Viterbo, 23 maggio 2020 – È un assunto universale il fatto che si debba morire per rinascere, e Viterbo, in questi giorni ne sta dando tangibile prova. I giorni dei vicoli deserti, della città ammutolita sotto la minaccia del virus, con strade e quartieri avvolti nel più assoluto silenzio, nell’aria solo l’eco distante del vociare dentro le mura domestiche dove gli italiani sono rimasti chiusi per quasi tre mesi, sembrano appartenere a un’altra era. Nelle piazze spuntano tavoli, la gente torna a fare l’aperitivo, passeggia lungo Corso Italia, via Marconi è un brulicare di persone, il sole inonda il Sacrario e in tanti si concedono un piacevole pomeriggio in questo sabato 23 maggio, crogiolandosi nel tepore della ritrovata libertà. Il centro storico di Viterbo rifiorisce, e l’esplosione di vita pare anche maggiore di quella antecedente al coronavirus. Si dice spesso che le cose si debbano perdere per apprezzare, e i viterbesi in questo pomeriggio hanno decisamente riscoperto il centro storico che, anche senza turisti, è tornato a pulsare di vita. Una vera e propria rinascita dopo i giorni bui dell’epidemia, un balsamo per le attività che in questi giorni sono tornate a rialzare la serranda, molte delle quali, come bar, pizzerie, ristoranti, gelaterie, lavorano con il “passeggio”. Questo sabato sicuramente non ha deluso. Tante le persone in giro, tutte con mascherina, molte sedute nei tavoli delle caffetterie, rigorosamente distanziati. Moltissimi anche i gruppi di giovani. Non è mancato l’occhio attento delle forze dell’ordine a vigilare su queste prime prove di ritorno alla normalità. Carabinieri in divisa e a piedi si sono visti nel centro storico controllare attentamente e riprendere l’uso troppo allegro di qualche mascherina, o il mancato rispetto del distanziamento sociale. Non sono mancati i controlli anche da parte della Polizia Municipale e della Polizia. I cittadini, però, hanno dimostrato disciplina e responsabilità, quasi impossibile scovare qualcuno senza mascherina.
Tiziana Mancinelli
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