La Calza più Lunga del Mondo: 106 Befane invadono il centro storico e Viterbo si tinge di colori e di favola.
Viterbo – Un’allegria che contagia, tanto che le Befane lungo il cammino delle XIX edizioni della Calza più Lunga del Mondo sono diventate ben 106. Quello che un tempo poteva essere inteso come un modo di dire un po’ dispregiativo, ‘sembri una Befana’, almeno a Viterbo, è diventato un connotato positivo da esibire e di cui andare fiere. Qui le Befane sono ben lontane dal prototipo della solitaria creatura delle notte che scrive il titolo di coda delle feste. Le Befane della Calza più Lunga del Mondo sono allegre e colorate, ironizzano con la loro femminilità attraverso le parrucche esagerate, i cappelli rigorosamente a punta, le gonne larghe e lunghe, le mantelline di lana, i fiocchi e i lunghi nasoni di plastica. Si vestono di sorrisi, e questo le rende naturalmente belle, tutte, a ogni età. Ci sono bambine, adulte, e più anziane. La più grande ha 103 anni. Quello della Befana è un ruolo, e insieme una dimensione, dove solo una donna può entrare, e appropriarsene. Sfilano tutti insieme. L’appuntamento è a piazza del Comune. Alcune intente a curare gli ultimi ritocchi del proprio abito, altre già pronte a raccogliere i flash dei fotografi. Accanto a loro le Fiat 500 fanno rombare i motori, preparandosi al trasporto della Calza che, come ogni anno, sarà adagiata sulle auto grazie a dei lunghi bastoni a forma di scopa, posti orizzontalmente sulle cappotte. Ai lati si collocano le Befane. Eccetto che in via Cairoli dove le 500 lasciano la calza, che sarà portata a mano dalle sole Befane. Se qualcuno aveva pensato che il trasporto da parte delle donne della lunga calza era solo simbolico, qui ha modo di ricredersi. A piazza Fontana Grande, dopo pochi metri dalla partenza di San Sisto, la Calza è accolta da uno scroscio di applausi. La fontana è piena di gente assiepata, tutta con i telefonini puntati verso la calza, e si comprende subito che anche questa edizione andrà in archivio con successo. Anche a piazza del Comune la folla ha invaso la piazza, e si apre in due ali all’arrivo del lungo serpentone colorato. Una breve pausa, le foto con la gente, i bambini, e anche con le autorità. E si riparte. Le donne del consiglio comunale presenti sono quasi tutte in maschera: l’assessore Alessia Mancini, le consigliere Chiara Frontini e Lina delle Monache. Arriva anche il sindaco Giovanni Arena che dà il via alla calza a Porta Romana, e scherza battendo una scopa di saggina sulla testa del suo assessore alla Cultura, Marco de Carolis. Si vede anche l’assessore Antonella Sberna, neo mamma da qualche giorno, con la figlia più grande e il marito Daniele Sabatini. La Calza procede senza intoppi da Porta Romana a piazza del Comune, da qui verso via Ascenzi, Sacrario, anch’esso gremito di persone, via Cairoli, San Faustino e poi l’arrivo alla parrocchia del Sacro Cuore. Tutti sulla scalinata per la foto di gruppo, e poi la sorpresa di quest’anno: terminata la Calza, i Re Magi escono dalla chiesa del Pilastro e arrivano al presepe di San Faustino. Prima però i Re Magi hanno incontrato i bambini all’interno della Chiesa di San Faustino. Hanno raccontato la loro storia, la loro terra, con un mediatore culturale che traduceva in italiano. Poi i riflettori si abbassano, e l’immagine della Calza ferma davanti al centro sociale Il Pilastro diventa un’altra cartolina da attaccare all’album dei ricordi, in attesa della prossima edizione, quando le sorprese, per i 20 anni, non mancheranno. Di questa giornata restano le tante calzette, magari appese stanotte ai camini di casa, acquistate ai gazebo e andate a finanziare il progetto di Campo delle Rose. Una struttura destinata ad ospitare ragazzi affetti da autismo.
