Home Cronaca Violenze a via Lorenzo da Viterbo: l’arrestato resta in carcere.
Violenze a via Lorenzo da Viterbo: l’arrestato resta in carcere.

Violenze a via Lorenzo da Viterbo: l’arrestato resta in carcere.

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Viterbo – Resta in carcere il dominicano che all’alba di domenica 4 luglio avrebbe tentato di strangolare la fidanzata e accoltellato la sorella all’interno di un appartamento al primo piano in via Lorenzo da Viterbo. La lite, esplosa alle prime luci dell’alba, intorno alle 5, è proseguita in strada, tra lo sgomento generale degli abitanti della via, nei presso di Piazza Crispi.  All’interno dell’appartamento tre coppie, dominicani e italiani. Subito dopo la presunta aggressione da parte di Hiraldo Pantaleon Junior Antonio, gli altri cinque sono corsi in strada per sfuggire alla furia del dominicano che, con un coltello dalla lama lunga 38 centimetri, li avrebbe inseguiti nella via in preda a un forte stato di alterazione, urlando e gridando, svegliando gli abitanti della zona atterriti di fronte alla scena.  Una donna per sfuggire alla sua furia si è lanciata dalla finestra, alta pochi metri, finendo sull’asfalto. L’uomo è stato poi bloccato dall’intervento tempestivo di una decina di agenti arrivati con tre  volanti della polizia.

Il gip, oggi, ha confermato il carcere per Hiraldo Pantaleon Junior Antonio. Il giudice, Rita Cialoni, lo descrive come un “ragazzo dall’indole pericolosa” e “dall’incapacità di contenere gli impulsi delittuosi”. Secondo il gip “appare concreto e del tutto attuale il pericolo di reiterazione di condotte analoghe a quelle per cui si procede”. Il domenicano era indagato per sequestro di persona, lesioni personali aggravate, maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale. Per il gip il sequestro di persona nei confronti della fidanzata, ipotizzato dalla Procura, non esiste.

Il 23enne è apparso stamattina davanti al gip al reparto di medicina protetta di Belcolle dove era stato ricoverato, inc seguito alla violenta lite. Si è avvalso della facoltà di non rispondere. I difensori,  gli avvocato Samuele De Santis e Rachele Fabbri, avevano chiesto per il dominicano gli arresti domiciliai con il braccialetto elettronico a casa della madre in Toscana. Il pm, Stefano D’Arma, oltre alla convalida dell’arresto, aveva chiesto la conferma della custodia cautelare in carcere.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.