Viterbo, 8 novembre 2023 – Inseriti 3o nuovi progetti, per circa 68 milioni di euro nel Piano triennale delle Opere Pubbliche, elenco anticipato da Quinta Epoca settimane fa. L’aggiornamento del documento è arrivato ieri in consiglio comunale, dove è stato definito dall’assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Floris: “Uno degli atti più importanti che questa amministrazione si accinge ad approvare da inizio consiliatura, con cui la politica si riprende in mano la visione di città. Tutti i progetti sono incentrati al recupero del centro storico e di quelle strutture abbandonate da decenni. Penso al cinema Genio, alla Zaffera, alla Corte di Assise a Fontana Grande. Non è un libro dei sogni – ha puntualizzato Floris -. Alcuni progetti sono già finanziati, altri soldi arriveranno a breve. Sono tutti realizzabili all’interno di questa legislatura, entro il 2026. Alcuni legati al FESR altri con il Giubileo. Avranno un impatto importante sul futuro sviluppo della città”.

Di diversa opinione la consigliera di opposizione, Luisa Ciambella (Per il Bene Comune): “Vedremo quello che avete inserito in questi fogli di carta dopo il 2029. Avete un fattore “C” notevole”, dice riguardo al “periodo storico” che vede l’arrivo di copiose risorse. Fatto che, secondo Ciambella, può diventare un boomerang: “Avete una controindicazione che mai nessun’altra amministrazione ha avuto. La cantierizzazione di tutta questa roba, potrebbe determinare l’uccisione irreversibile del centro storico e della città”. E sul fine lavori avverte: “Nei 18 mesi dalla firma della convenzione dovrete fare appalti e contratti. Quindi per tutto il 2024 e alcuni mesi del 2025. Questa sarà la fase uno. Poi sarete ammessi alla due. Siete tutti gasati di essere riusciti a portare 70 milioni di euro, ma la gran parte delle opere difficilmente saranno inaugurate da questa amministrazione”, ha detto Ciambella. A illustrare più nel dettaglio i progetti ci ha pensato l’assessore all’Urbanistica, Emanuele Aronne: “Metà soldi sono certi. La nostra strategia territoriale, in vista della candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033, è stata indirizzare gli investimenti verso i centri storici, non solo quello di Viterbo“, ha spiegato. Due i canali di finanziamento: “Fondi di sviluppo regionale (FESR) e Giubileo”, ha detto ancora Aronne. Il primo ha posto dei “paletti per raggiungere degli standard” come “l’abbattimento dell’inquinamento” che ha portato all'”acquisto di nuovi bus elettrici e della posa in opera di impianti fotovoltaici sugli edifici comunali”. Chiesta dal Fesr anche la “Biodiversità. Abbiamo inserito progetti che la città aspettava da tempo, di cui si era sempre parlato, ma nei precedenti triennali non c’era traccia – ha proseguito Aronne – . Biblioteca degli Ardenti, per cui si prevede una sede unica, ex chiesa Almadiani, centro per mostre e congressi, attualmente chiusa per l’impianto elettrico non a norma, cade a pezzi. Il consigliere Andrea Micci ci fece un emendamento, sarebbe stato giusto inserirlo, il principio era giusto. Da valorizzare anche Zaffera e Lazzaretto, abbandonati nel tempo e non presenti nel triennale”.

I 3o progetti vanno a definire un intervento di recupero massiccio e imponente di importanti immobili comunali, abbandonati nel tempo, riguardo al quale l’opposizione ha fatto notare, però, un aspetto: “Non si può parlare di rilancio del centro storico, senza un sistema di parcheggi. Insisto su quello di Prato Giardino”, ha detto Alvaro Ricci. “Tutti abbiamo avuto problemi con la sovrintendenza. Ma va realizzato. Così come indispensabile è quello delle Fortezze – ha detto il capogruppo del Pd -. Io non condivido la realizzazione di un mercato coperto nella ex chiesa di piazza Fontana Grande, ma è un’idea. Senza parcheggio, però, il progetto parte zoppo“. Imperativo, secondo Ricci, “Realizzare questi due ampi parcheggi. Sono anche favorevole alle piste ciclabili, ma su alcuni tratti stanno dando grande preoccupazione. È complicato dentro la città dare seguito a un percorso ciclabile in certi punti. Così come non riesco a capire l’intervento dell’allargamento del marciapiede da Porta della Verità a Porta Romana. Non lo comprendo. Non lo vedo nemmeno bene. Che senso ha avuto buttare via l’unico, forse, marciapiede che non aveva bisogno di interventi particolari”. Scelta sbagliata, secondo Ricci, anche quella di “trasferire 4 milioni e 700 mila euro dalla realizzazione del parcheggio del Sacrario all’ asfaltatura di quello del tribunale“.

“Non capiterà più di avere tutte queste risorse – ha detto Laura Allegrini (FDI) – ma bisognava concentrarle, non disperderle. Non c’è valorizzazione del centro storico senza un sistema di parcheggi. L’obiettivo principale era farne di interrati, funzionali al centro storico”, ha detto la capogruppo di Fratelli d’Italia che, come il collega consigliere del Pd, ha criticato la “rinuncia a 5 milioni di euro per il parcheggio interrato al Sacrario, per fare delle asfaltature e un sistema di parcheggi fuori dalle mura. Una cifra che non ci sarà mai più. Non andiamo a parcheggiare a Santa Barbara e al tribunale, per poi venire in centro a piedi. Un errore madornale”, secondo Allegrini, avere speso i soldi per parcheggi decentrati. “Non condividiamo il mercato coperto dentro ex Corte di Assise per il valore storico e architettonico che la rende inadeguata a una tale iniziativa – ha proseguito -. Commercialmente, poi, se non ci sono parcheggi. non ci può essere nemmeno il mercato. Chi compra 5 chili di patate e poi va alla macchina fino al Sacrario? Un’idea folle. Secondo grosso errore pacchiano di questa variazione del piano delle opere pubbliche. Bene, invece, i 7 milioni per il recupero del teatro Genio, trasformato in centro congressi”. Il sindaco in chiusura di seduta ha ribadito: “Questo piano delle opere pubbliche influenzerà per i prossimi anni il futuro di questa città – ha detto Chiara Frontini -. Non era scontato che puntassimo tutto sul centro storico. C’erano tante altre cose da fare. È un piano di recupero vero e sincero che questa città non ha mai visto”.