Antoniozzi: “Il museo civico dovrebbe restare dov’è. Non marginalizziamo parti di città”.
Viterbo – Chiara Frontini e Alfonso Antoniozzi di Viterbo 2020 rilanciano la questione del museo civico e lo fanno scegliendo tra le ipotesi sul tavolo quella di lasciarlo lì dov’é: a piazza Crispi. Innanzitutto per “non spogliare ed emarginare altre parti di città, oltre il perimetro di San Pellegrino, piazza San Lorenzo, piazza del Plebiscito“. “Nel nostro programma abbiamo realizzato dei percorsi turistici – spiega Chiara Frontini – proprio per attraversare tutta la città”. Sul muse civico, inoltre, i due hanno idee precise. Ad esplicitarle è Alfonso Antoniozzi “assessore” alla “cultura” nella giunta dei cittadini creata da Viterbo 2020 che opera e propone dalla parte dell’opposizione a quella ufficialmente insediata a Palazzo dei Priori con le elezioni di giugno 2018. “Nella nostra visione, il museo civico deve saper raccontare la città con le sue opere. Non siamo ancora riusciti a fare questo. E il museo è diventato uno dei simboli dell’immobilità di questa città”. Dal museo civico il discorso scivola sul teatro dell’Unione: “Se lo volesse affittarlo un’associazione dovrebbe pagare un canone assurdo per le proprie possibilità, e versare una cauzione di 3 mila euro che, se c’è un’assicurazione, non vedo a cosa serva. Per le realtà culturali chiediamo, quindi, delle agevolazioni e delle riduzioni sull’importo della locazione delle sale comunali. Oggi gli unici ad avere un accesso gratuito a questi locali sono i consiglieri comunali per eventi politici”. C’è poi la questione della scuola musicale, e anche a questo punto Antoniozzi è arrivato con una sua idea: “Non viene incentivata. C’è un coordinatore che sta lí solo due anni. Ma in tutte le altre realtà non funziona così. La scuola musicale è con l’acqua alla gola. Incassa rette che finiscono nelle casse del Comune. Noi vorremmo, invece, che potesse disporre di queste risorse”. Antoniozzi torna, poi, sullo spostamento del museo civico. “Non ritengo si debba spostare. Ci troviamo all’ingresso delle mura cittadine – dice in merito a piazza Crispi dove attualmente si trova la struttura. Dobbiamo diversificare i luoghi di attrazione. Non fare i soliti errori. Scarichiamo tutti i turisti a Valle Faul e non vedono la città”. Le vere stoccate, però, non sono per la maggioranza di governo, ma per una parte dell’opposizione, quella che è stata maggioranza ed Antoniozzi lo rimarca: “Non dobbiamo ricercare le responsabilità sul museo civico“, dice riferendosi, probabilmente, all’intervento di Giacomo Barelli nell’ultima seduta di commissione, quando lo stesso Antoniozzi aveva invitato l’esponente di Viva Viterbo a non polemizzare con la precedente amministrazione, ma a trovare delle soluzioni”. Frontini, invece, punta sulle linee programmatiche di Arena: “Le doveva presentare al primo consiglio, ma ciò non è avvenuto. Questo ci fa pensare che non abbiano un’idea di città”.