Viterbo, 1 marzo 2021 – «840 mila euro per il completo recupero della pavimentazione di via Maria SS. Liberatrice», lo annuncia l’assessore ai Lavori Pubblici del comune di Viterbo, Laura Allegrini, sulla scia del servizio di Quinta Epoca tra il degrado di San Faustino. Buche gigantesche, strada deformata, cittadini che ogni giorno si avventurano su un manto stradale potenzialmente pericoloso sia a piedi, sia in auto. San Faustino sprofonda nel degrado e nello sfascio più totale, invaso dalle auto, sia quelle che parcheggiano selvaggiamente ovunque, sia quelle che defluiscono dal Sacrario su via Maria SS. Liberatrice, da quando via Marconi è diventata prima pedonale, poi a un unico senso di marcia da Piazza Verdi al Sacrario. In questi giorni l’amministrazione Arena ha istituito il doppio senso di circolazione, concedendo ai sampietrini di San Faustino una tregua dal martirio dei pneumatici. A guardare la cartolina che si presenta oggi del quartiere, impossibile non pensare che esso sia figlio di un Dio minore, rispetto alle altre zone del centro storico, per le quali è stata chiesta a gran voce l’isola pedonale, mentre San Faustino viene dato in pasto alle auto. «Ho una certa affezione verso questo quartiere – dice l’assessore Allegrini – perché sembra un po’ il figlio dimenticato», commenta, riconoscendo l’abbandono del quartiere negli anni. Eppure, nonostante la situazione drammatica dell’area urbana, San Faustino non è stato ancora condannato a morte. Tutt’altro. Proprio dietro l’angolo, lo attende un destino migliore. Una rinascita, addirittura, che parrebbe scritta in quei progetti che l’amministrazione Arena sta portando avanti. Alcuni già in fase avanzata, altri solo sulla carta, altri ancora nel cassetto dei desideri.
840 mila euro per la pavimentazione di via Maria SS. Liberatrice. La riqualificazione di San Faustino pare una cosa concreta. Lo dice già quella cifra con una lunga coda di zeri. Quasi un milione di euro per rifare totalmente la pavimentazione di via Maria SS. Liberatrice. Non sono pochi. E l’intervento rischia di migliorare repentinamente la qualità urbana, segnando, magari, l’avvio di una serie di altri progetti nell’imminente futuro, che possano restituire al quartiere dignità e un volto decoroso. «Questo – dice Allegrini – è un quartiere fondamentale per la vita culturale e turistica della nostra città. Innanzitutto si trova sull’ asse farnesiano che collega la Rocca Albornoz e il santuario di Santa Maria della Quercia. È una direttrice importante a fini culturali e turistici, dal museo della Rocca Albornoz si passa alle scuderie Sallupara.
Scuderie Sallupara. «In questi giorni stiamo realizzando la progettazione definitiva che ne determinerà la fruibilità – spiega Allegrini -. Ci sarà ancora da aspettare per la riapertura, ma adesso sarà sicuramente completata la progettazione definitiva ed esecutiva. C’è anche un passaggio in sovrintendenza. Vorremo fare l’appalto al più presto per usufruire delle norme semplificate Covid. Posso dire con ragionevole certezza – annuncia Allegrini – che i lavori potrebbero partire nel 2022. Non dovrebbero essere molto lunghi e finalmente avremo la fruizione definitiva per attività culturali giovanili, che è poi la finalità che ha determinato il finanziamento della Fondazione Carivit. Le Scuderie Sallupara avranno anche una funzionalità turistica dal momento in cui si potranno realizzare eventi e manifestazioni. Diventerà un polo aggregante per l’intera città. Le scuderie confinano, inoltre, con la bellissima chiesa e il suo giardino che si affaccia sulla torre pentagonale restaurata l’anno scorso. A parte il grande e straordinario valore storico del complesso della chiesa, questa torre pentagonale merita di essere messa in luce, scoprendo le aree intorno al lavatoio di via Signorelli.
