Home Cultura “Accapezzate il cappello”: donne di ogni età protagoniste nel nome della Befana con il trasporto della calza più lunga del mondo
“Accapezzate il cappello”: donne di ogni età protagoniste nel nome della Befana con il trasporto della calza più lunga del mondo

“Accapezzate il cappello”: donne di ogni età protagoniste nel nome della Befana con il trasporto della calza più lunga del mondo

0
0

Viterbo chiude le porte al traffico e alla vita quotidiana. La città è stata conquistata da un esercito di Befane e per l’intero pomeriggio di giovedì 5 gennaio 2017 ogni angolo cittadino sarà risucchiato dentro quello che ormai è un immancabile rituale: “Il trasporto della Calza della Befana”, organizzato dal Centro Sociale Pilastro, in collaborazione con Confartigianato Viterbo e con la partecipazione di Admo, Avis, 500 Tuscia Club Viterbo, Comune di Viterbo. Un’iniziativa tutta al femminile che apre uno spazio dove generazioni diverse si incontrano e condividono una storia comune. Cappelli a punta, vecchi scialli di calda lana colorata, gonne lunghe  e pesanti, nasi di plastica e occhialoni neri: possono nascondere il volto di una giovane bambina o quello di un’anziana signora. Non fa differenza, tutte, in questo momento stanno vivendo la stessa stagione: quella dell’essere donna, riscoprendo tutto il potere e la forza della loro natura proprio nel ruolo della Befana che può dispensare dolci o carbone, gioia o dolore, tracciare la linea tra buono e cattivo, tra premio e castigo, restando padrona per un giorno intero della città e del calendario.\r\n\r\nImpugnano la scopa di saggina quasi fosse uno scettro e, osservando la città che acclama il loro passaggio, è proprio così. Si radunano a piazza del Comune alle 15, mentre la calza, lunga 52 metri e del peso di 400 chili, viene allestita a San Sisto grazie anche alla collaborazione dei Vigili del Fuoco che preparano i palloncini che la riempiranno.\r\n\r\nA poco a poco l’esercito di Befane prende forma, sono circa cento, l’entusiasmo suona la carica, tanto che il freddo quasi polare non sembra nemmeno sfiorarle e quando iniziano a scendere i primi fiocchi di neve tutto l’incanto del Natale racchiuso nel magico mondo della signora che solca la notte in volo sulla sua scopa, prende forma sotto un cielo ovattato di una giornata di gelido inverno.\r\n\r\nPer niente intimorite dalle condizioni atmosferiche le Befane gridano: “Accapezzate il cappello” e volano via al suono di trombe e tamburi, richiamando dalla terra di questo luogo quella passione per le grandi “imprese” che ha creato e alimentato il trasporto per antonomasia, quello della macchina di santa Rosa. Una tradizione che scorre nelle vene di qualunque viterbese e anche le Befane, nel trasporto della calza, lo richiamano: si muovono a passo con Paola Massarelli, presidente Admo Viterbo, che le guida fino a san Sisto per andare “sotto la calza”, mutuando anche in questo caso un gergo tipico del facchino. Tra l’esercito delle Befane anche la consigliera comunale Chiara Frontini e l’ex consigliera comunale Linda Natalini, anche loro immancabili, da sempre, in questa iniziativa.\r\n\r\nLe Befane attraversano con allegre falcate la città che le applaude, anche se il freddo intenso ha trattenuto a casa molte famiglie. A San Sisto prendono posto ognuna a lato delle Fiat 500 sulle quali è stata adagiata la calza, afferrando l’estremità delle scope infilate tra le auto e la calza e iniziano il loro trionfale trasporto precedute dalla banda musicale e il gruppo delle majorettes di Grotte Santo Stefano e dall’associazione culturale musici e  sbandieratori del Pilastro.  A piazza Fontana Grande molti sono saliti sulla fontana. Il corteo delle Befane è aperto da Rosanna de Marchi, protagonista storica di questa tradizione, che precede tutti affacciata dal tettino di una Fiat 500 da dove lancia caramelle. La neve ha smesso di scendere. A cadere dal cielo ora sono solo i dolcetti che partono dalle mani delle Befane, una gradita ricompensa per quei bambini che hanno sfidato il freddo pur di non perdersi la loro parata.\r\n\r\nIl trasporto termina come ogni anno al Centro Sociale Pilastro dove tutte le partecipanti possono rifocillarsi intorno a un lungo tavolo imbandito, ma l’entusiasmo è talmente elevato che se qualcuno chiedesse loro di ripetere il percorso, si metterebbero immediatamente la Calza in spalla e partirebbero.\r\n\r\n Dietro le loro espressioni felici, spunta un volto senza età che sorride. E questa è una delle più belle “favole” che si possa raccontare.\r\n\r\n \r\n\r\nTiziana Mancinelli\r\n\r\n \r\n\r\nGalleria fotografica\r\n\r\nVideo in via di pubblicazione

tags:
Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.