Viterbo – La città celebra in piazza del Plebiscito la benedizione degli animali. Una tradizione ereditata dalla vita in campagna, nella quale l’uomo, anche quello di città, non solo riscopre un’antica memoria, ma che spalanca, volendo impegnarsi in una riflessione più profonda, uno spiraglio sul senso stesso dell’esistenza. E non è un caso che don Ivo, della chiesa di Sant’Angelo, poco prima della benedizione ricordi il salmo 8: “All’uomo hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto è posto ai suoi piedi, le greggi, le bestie della campagna, gli uccelli del cielo, i pesci del mare“, dice, e, soprattutto, ricorda, “nell’armonia di questo rapporto della creazione impariamo a servire e amare te sopra ogni cosa“. Nella benedizione degli animali si riscopre la sacralità di tutto ciò che ci circonda, anche delle altre specie, su cui l’uomo ha il dominio, una supremazia che deve insegnare un senso di responsabilità e una dimensione di rispetto per gli altri esseri viventi, affinché si realizzi quell’armonia di cui don Ivo fa cenno nella sua benedizione. Per il quattordicesimo anno, quindi, la Cava di sant’Antonio ha organizzato la sfilata di animali che, dalla parrocchia del Sacro Cuore al Carmine, ha percorso tutte le principali vie cittadine, arrivando nel tratto finale in piazza Verdi, via Marconi, Sacrario, via Ascenzi, piazza del Plebiscito. Rispettato il programma, per cui il corteo alle 11,30 era puntuale di fronte a Palazzo dei Priori. Cavalli, buoi, oche, galline, poni. Tra i cavalieri anche i butteri, tipica figura della maremma. Sfilata di carri da lavoro, ma anche di carrozze. E sulla piazza tantissime persone con i fedeli compagni scodinzolanti, eccitati da tanto trambusto. Sulle strade asfaltate battono gli zoccoli dei numerosi cavalli, eco di un’epoca che non c’è più, ma che oggi è tornata ad affacciarsi sui nostri giorni con il suo fascino intatto. In piazza del Plebiscito il sindaco Giovanni Maria Arena, il vice sindaco Enrico Maria Contardo con la moglie, la consigliera comunale delegata agli animali, Ombretta Perlorca, i consiglieri comunali Ludovica Salcini e Matteo Achilli, Sebastiano e Chiara Iaschi del centro equestre Cava di Sant’Antonio, organizzatore dell’evento, Domenico Germoni. Un momento di incontro non solo con il passato, ma anche con il presente, con tutte le realtà territoriali che costellano la Tuscia riconducibili al mondo equestre, che vede numerosi centri ippici, come ha fatto notare il vice sindaco, Enrico Maria Contardo, prima di soffermarsi sul legame di grande affetto che oggi lega le persone, la quasi totalità, a un amico a quattro zampe, motivo per cui la benedizione degli animali si presenta come un evento “molto sentito un po’ da tutti”. Anche il sindaco Giovanni Arena da parte sua ha voluto sottolineare l’importanza di “difendere anche i diritti degli amici a quattro zampe che ci stanno accanto, migliorando il nostro benessere personale”.