Lavatoio via Signorelli. «Nell’ultimo bilancio sono stati previsti 50 mila euro per il restauro del lavatoio, sprofondato nel degrado più assoluto – dice Allegrini -. Anticamente chiudeva la discesa di via Signorelli, in posizione trasversale. Nel Novecento è stato spostato nella posizione attuale, dove mantiene intatto il suo grande valore storico. Vorremmo riqualificare l’area intorno, restaurare il lavatoio. La pratica è già in Sovrintendenza. Il sopralluogo ci sarebbe dovuto essere proprio qualche giorno fa – dice Allegrini – ma non sono potuti venire. Forse questa settimana sarà quella buona.
Pedonalizzazione di via del Pilastro. «Un altro progetto che ho nel cuore, ma che per realizzarlo ci vorranno, forse, diverse consiliature – spiega ancora Allegrini – è la pedonalizzazione di parte di via del Pilastro per ripristinare l’antico collegamento che esisteva tra Prato Giardino e la Rocca Albornoz». Ci sono, poi, gli 840 mila euro per il rifacimento di via Maria SS. Liberatrice. «È un progetto già finanziato, per cui abbiamo acceso un mutuo – dice Allegrini -. Questa amministrazione ha avuto il coraggio di impegnare 840 mila euro per il recupero di questa via che non era più percorribile, l’avremmo dovuta chiudere. Potevamo decidere di asfaltarla e spendere meno. Invece l’amministrazione comunale ha deciso per un recupero serio, devo dire anche sotto pressione della Sovrintendenza. Recupereremo l’asse vario, ma anche Piazza San Faustino e Piazza della Trinità. La prima è stata restaurata un anno fa nella parte di collegamento con via Signorelli, dove si era formato un avvallamento spaventoso. Ma quello che andremo a fare sarà un lavoro più radicale. Sarà riqualificata anche Piazza della Trinità che completa questo asse culturale e storico. Gli agostiniani – dice ancora Allegrini – hanno recentemente restaurato tutto il ciclo di affreschi sulla vita di Sant’ Agostino all’interno del chiostro. È la sede di una delle biblioteche più importanti d’Italia degli agostiniani. Il turista potrebbe, entrando da Porta Fiorentina, fermarsi al museo archeologico nazionale della Rocca Albrnoz, passare alle Scuderie Sallupara per una manifestazione, visitare la chiesa, il giardino e la torre per arrivare alla Trinità e all’orto degli agostiniani che è un esempio della loro cultura e del loro modo di essere. Si potrebbe pensare di rendere questo luogo in qualche modo visitabile: c’è stata, in tal senso, un’apertura e una disponibilità degli agostiniani. Nel giro di un paio di anni si compirebbe la riqualificazione del quartiere che è straordinario, merita tantissimo e non si deve nemmeno pensare di abbandonarlo all’incuria e al degrado».
Sosta selvaggia. Un altro problema particolarmente avvertito da chi frequente San Faustino è senza dubbio la sosta selvaggia: «Ci impegneremo per eliminarla – assicura Allegrini – le auto parcheggiate così rendono anche difficile l’accesso al mercato di quartiere. Lo stesso parroco di San Faustino lamenta questa cosa, addirittura ci sarebbero difficoltà per tenere i funerali, a causa della grande quantità di macchine parcheggiate a ridosso degli scalini della chiesa. Le auto, inoltre, nascondono anche la bella fontana di piazza San Faustino.
Fontana di Piazza San Faustino. «Continuerà l’opera di restauro – dice Allegrini -. Un documento antico parla di come i residenti della zona in passato si impegnavano per sostenere a loro spese la manutenzione della fontana.
Collegamento diretto con cittadini. «Ci siamo incontrati con i pochi residenti rimasti per creare un collegamento diretto», spiega Allegrini. «Ci sono anche imprenditori coraggiosi che iniziano ad investire in questa zona», prosegue.
Parcheggio interrato a Piazza della Rocca. «Ci sono dei project financing per realizzare un parcheggio sotterraneo in piazza della Rocca», dice l’assessore ai Lavori Pubblici. «Non so se l’ipotesi sarà fattibile – spiega – ma i progetti su San Faustino, che confermano la volontà di questa amministrazione di procedere con la sua riqualificazione, ci sono».
Collegamento pensilina San Faustino. «In cantiere anche il collegamento tra la pensilina e il quartiere San Faustino, riaprendo una via già esistente che permetterebbe di raggiungere in brevissimo tempo il quartiere dal parcheggio del Sacrario».