Home Nazionale Sea Watch, il comandante denuncia l’Italia che ricorre alla Corte UE: “Migranti in Olanda”.
Sea Watch, il comandante denuncia l’Italia che ricorre alla Corte UE: “Migranti in Olanda”.

Sea Watch, il comandante denuncia l’Italia che ricorre alla Corte UE: “Migranti in Olanda”.

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Roma – “Il comandante della Sea Watch ha denunciato l’Italia alla Corte europea dei diritti dell’uomo“. Lo annuncia il vice premier, Luigi Di Maio, nella trasmissione Quarta Repubblica. “Peccato che ha denunciato il paese sbagliato – dice Di Maio –  la nave batte bandiera olandese, doveva denunciare l’Olanda. Noi non abbiamo coordinato le operazioni”. E anche se la nave è un miglio dalla costa italiana, Di Maio fa notare: “Questa imbarcazione si trovava nel mare in tempesta, doveva percorrere 40 miglia nautiche verso il porto di Tunisi, e, invece, ha scelto di farne 200 per arrivare in Italia. Perché il nostro Paese, oramai, è il palcoscenico dell’immigrazione”, dice di Maio, ipotizzando una sorta di “ricerca di visibilità” da parte di una nave il cui mantenimento è affidato alle donazioni. Nel frattempo Palazzo Chigi diffonde una nota stampa: “ll caso Sea Watch 3 è adesso all’attenzione della Corte europea dei diritti dell’uomo, attivata dal comandante della nave e dal capo missione – riporta la nota -. L’Italia ritiene che la giurisdizione, nel caso di specie, appartenga all’Olanda, in quanto paese di bandiera della nave che ha effettuato il salvataggio in acque internazionali. Pertanto, domani, l’Italia depositerà una memoria davanti alla Corte, con la quale farà valere la giurisdizione olandese, contestando la propria legittimazione passiva. In altri termini, affermerà che non è l’Italia a dover rispondere di questo caso, alla luce del diritto nazionale e internazionale. Nel frattempo abbiamo offerto la nostra totale disponibilità per assistenza in caso di richiesta, mettendo a disposizione due motovedette della guardia costiera e una della guardia di Finanza, che sono nei pressi, pronte a intervenire. Abbiamo già fornito e siamo disponibili a fornire generi di conforto e la necessaria assistenza sanitaria, fermo restando che al momento c’è stato comunicato che a bordo è presente un team medico di fiducia”, afferma la nota. Il governo italiano si impegna, inoltre, ad attivare “corridoi umanitari” per portare i migranti ad Amsterdam e mette sotto tiro la nave Sea Watch 3 per aver tenuto una “temeraria condotta”, visto che “in condizioni di mare mosso, anzichè trovare riparo sulla costa tunisina distante circa 40 miglia, universalmente considerata porto sicuro, si è avventurata in una traversata di centinaia di miglia mettendo a rischio l’incolumità dei migranti a bordo“. E, a questo punto, la nota di Palazzo Chigi, coerentemente con quanto anticipato da Di Maio in trasmissione, pone una domanda cruciale: “L’obiettivo dell’azione della Sea Watch era salvare i naufraghi e offrire loro un pronto riparo nel primo porto sicuro (Tunisia) oppure creare un caso internazionale richiamando l’attenzione dei mass media?”.

Intanto anche Martina e Orfini sarebbero indagati per essere saliti sulla Sea Watch, nonostante il divieto. In proposito Di Maio lancia un affondo: “Possono solo salire sul ponte di una nave di migranti, dagli imprenditori non ci possono più andare dopo aver approvato il job acts, dai pensionati non ci possono andare dopo l’approvazione della Fornero. Anche i migranti, se li conoscessero, direbbero ‘non vi occupate di noi’. Quando il Pd si è occupato di qualcuno, lo ha solo preso in giro”.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.