serenità, ma anche a un cammino a ritroso nel tempo,  fino al tempo delle fiabe, appunto, per riavvolgere il nastro di una vita e ricominciare da capo. Con fiducia e speranza, ma soprattutto con tanto coraggio. Sapendo che c’è qualcuno su cui contare: gli uomini in divisa, la squadra mobile, attiva 24 ore su 24 per portare assistenza, sostegno e protezione a chi è vittima di violenza.

Gli uomini della squadra mobile

Proprio stamattina il questore di Viterbo, Massimo Macera, insieme al capo della squadra mobile, Alessandro Tundo, hanno illustrato alla stampa la nuova sala di ascolto. «Abbiamo trasformato un vecchio ufficio della squadra mobile in una sala per ascolto protetto da destinare alle donne vittime di maltrattamenti e violenza di genere», ha detto il questore. Lo sforzo fatto dalla questura per ricavare questo ambiente in una struttura che non era organizzata per averne uno, sottraendolo alle altre esigenze, testimonia l’importanza e la priorità assegnata alla piaga della violenza di genere. Il questore sottolinea in proposito il lavoro della pm. dott.ssa Paola Conti che «alla Procura di Viterbo coordina  il pool di magistrati che si occupano di questo settore».

Da sin.: Alessandro Tundo, Paola Conti, Massimo Macera.

Attiva anche la dott.ssa Corsini della Asl che «collabora ogni ora del giorno e della notte, coadiuvando il personale della squadra mobile per ascoltare le vittime di violenza. Ci vuole tutta la competenza e la professionalità necessaria – ha spiegato ancora il questore -. Ringrazio il centro antiviolenza Penelope di Marta Nori e Alessandra Senz’Acqua». Ma oltre alla sala di ascolto c’è anche un’altra novità rappresentata dal Protocollo Zeus: «Si tratta di una innovazione dal punto di vista operativo – ha detto Macera – che permette di capire bene quale strategia di contrasto relativa ai reati di violenza di genere bisogna mettere in atto, perché non si passa solo dalla prevenzione e dalla repressione, ma anche dal recupero e dalla riabilitazione del maltrattante». Punto, questo, molto importante per soluzioni veramente risolutive di dinamiche  distorte e deleterie all’interno del nucleo familiare. «Si tratta di un programma operativo stipulato con le due associazioni che permette di uscire da questo tunnel di violenza in cui si è caduti – spiega Macera -. Abbiamo già avuto un primo caso di un uomo rimasto interessato e disponibile a fare questo percorso, perché si è reso conto che il suo comportamento era andato oltre i limiti accettabili».

Da sin.: Alessandro Tundo, Smonetta Pachella, Massimo Macera, Cinzia Pace, Miranda Bocci

In conferenza stampa è intervenuto anche l’istituto Orioli con la dirigente scolastica Simonetta Pachella e la professoressa Cinzia Pace che ha spiegato i criteri con cui è stata dipinta la sala di ascolto protetto: «Abbiamo effettuato una ricerca del colore per indurre alla calma e alla serenità – ha detto –  come soggetto abbiamo optato per paesaggi realizzati con effetto abbastanza fiabesco. Non ci sono sfumature, ma contrapposizioni di colore. Quando si entra qui, si perde il contatto con la realtà e ci si abbandona al rilassamento». Alessandro Tundo, invece, ha tenuto a ringraziare in particolare gli uomini della squadra mobile: «Ragazzi straordinari – ha detto – mi stanno dando disponibilità e impegno senza riserve, hanno materialmente sottratto i loro spazi fisici e materiali pur di creare questa sala che ritengo fondamentale, perché quella che affrontiamo è una vera e propria emergenza, fatta  di continue richieste di aiuto da madri, figlie, sorelle, bambini, tutti, a modo loro, vittime di abusi e maltrattamenti. In questa sala abbiamo inteso ricreare un ambiente più asettico possibile. Sono persone devastate sotto tutti i punti di vista, quello psicologico e quello emotivo. Ci vogliono tutti gli accorgimenti, ascoltiamo silenzi e pianti di un calvario che dura da anni». Il questore ha ringraziato tutti coloro che hanno partecipato e contribuito non solo alla realizzazione della sala, ma anche alla quotidiana attività nel tema della violenza di genere: la Procura della Repubblica di Viterbo; la Asl di Viterbo, dott.ssa Dalila Corsini; Istituto scolastico Orioli con la dott.ssa Simonetta Pachella (Preside) la professoressa Cinzia Pace e quattro alunni;  il Centro Antiviolenza Penelope con Chiara Moschella (Presidente) Marta Nori e Alessandra Senz’Acqua;  Centro Studi Criminologici con la dott.ssa Sharon Angelucci e Marcello Cevoli (Presidente); Emotionaal  Training Center con la dott.ssa Eosanna Schiralli e il dott. Ulisse Mariani; Unindustria Viterbo con  il dott. Sergio Saggini (Presidente); Viterbo Chapter Italy con Giovanni Zanobi (Presidente) e Gianluca Roselli; Associazione Fidapa con la dott.ssa Mranda Bocci presidente.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.