Home Cronaca Virus Emotet mette ko Regione: entrato con password di un dirigente di Frosinone.
Virus Emotet mette ko Regione: entrato con password di un dirigente di Frosinone.

Virus Emotet mette ko Regione: entrato con password di un dirigente di Frosinone.

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Nazionale, 3 agosto 2021 – Due anni che il mondo è tenuto sotto scacco da un virus: Covid19. E ieri ne arriva un altro: Emotet, un virus, stavolta tecnologico, che attacca il Ced della Regione Lazio e in pochi istanti rade tutto al suolo, mangiando e criptando dati, ma soprattutto scatenando un enorme black out su tutto l’apparato regionale. Immobilizzato. Beffato. Minacciato. Chissà da chi. E chissà perché.  Un mondo virtuale che diventa drammaticamente reale, perché quando i monitor si spengono, si fermano i servizi alle persone. Il virus tecnologico è “intelligente” può anche rubare dati, criptarli, appropriarsi delle identità degli utenti, della loro storia, dei loro segreti, e metterli nelle mani di estranei, i cyber criminali che potrebbero rivenderli sul dark web, utilizzarli per truffe e chissà cos’altro.  I dati della Regione che non fossero stati messi al riparo sui server fisici, ossia il data base della sanità e della protezione civile, potrebbero essere andati tutti persi per sempre.

Pare quasi uno strano scherzo del destino: mentre la sanità laziale galoppava nella somministrazione dei vaccini, qualcuno le ha inoculato un potente virus, un  malware entrato in azione nella notte tra sabato e domenica che ha criptato tutti i dati dei quali non era stato fatto un backup.

Secondo quando riporta Il Messaggero stamattina alla Regione Lazio si starebbe lavorando a mano per recuperare quelle informazioni sui vaccini che non erano state già trasferite alla struttura del Commissario straordinario Figliuolo.

Il virus Emotet è conosciuto per essere uno dei più potenti, protagonista di diversi attacchi negli Stati Uniti, dove è stato individuato, ma viene continuamente aggiornato dai suoi sviluppatori che così ne mantengono alta la letalità. Lo dimostra quanto sta accadendo alla Regione Lazio, dove il sistema continua ad essere tenuto spento, poiché accenderlo significherebbe riattivare il virus che inizierebbe di nuovo a mangiare altri dati. Farà così, finché qualcuno, tra gli esperti americani e israeliani a cui l’Italia ha chiesto aiuto, non riuscirà a rimuoverlo. 

Si è parlato in questi giorni anche della presunta richiesta di un riscatto, smentita, a dire il vero, dallo stesso Nicola Zingaretti, ma comunque una proposta che, se ci fosse veramente, sarebbe con molta probabilità categoricamente rifiutata dall’amministrazione regionale.

I sistemisti di Lazio Crea avrebbero anche trovato un file, che nessuno avrebbe avuto il coraggio di aprire, contenente una pagina per avviare contatti con gli hacker e intavolare una trattativa per il riscatto in bitcoin, moneta non tracciabile. Il virus che ha attaccato i sistemi della Regione Lazio, infatti, copia automaticamente tutti i dati. Il riscatto potrebbe essere chiesto non solo per decriptarli, ma anche per non divulgarli.

Dalle indagini in corso sembrerebbe certo che l’operazione sia partita dall’estero e messa a segno da criminali esperti che potrebbero addirittura aver agito per conto di  “qualche paese dell’Est”. Si pensa che abbiano compiuto la loro azione sfruttando i server di altri Paesi, tra cui la Germania.

Secondo quanto riferisce Il Messaggero l’accesso dei cyber-criminali potrebbe essere avvenuto utilizzando le credenziali Vpn di un amministratore della rete, un dirigente di Frosinone della società LazioCrea, entrando nel suo computer personale e iniziando a contaminare e criptare i dati.

Allo stato attuale non è chiaro se i dati siano stati rubati. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ieri lo ha escluso. Al Messaggero, il capo della Polizia Postale, Nunzia Ciardi, riferisce: «Non c’è evidenza che siano stati presi i dati sanitari delle persone». Questi si troverebbero su un server diverso rispetto a quello attaccato dagli hacker.

Gli investigatori ora stanno lavorando per liberare milioni di file tenuti in ostaggio dai cyber criminali, mentre alla Regione Lazio ci si sta dando da fare per ripristinare i servizi essenziali.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.