Home Attualità Zolà, abbandonata, ha atteso due giorni che la venissero a riprendere.
Zolà, abbandonata, ha atteso due giorni che la venissero a riprendere.

Zolà, abbandonata, ha atteso due giorni che la venissero a riprendere.

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Viterbo, 11 luglio 2025 – I volontari di Amici Animali l’hanno chiamata Zolà. Era stata legata fuori dal canile comunale, quando è riuscita a liberarsi dalla pettorina e ha iniziato a vagabondare disperata intorno alla struttura. Non si è allontanata. È rimasta lì, convinta in cuor suo che quell’umano che l’aveva abbandonata, sarebbe tornato a riprenderla. Lei non odia, non serba rancore, non cova vendetta come chiunque altro farebbe al posto suo. Lei ha una perseverante fiducia e nemmeno un briciolo di cattiveria verso chi l’ha tradita. Perchè lei è “solo” un cane. Il miglior amico dell’uomo, ma non vale purtroppo il contrario, come in questi casi. Sempre più frequenti a dire la verità, soprattutto  con l’arrivo dell’estate.

Zolà

La storia di Zolà è una come tante. Celano un baratro talmente profondo di tristezza, solitudine e povertà, che pare unico. Abbandonata circa quindici giorni fa, i volontari l’hanno vista vagare per due giorni disperata, ma senza allontanarsi dalla zona in cui l’hanno scaricata come un bagaglio troppo ingombrante da portarsi dietro, magari al mare o in montagna. Forse è stata questa la causa del suo triste destino. Le vacanze segnate sul calendario, e quando quella pagina è arrivata, per Zolà non c’è stato più scampo. L’hanno fatta scendere dallo sportello dell’auto e l’hanno lasciata lì. Sola. Per giorni ha gridato al vuoto tutta la sua sofferenza, guaendo e ululando. “Ci sono voluti due giorni interi per cercare di avvicinarla“, hanno raccontato i volontari.

Alla fine, però, Zolà si è fidata di nuovo. E stavolta delle persone giuste. Per lei si sono aperta le porte di una casa vera. Il rifugio di Amici Animali, dove ora l’animale ha di nuovo conosciuto la felicità, certamente più vera di quella che ha creduto di vivere in casa di chi l’ha scaricata senza pensarci troppo. Lei  è un pitbull, un’altra carta a suo sfavore in un momento poco felice per questa razza. Ha circa due, tre anni. Tenuta molto bene, socievole e abituata agli umani. Aspetti che hanno fatto supporre che abitasse in casa con delle persone.

Pitbull maschio

La sua stessa sorte è toccata una settimana dopo a un altro pittbull, circa della stessa età, lasciato anche lui legato fuori dal canile comunale. Purtroppo per lui, però, non c’è spazio nel rifugio e, dunque, se nessuno lo adotterà, finirà in un box di pochi metri quadrati in un canile di quelli tradizionali, dove probabilmente trascorrerà il resto della sua vita. Per ora è rimasto senza nome, sperando che possa darglielo qualcuno che deciderà di adottarlo. Intanto i volontari sfogano con un comunicato stampa tutta la loro rabbia per certe vicende. “Quali possono essere le parole ancora non espresse che possano risultare efficaci quando parliamo di abbandoni, ce lo continuiamo a chiedere ogni volta che ci troviamo di fronte ad azioni tanto ignobili e vigliacche come i recenti abbandoni dei cani lasciati legati davanti al canile comunale”, scrivono nella nota. “Abbandonare un cane è un reato sempre più severo punito dalla legge, ma è soprattutto un atto infame, vile, criminale che provoca una sofferenza straziante all’ animale. Le sensazioni e il dolore che prova sono molteplici e possono arrivare all’autolesionismo alla rinuncia del cibo, all’abbandonarsi fino alla morte o a impazzire. L’80% dei cani abbandonati per strada, muore per stenti o malattie, oppure si lascia morire aspettando il ritorno di quello che considera l’amico umano per sempre da amare incondizionatamente. Gli animali sono creature viventi con le proprie necessità ed esigenze con il diritto di essere rispettati ed amati. Concetti che ripetiamo da sempre che consideriamo scontati ma purtroppo non lo sono. È frustrante anche per noi volontari dovere assistere a percentuali crescenti sull’abbandono e sulle rinunce di proprietà, e alla molteplicità di atti sconsiderati e crudeli inflitti agli animali dalla mano criminale dell’uomo. Condannarli a una vita di canile equivale a destinarli all’ergastolo una pena inflitta senza colpa alcuna. Noi volontari siamo indignati, nessuna motivazione può giustificare tanta cattiveria, nostro malgrado siamo testimoni del loro inconsolabile pianto e strazio. Viaggiare con un animale e godere del privilegio della sua presenza per sempre è un momento di gioia per tutta la famiglia e il rinnovamento di un patto di fedeltà che per nessuna ragione può essere tradito”. 

Il consigliere comunale Francesco Buzzi delegato benessere animali

Sula vicenda è intervenuto anche il consigliere comunale delegato al Benessere animale Francesco Buzzi. Nonostante la riforma del codice penale sul maltrattamento degli animali, approvata in via definitiva da parte del Senato – dice – assistiamo ancora abbandoni di cani, gli ultimi casi denunciati dall’associazione Amici animali onlus che informa la città di due cani legati e abbandonati davanti all’ingresso del canile come un pacco del corriere quando il destinatario non si trova in casa. Non c’è legge che può fermare queste ignobili persone, solo educando i cittadini riusciremo a bloccare questi criminali, ben venga l’inasprimento delle pene, ma allo stesso stiamo lavorando per sostenere i progetti sull’educazione cinofila magari partendo proprie dalle scuole. Per imprimere una vera svolta sono necessarie campagne di sensibilizzazione alla sterilizzazione, azioni per rendere obbligatorio il microchip e l’educazione dei proprietari alla gestione degli animali oltre ad una legge che vieti la detenzione di animali per i condannati al maltrattamento o oggetto di rinunce di proprietà.
Come amministrazione comunale stiamo moltiplicando gli sforzi per fare in modo che la nostra possa diventare una città all’avanguardia anche per la qualità della vita degli animali. Abbiamo effettuto due campagne di sensibilizzazione per l’installazione gratuita di microchip e rinnovato quella annuale contro gli abbandoni estivi attraverso un’azione di comunicazione e social e abbiamo svolto due corsi di educazione cinofila. Nel mese di giugno al parco comunale – continua Buzzi – abbiamo presentato i cani dei Vigili del Fuoco, della Polizia e della Guardia di Finanza, animali che quotidianamente lavorano per la nostra sicurezza, da pochi giorni abbiamo ospitato in città una squadra di cani da soccorso tra le macerie. Ecco, ricordiamoci di questo quando giriamo lo sguardo da un’altra parte, anche quando sei un semplice testimone di un abbandono”, conclude Buzzi.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.