Viterbo – Befane di ogni dove accorrete: il 5 gennaio parte la Calza più Lunga del Mondo del Centro Sociale Pilastro. L’appello è sempre aperto a tutte le donne, “signore e signorine”, dice Rosanna De Marchi che di questa tradizione è una delle pioniere, anche se le Befane sono già arrivate a 106. Un numero incredibile, a cui gli organizzatori non pensano minimamente di mettere un limite, anzi, la partecipazione a cui si punta è quella massima. Del resto non ci sono problemi di posti. Alcune befane portano la Calza. Altre danno loro il cambio. Altre girano tra la gente, distribuendo caramelle. Il trasporto della Calza della Befana per le vie della città insieme alle Fiat 500, è un corteo giocoso, di colori e di fiaba, quella che si ascolta intorno al camino, nella notte silenziosa, gelida, aspettando che il mondo fatato venga giù da quel cunicolo nero, a cavallo di una scopa, un lieto fine che si finisce di vivere puntualmente nei sogni, quando il sonno prende il sopravvento sulle parole, tra il caldo delle coperte. Ma, a Viterbo, il giorno della Calza della Befana: no. È tutta un’altra storia. Quel giorno i bambini le loro fantasie le vivono a occhi aperti: la Befana arriva, lancia loro caramelle, e magari scatta pure una selfie.

E sono tante, tantissime, Befane. L’impressione è che non sono loro ad essere arrivate nel tuo mondo, ma che sei tu che all’improvviso ti ritrovi catapultato nel loro. Nel Paese delle Befane. A Viterbo. E pensare che la realizzazione della lunghissima Calza, e del suo trasporto, era stata ideata inizialmente per coinvolgere gli anziani in un’attività di socializzazione. E, ora, invece, l’iniziativa coinvolge tutti, di ogni età, perché intorno alla Calza, si chiude il cerchio delle generazioni. Ed è completo. Ci sono i nipoti, i nonni, i papà e le mamme. E non sono solo i legami di sangue a tenere tutti uniti, ma è la magia della vecchia signora, anziana, sì, ma intramontabile, piena di fascino e di magia. Una bella parabola della vita, infine. Intorno alla Calza c’è il ciclo della vita. Ogni suo tratto ha il suo significato. E ognuno essenziale. Con le sue luci e le sue ombre. E di quest’ultime non ci si dimentica. Ogni anno la Calza della Befana punta a raccogliere soldi per la beneficenza. L’anno scorso sono stati ricavati 2 mila euro dalla vendita delle calzette che, insieme ai ricavi di quest’anno, saranno devoluti al progetto di Campo delle Rose, la realizzazione di una struttura per accogliere ragazzi affetti da autismo che in questo momento sono costretti a vivere ad Arezzo, lontano dalle loro famiglie viterbesi per l’assenza di una realtà che sia in grado di occuparsi di loro qui nella Tuscia. E un pensiero c’è anche per tutti quei bambini che sono in ospedale, e non potranno stare lì, in strada, il 5 gennaio, a battere le mani per poi aprirle e raccogliere le caramelle lanciate dalle Befane. Luci e ombre, appunto. E la Calza lo sa che deve tenere conto: tra divertimento e solidarietà. La XIX edizione della Calza del Centro Sociale il Pilastro è stata presentata oggi a Palazzo dei Priori con il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, l’assessore alla cultura, Marco de Carolis, il presidente del Centro sociale Il Pilastro, Luciano Barozzi, la presidente del 500 Tuscia Club, Mara Piergentili, il presidente di Avis Viterbo, Luigi Ottavio Mechelli, la presidente di Admo Viterbo, Paola Massarelli, don Flavio della parrocchia Sacro Cuore, l’istruttori dei Vigili del Fuoco Giovanni Aluisi, Franca Sassara in rappresentanza di Campo delle Rose, Andrea de Simone, presidente di Confartigianato Viterbo.

