Home Attualità Respinte dagli uffici tutte le osservazioni al progetto Terme del Paliano, il dirigente Urbanistica, Capoccioni: “Non attinenti, alcune inconcepibili”.
Respinte dagli uffici tutte le osservazioni al progetto Terme del Paliano, il dirigente Urbanistica, Capoccioni: “Non attinenti, alcune inconcepibili”.

Respinte dagli uffici tutte le osservazioni al progetto Terme del Paliano, il dirigente Urbanistica, Capoccioni: “Non attinenti, alcune inconcepibili”.

0
0

“Superflue”, in alcuni casi “inconcepibili”: liquida, così, il settore Urbanistica, per voce del suo massimo esponente, l’architetto Emilio Capoccioni, in commissione consiliare, le osservazioni pervenute al progetto della società Free Time, per la realizzazione di un grande polo termale in località Paliano, ritornato al comune di Viterbo, dopo il passaggio alla regione Lazio, da parte del Comitato Valle Legaccia, dall’associazione Antiche Terme Romane, e dall’associazione Le Masse.

“Superflue”, secondo il dirigente, sarebbero le osservazioni  del primo soggetto, il Comitato Valle Legaccia, che richiede: “Compatibilità paesaggista e ambientale del piano particolareggiato, avanzando – spiega il dirigente – generiche richieste ispirate all’architettura sostenibile e bioedilizia, chiedendo, in particolare, l’opportunità di integrare con progetti più dettagliati riguardo alla sistemazione delle aree a verde e l’integrazione con l’ambiente circostante”. Osservazione, questa del Comitato, superflua secondo Capoccioni: “Tutto questo è scontato – spiega – il piano particolareggiato segue la procedura di verifica di assoggettamento al Vas, già avviata dal settore Urbanistica,  che si concluderà decretando la necessità di effettuare la valutazione ambientale strategica oppure no”. Sarà la norma a stabilirlo. “Il provvedimento conclusivo – spiega il dirigente –  prevede comunque delle prescrizioni non solo di natura urbanistica ma anche un’attenzione all’ecosistema, alla fauna e alla vegetazione”.

Nella categoria delle osservazioni qualificate, secondo il dirigente Capoccioni, addirittura  “inconcepibili” c’è quella presentata dalle Antiche Terme Romane  che chiede di inserire nella convenzione che sarà stipulata per la realizzazione del progetto con la società Free Time: “di sopprimere la volumetria a destinazione residenziale”. Il progetto che decreterà la nascita di un nuovo, grande, polo termale, infatti,  si compone di una parte dedicata al termalismo e un’altra residenziale, la volumetria di quest’ultima è stata già ridotta,  dal consiglio comunale in sede della prima approvazione del progetto. “Questo lo trovo inconcepibile” dice Capoccioni riguardo all’osservazione delle Antiche Terme Romane di “depennare” la parte residenziale. La Free Time, infatti, ha “seguito la procedura dell’art. 4 della legge regionale 36/87 – spiega Capoccioni – e ha scelto di inserire una quota di volumetria residenziale consentita dalle norme urbanistiche. Era possibile farlo, è stato fatto. Loro – dice in riferimento alle Antiche Terme Romane – dicono di sopprimere, ma che c’entra? Chiedono, inoltre, di eliminare le ulteriori destinazioni d’uso previste nel piano particolareggiato non contemplate nelle norme di piano regolatore. Ma non è così. Esse fanno riferimento alla zona F4.  Essa  – al di là del piano – prevede servizi da realizzarsi da parte dei privati di interesse generale. Tutte queste destinazioni che abbiamo già codificato e inserito all’interno del piano adottato, sono legittime e conformi alla zona F4 del Piano Regolatore. È un’osservazione destituita da ogni fondamento”, sentenzia il dirigente, prima di andare ad archiviare nel cassetto delle cose “superflue”, l’altra osservazione delle Antiche Terme Romane. “Chiede – dice ancora Capoccioni – che nella convenzione da stipulare con la Free Time sia chiesto ad essa di utilizzare solo aree di sua proprietà. Ma questo è ovvio – replica – si tratta di un piano particolareggiato di iniziativa privata. È impensabile che possa fare diversamente – rimarca Capoccioni”.

