Home Attualità San Pellegrino, Chiatti in commissione: “Parco gioco o quartiere turistico?”. Per i bar la musica cambia.
San Pellegrino, Chiatti in commissione: “Parco gioco o quartiere turistico?”. Per i bar la musica cambia.

San Pellegrino, Chiatti in commissione: “Parco gioco o quartiere turistico?”. Per i bar la musica cambia.

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Viterbo – «San Pellegrino: un parco gioco o un quartiere turistico?». La domanda la pone in commissione Letizia Chiatti di Viterbo 2020, riaprendo un’annosa questione che interessa il quartiere medioevale ormai da tempo. Da un lato c’è il comitato dei residenti, che lamentano schiamazzi notturni, dall’altro ci sono le attività di somministrazione che rivendicano il loro diritto a restare aperti. Come sempre la strada giusta sta nel mezzo. Saper contemperare esigenze contrapposte laddove sono presenti molteplici interessi non coincidenti, è ciò che qualifica una buona politica, da ciò che non lo è. Ma all’azione dell’ente comunale come regolatore del territorio viene chiesto uno sforzo in più. E cioè: imprimere la direzione. Definire una visione. Stabilire cosa deve diventare cosa. E così all’esame del Piano del Commercio, arrivato ieri in prosecuzione in seconda commissione, inevitabile aprire il discorso sulle zone più degradate che sono anche, paradossalmente, tra le più rilevanti dal punto di vista storico artistico: San Pellegrino e San Faustino. Quest’ultimo, inserito nella zona di tutela del nuovo strumento comunale, ricadrà, in particolare sotto il divieto di aprire determinate attività commerciali come compro oro, money change, distributori automatici, “che favoriscono il ritrovo di persone che creano problemi “ha sottolineato l’assessore allo Sviluppo Economico, Alessia Mancini (Fondazione), che ha ribadito come nel quartiere San Faustino molto spesso “le tensioni sono generate dalla concentrazione di extracomunitari“. C’è poi la questione San Pellegrino. Fiore all’occhiello del quartiere medioevale più importante d’Europa: vive di notte e dorme di giorno. Una formula non proprio ottimale per una città che ha deciso di puntare sul turismo. Movida fino a tardi e di giorno saracinesche abbassate, è un circuito che gira al contrario alle abitudini di un comune di turista che si alza di buonora per vistare la città e di notte vuole riposare. Ma a San Pellegrino il coprifuoco pare vigere di giorno: difficile trovare un bar aperto per fare colazione o semplicemente prendere una bibita. Di certo non è la condizione ideale per un turista che gira a piedi la città pure per chilometri e non trova un punto di ristorazione per una pausa. Dire che Viterbo deve puntare sulla vocazione turistica comporta una serie di “scelte consequenziali” per cui tutto il resto deve girare in quella direzione. Il punto lo evidenzia bene Letizia Chiatti: “Non possiamo concepire che San Pellegrino viva solo di notte, in una città turistica. Dobbiamo decidere cosa fare: o diventa un quartiere gioco, e a questo punto il Comune dovrà comprare tutti gli immobili, perché i residenti se ne andranno tutti, o dobbiamo decidere noi come regolarlo”. La maggioranza un’idea ce l’ha. Ed è riassunta in grandi linee nell’emendamento presentato dal consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Gianluca Grancini: « In riferimento alla speciale tutela riservata al quartiere medioevale di San Pellegrino, è fatto obbligo a tutti gli esercizi commerciali di somministrazione di alimenti e bevande nella tipologia cosiddetta bar e artigianali del settore alimentare, esistenti, di chiudere entro le ore 24, senza nessuna possibilità di deroga”. In questo punto l’emendamento è stato corretto con la previsione di ampliare l’orario di apertura all’una  nei fine settimana, e tutte le sere nel periodo compreso dal 1 giugno al 30 settembre. I  titolari o gestori – prosegue l’emendamento – devono adottare tutti gli accorgimenti utili atti ad evitare rumori e schiamazzi provenienti dall’esercizio della propria attività. Qualora, presso uno degli esercizi, o nelle relative pertinenze, o aree di suolo pubblico in concessione, dovesse verificarsi una concentrazione di persone, che per numero o per comportamento possa costituire fonte di disturbo alla quiete pubblica o di pericolo per la sicurezza delle persone o intralcio per i mezzo di soccorso, i responsabili delle attività devono intervenire immediatamente e personalmente ovvero con propri steward, attuando tutte le azioni possibili e necessarie al fine di ridurre il disagio o far cessare il pericolo. Qualora il rumore molesto o il disturbo della quiete pubblica provenga da clienti o persone presenti nel locale nelle relative pertinenze  o aree di suolo pubblico in concessione, sarà ritenuto responsabile l’esercente delle attività”. Si va, quindi, verso l'”uniformazione” delle deroghe ai locali presenti a San Pellegrino, per cui tutti dovranno attenersi all’orario di chiusura prevista, senza eccezioni per nessuno. Previsti anche incentivi e agevolazioni sulle tasse comunali per nuove attività e per chi deciderà di restare aperto anche di giorno, proposta, questa, di Fabrizio Purchiaroni (FI). Non è stata recepita, invece, l’ipotesi di vietare anche l’apertura di ristoranti etnici, per  i quali, ha specificato il dirigente Manetti, si possono solo “stabilire delle prescrizioni”.

Tiziana Mancinelli

info@quintaepoca.it

 

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.