«Un appuntamento – ha detto De Carolis – che anche quest’anno confermerà il suo indiscusso successo di pubblico, e che sarà anche un grande richiamo turistico, con un fine, peraltro, benefico, poiché il ricavato della vendita delle calzette sarà devoluto all’associazione Campo delle Rose. Come sempre, come amministrazione, siamo a disposizione». Luciano Barozzi ha ricordato, invece, come quella della Calza della Befana sia sempre la prima conferenza dell’anno e il primo appuntamento della città. «Con questa iniziativa – ha proseguito – andiamo alla riscoperta della tradizione e del folclore, con il valore aggiunto, importantissimo, della solidarietà». Barozzi ha poi letto i saluti dell’assessore ai Servizi Sociali, Antonella Sberna, assente per maternità: «Dolci doveri familiari mi costringono a casa, ma non voglio far mancare il mio sostegno personale e istituzionale a una manifestazione che vede questa amministrazione presente nelle fasi organizzative fin dal primo giorno. È un evento che merita tutta l’attenzione possibile sia per il grande valore sociale che riveste, sia perché dimostra che la nostra città porta avanti con grande iniziativa popolare tradizioni della società attraverso la solidarietà tra cittadini. Vi auguro – conclude la lettera di Sberna – che anche quest’anno tutto possa volgere al meglio». Luciano Barozzi ricorda che la Calza è: «un momento speciale dell’anno per i bambini che vedono concretizzarsi tanti sogni. Mi diverto nel vedere i loro occhi trasognati di fronte allo spettacolo della Calza. Essa nasce soprattutto dal volontariato, con il sostegno di molte associazioni. Ci sono tanti anziani che già dal mese di dicembre iniziano a lavorare. La calza, di 54 metri, infatti, necessita di manutenzione: ogni anno va ricucita, riposizionata, e già questo è un momento di socializzazione. In questi quasi 20 anni di trasporto essa è entrata nel cuore della gente. È un appuntamento fisso per la nostra città. Uno dei primi dell’anno. Nella precedente edizione siamo rimasti veramente entusiasti della moltitudine di gente che ha invaso Viterbo. Una partecipazione popolare massiccia, il desiderio di assistere a uno spettacolo unico. È sempre una sfida mettere insieme le persone, le auto. Si parte da Porta Romana e si attraversa tutto il centro cittadino, fino ad arrivare alla chiesa del Sacro Cuore, dove termina la manifestazione. Durante il percorso ci sono delle soste. Al trasporto della Calza saranno presenti l’associazione culturale del Pilastro con gli sbandieratori, la banda musicale di Bassano in Teverina, il gruppo di majorette di Grotte Santo Stefano». La Calza della Befana cresce non solo come pubblico, ma anche per numero di befane che ogni anno aderiscono all’iniziativa: «Sono rimasto colpito dalle tante adesioni per portare la Calza – ha commentato Barozzi -. Quest’anno si sono iscritte 106, molte anche dalla provincia, due addirittura arriveranno da Roma. Tutto ciò dimostra che questa manifestazione ha veramente travalicato i confini della città». Sulla Calza che ondeggia per le vie del centro storico, quasi fosse un enorme bruco, la città ha trovato anche un formidabile veicolo promozionale. «Chi viene per la Calza, visita anche la città», ha fatto notare Barozzi. Così come le riprese fatte in passato dai media nazionali, hanno proiettato in tutto il mondo, insieme all’iniziativa, anche gli scorci della città. Anche Barozzi si è soffermato sul progetto di Campo delle Rose a cui, per il secondo anno consecutivo, andrà il ricavato della vendita delle calze. «In questi anni abbiamo sempre dato spazio a tante iniziative di solidarietà rivolte ad associazioni che si occupano di bambini meno fortunati. L’ anno scorso abbiamo scelto Campo delle Rose, un realtà che conoscevo vagamente. Ci siamo, però, appassionati. Ci hanno toccato il cuore e ci hanno molto motivato a dare loro una mano. Ci siamo resi conto che al di là del nostro piccolo aiuto, potevamo contribuire a divulgare il più possibile il messaggio di sostenere la realizzazione di questo complesso/residenza per questi ragazzi nelle vicinanze della nostra città».

