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Viterbo in deficit su verde e servizi. Lo dice il master plan.

Viterbo in deficit su verde e servizi. Lo dice il master plan.

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Se molto è stato costruito all’interno del Piano regolatore della città di Viterbo, lo stesso non si può dire per le aree verdi. Secondo lo studio fatto dal team di professionisti guidati dall’architetto Mariano Mari, nell’ambito della progettazione presentata per il bando delle periferie, dall’assessorato all’Urbanistica del comune di Viterbo, non sarebbe ancora stato realizzato il 50% del verde previsto dal piano regolatore. Le percentuali non sono tanto più incoraggianti per quel che riguarda i servizi, rispetto ai quali ci sarebbe un deficit quantificabile tra il 30 e il 40 per cento. Sarebbe questa la fetta ancora da realizzare. Parliamo di due dimensioni: il verde e i servizi, spesso inclusi tra i parametri presi in considerazione per determinare il livello della qualità urbana, della vivibilità e della modernità della città. Due fronti su cui Viterbo sembra proprio non eccellere, spiegando con ciò, perché nelle classifiche spesso la Città dei Papi non brilli.

«Si dovrebbero creare dei corridoi di verde su tutta la città», dice l’architetto Mari, secondo «i principi organizzatori di questa visione che si chiama riqualificazione delle periferie e che devono essere estesi a tutta la città», spiega. L’articolazione del master plan avviene sulla base della divisione della città in quattro quadranti. «In quello nord – dice ancora Mari – sono stati ipotizzati anche degli interventi». Ma il master plan detta le linee guida anche per lo sviluppo e la riqualificazione urbanistica dei restanti tre quadranti.

«Secondo i calcoli che abbiamo fatto – sottolinea il tecnico – c’è un deficit di verde del 50%». Per colmare questo gap la via è una sola: «Trovare un po’ di soldi per acquisire il verde che già c’è nel piano regolatore», spiega Mari, tracciando una strada, quella economica, che purtroppo, per gli enti, soprattutto locali, è sempre molto impervia.

«Le risorse non ci sono mai», riconosce anche l’architetto, e non solo per acquistare aree per il verde, ma anche per realizzarlo. «Non è che si può acquisire il verde che oggi è agricolo e poi lasciarlo lì senza alcuna destinazione – spiega Mari -.  Se viene acquistato sottraendolo alla proprietà privata deve essere utilizzato».

Anche sul verde, però, è sempre un discorso di “risorse”, e se pensiamo alla difficoltà di assicurare la cura e la manutenzione delle aree verdi già esistenti, si pensi a Prato Giardino, crearne delle nuove sembra, purtroppo, un’autentica chimera.

 

Tiziana Mancinelli

info@quintaepoca.it

 

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.