Claudio Ubertini (FdI) chiede al dirigente che tipo di osservazioni sarebbero state pertinenti e il tecnico risponde deciso: «Quelle che entrano nel merito del piano urbanistico come le destinazioni d’uso, la viabilità». L’opposizione allora gioca la carta della realizzazione della rotatoria, ma anche qui il dirigente ha la risposta pronta: “Sono due procedimenti separati”.  Sulla bocciatura di tutte le osservazioni presentate al piano, che vedrà la nascita di un imponente polo termale, il dirigente Capoccioni era stato chiaro già all’apertura dei lavori della commissione. “Le osservazioni devono essere pertinenti al contenuto dell’atto deliberativo – aveva detto –  Se vanno oltre, non possono essere ritenute ricevibili. Quelle presentate non ci sembra, a nostro avviso, che abbiano come tema specifico il piano urbanistico adottato dal consiglio comunale. Sono più dei suggerimenti, delle raccomandazioni su come progettare e sulla salvaguardia del contesto ambientale e paesaggistico”.

Si finisce, quindi, con Le Masse:  respinte anche le osservazioni dell’associazione che aveva richiesto di inserire nella convenzione “una clausola di salvaguardia del termalismo libero, afferente la sorgente Le Masse di San Sisto poiché sussiste un diritto di uso pubblico da parte dei cittadini viterbesi e di altri frequentatori, o in subordine si chiede all’amministrazione di adottare tutti i provvedimenti utili alla salvezza della risorsa termale in oggetto tutela del diritto di uso pubblico da parte della cittadinanza”. Anche questa osservazione, così come letta dal dirigente in commissione,“non scalfisce” il piano del nuovo polo termale della Free Time: “Francamente – ribatte il dirigente – non vedo attinenza con il contenuto del piano”.

 Per la maggioranza la discussione sulle osservazioni è chiusa. Per la minoranza no. Anche se è difficile intravedere ulteriori spazi di discussione in un’ esposizione tecnica da parte del dirigente ferratissima. Anche nella conclusione. “Questo è il parere degli uffici”, dice Capoccioni, “il consiglio poi è sovrano di decidere se sposarle o meno”. E tra le righe pare di capire: “A responsabilità dei consiglieri che si discosteranno dal binario dell’apparato tecnico amministrativo”.

Un’ultima arringa la tenta Gianluca Grancini (FdI) che solleva la questione, anch’essa contenuta in una relazione a supporto delle osservazioni, inerente “l’utilizzo da parte del nascente polo termale di un depuratore che insisterà sul pozzo Pasque situato nel terreno dell’Anas”. Ma anche il rischio che “le fosse Imhoff, utilizzate attualmente dalle 26 abitazioni che si trovano nell’area del consorzio Legaccia, con la nuova struttura non sarebbero più a norma”. Un dilemma che, secondo il settore Urbanistica, “non interessa in questa fase poiché siamo a livello di programmazione, il quesito, semmai, interesserà i piani dettagliati successivi”, spiega ancora Capoccioni.

Ma l’opposizione imbastisce ugualmente su di esso la sua arringa. Il dirigente e parte della maggioranza spiegano anche che il problema sorgerebbe fuori il perimetro della lottizzazione delle terme del Paliano. La minoranza, così, sposta su un altro piano la critica al nuovo polo termale. “I servizi dove sono? Mi spiegate qual è la logica su cui realizzate questo centro?”, chiede Gianmaria Santucci (Fondazione).

Augusta Boco (Pd) risponde che dovrebbe essere: “Un villaggio termale, l’attività commerciale non è contemplata”.

A difesa del Paliano arriva anche Paolo Simoni (Oltre le Mura) che cita ad esempio alcuni insediamenti presso Montalto e Pescia Romana destinati per lo più ai turisti.

L’opposizione continua a sollevare perplessità in merito ad alcuni punti,  ma il progetto del Paliano, con la prospettiva della realizzazione di un nuovo polo termale per la città di Viterbo, stavolta pare proprio un treno destinato a proseguire la sua corsa.

 

Tiziana Mancinelli

info@quintaepoca.it

 

*Guarda i video della commissione consiliare sulla 

Pagina Facebook ufficiale di Quinta Epoca clicca qui

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.