Le calze della Befana saranno in vendita in un gazebo a piazza del Comune e nella parrocchia del Sacro Cuore a 2,50 euro. Sono scesi in campo per la raccolta fondi anche attività commerciali. «La pizzeria del Pilastro offrirà cioccolata calda in cambio di un’offerta», ha detto Barozzi. Insieme alle Befane, saranno protagoniste della giornata altre “intramontabili” signore, anch’esse testimoni di un tempo che non c’è più, e per questo circondate anch’esse da una nota quasi mitologica, proprio come la befana: le Fiat 500. Saranno queste storiche vetture, come sempre, a trasportare insieme alle Befane la lunga Calza. E quest’anno ci sarà una novità: «Le auto sotto la Calza saranno undici – ha detto la presidente del 500 Tuscia Club Mara Piergentili -, guidate dai nostri bravissimi autisti, e ci saranno altre 4 macchine in rappresentanza delle varie associazioni che contribuiscono a questa manifestazione. Ma ho parlato con molti cinquecentisti e vogliono accodarsi alla fine della Calza per completare questa coreografia anche con musica a tema, riempiendo così un momento silenzioso che succede al passaggio della Calza». Quest’anno, dunque, il serpentone della solidarietà si allungherà ancora di più. «Mi sono trovata coinvolta in questa manifestazione iniziata dai miei predecessori tantissimi anni fa – ha proseguito Piergentili – e prendiamo parte con orgoglio e soddisfazione. Capisco che le nostre 500 sono bellissime in uso trasporto». La parola passa poi a Paola Massarelli, presidente Admo Viterbo: «È bellissimo portare avanti questa tradizione da così tantissimi anni, soprattutto perché abbiamo creato una sinergia con il Centro sociale polivalente Pilastro e altri per promuovere la solidarietà. Un pensiero, come sempre, va a tutti, e in particolare ai bambini e alle bambine che sono in ospedale e non possono trascorrere questi giorni in famiglia, prego che presto ce la possano fare, questo è il messaggio dell’Admo». Accanto all’Admo, l’Avis, anch’essa partner storico della Calza della solidarietà. «La nostra presenza oramai pluriennale – ha detto il presidente della sezione di Viterbo, Luigi Mechelli – è quella di sensibilizzare alla donazione di sangue e, con l’Admo, quella del midollo. Con queste attività benefiche di volontariato speriamo di portare sempre più avanti questi valori nella cittadinanza. Ringraziamo la città e la stampa, che ci dà sempre eco, perché anche quest’anno la raccolta sangue è andata molto bene e siamo stati in grado di soddisfare tutte le richieste che ci sono state fatte. Abbiamo raccolto un centinaio di sacche in più rispetto all’anno scorso». Mechelli ha ricordato il «formidabile dispiegamento di forze di volontariato» che ci saranno in occasione del passaggio della Calza: «Avis, Admo, Protezione Civile, Croce Rossa». Quest’anno la Calza della Befana si arricchisce di un tassello in più: un momento presso il presepe vivente di San Faustino. A illustrare la novità don Flavio: «La Calza è un’ottima iniziativa non solo per la vendita delle calze, che sarà destinata a un’associazione così importante come quella di Campo delle Rose, ma anche perché è in grado di educare i cittadini alla solidarietà. Il fine educativo, affinché possiamo imparare a prenderci cura di chi è meno fortunato di noi è un elemento veramente prezioso di questa iniziativa». Don Flavio e la parrocchia del Sacro Cuore arricchiranno l’evento con un «momento spirituale e religioso». «Il presepe vivente realizzato quest’anno per la prima volta a San Faustino ha avuto un grande successo – ha detto -. Abbiamo avuto un migliaio di visitatori nei due giorni dell’evento, il 26 dicembre e 1 gennaio. Il 5 concluderemo con questo momento dedicato ai bambini. Alle 17 aprirà il presepio vivente con ingresso in via Signorelli nel giardino di San Faustino. Appena sarà terminata la Calza e ci saranno stati i saluti istituzionali, partirà il corteo dei Re Magi che si recheranno nella chiesa di San Faustino, scortati dai bambini. Qui ci sarà un momento di catechesi, dopodiché i bambini e i Re Magi usciranno nuovamente dalla chiesa ed entreranno nel presepio per canti e distribuzione di dolcetti»·

Partner della Calza anche Confartigianato: «Per incentivare la raccolta fondi per Campo delle Rose abbiamo ideato l’iniziativa la Carica dei 101 con delle imprese che metteranno 500 euro all’anno per tre anni, ponendo così tanti piccoli mattoncini per questo grande progetto». Franca Sassara ha ringraziato commossa per le tante iniziative di sostegno che ha ricevuto Campo delle Rose: «Sono la mamma di Andrea, disabile grave affetto da autismo da otto anni. Vive ad Arezzo a causa dei suoi problemi. Il territorio di Viterbo è ricchissimo di brave persone, piene di valori, grazie al loro aiuto abbiamo ricominciato i lavori per il diurno e stiamo per iniziare la piantumazione delle prime piante nel giardino delle rose, una delle possibilità di integrazione dei nostri ragazzi nel mondo della normalità attraverso i fiori e l’agricoltura sociale». Aluisi ha portato il saluto del comandante dei Vigili del Fuoco, anche loro indispensabili per la Calza visto che sono proprio i pompieri a darle forma, gonfiandola prima della partenza. Infine il sindaco ha ringraziato tutti per l’evento: «L’ho visto nascere 19 anni. Intorno ad esso è cresciuto tanto entusiasmo, ma anche sacrifico. A vederlo dall’esterno non ci si rende conto. Ma c’è». E quest’anno, forse, ci sarà qualche piccolo sacrificio in più: «Le basse temperature ci metteranno alla prova», ha avvertito Arena, ma il calore della solidarietà è il motore infallibile di questa Calza che con il sole o con la neve ha sempre portato a termine il suo cammino.
Tiziana Mancinelli
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