Home Attualità Arena: “A Viterbo non ci sono organizzazioni e famiglie mafiose. Solo delinquentelli”.
Arena: “A Viterbo non ci sono organizzazioni e famiglie mafiose. Solo delinquentelli”.

Arena: “A Viterbo non ci sono organizzazioni e famiglie mafiose. Solo delinquentelli”.

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Viterbo –  Consiglio comunale: apertura esplosiva. All’ordine del giorno c’è il Piano del Commercio. Ma i “piani” dell’opposizione sono altri: avere dichiarazioni da parte del sindaco Arena sui fatti di cronaca portati alla luce dall’operazione Erostrato e finiti con l’arresto di tredici persone. Per i carabinieri è stata rilevata l’esistenza di una presunta organizzazione criminale di tipo mafioso. Nelle intercettazioni finisce anche il nome del sindaco Arena, quando ancora non era l’inquilino di Palazzo dei Priori, indicato da uno degli indagati come “una persona che promette, ma non mantiene”. Da qui l’iniziativa dell’opposizione, a inizio seduta, di avere una spiegazione da parte di Arena. Ci prova Giacomo Barelli, Chiara Frontini, Alfonso Antoniozzi. Quest’ultimo precisa: “Non per accusare nessuno, ma pensiamo che il sindaco debba rassicurare i cittadini”. Il presidente del consiglio, Stefano Evangelista, però ricorda che c’è la discussione aperta sul Piano del Commercio, prima bisogna chiudere il punto, poi se ne potrà parlare. Il consiglio comunale ha un suo regolamento. Ma l’opposizione vorrebbe fare un’eccezione, presentando un’interrogazione urgente, vista la portata dei fatti. Sull’operazione dei Carabinieri ci sarà, anche,  un consiglio straordinario.Di certo un argomento del genere non si può esaurire con un’interrogazione e una risposta”, fa notare Santucci, auspicando una discussione in merito, nell’ambito dell’apposito consiglio straordinario. Barelli non ci sta e insorge piuttosto vistosamente tra i banchi. La minoranza, infine, decide di fare una conferenza stampa approfittando di una momentanea sospensione del consiglio comunale per ribadire la richiesta di “rassicurazioni” da parte del sindaco. Ma bisognerà aspettare l’arrivo di Francesco Serra per ottenerle. “Vogliamo dichiarazioni chiare da parte del sindaco – dice – altrimenti lasciamo l’aula”.  Arena parla: Nell’esposizione del consigliere Serra – dice – c’è una parola di troppo. Il sindaco non deve chiarire assolutamente niente. Il sindaco viene nominato nella nostra città penso 100 volte al giorno in 100 bar diversi. Mi sono trovato a sentirmi dire di avere promesso posti di lavoro che poi non ho mantenuto, che avrei costruito scuole che poi non ho fatto. Tutte cose completamente inventate. Il barista di via Genova – dice Arena – lo conosco da quando ha aperto l’attività, ci sono andato spessissimo, tutti in quel bar hanno organizzato degli incontri politici. Ho letto che il capo, il boss… parlando con altri, in alcune intercettazioni, ha fatto il nome del sindaco, quando, tra l’altro, ancora non lo ero, e che avrei promesso qualcosa, non so nemmeno che. Al di là del pettegolezzo, del chiacchiericcio della città, ritengo innanzitutto, come ho già fatto pubblicamente, di dare merito alle forze dell’ordine, al colonnello Palma, al Dda di avere dato una risposta immediata e incisiva su quello che stava probabilmente organizzandosi come metodo mafioso. Voglio dire, però, che c’è un’enorme differenza. Voglio ripetere le parole del capo della Procura di Viterbo, all’inizio dell’anno giudiziario – prosegue Arena – qui a Viterbo, e questo scriviamolo in maniera chiara, non esiste l’organizzazione mafiosa, non ci sono famiglie mafiose. Ci sono dei piccoli delinquentelli che si fanno grandi, adoperando metodi mafiosi, quindi la città di Viterbo può stare tranquilla.  Purtroppo questa è la delinquenza con cui dobbiamo convivere – continua Arena – ma le forze dell’ordine ritengo che tengano tutto sotto controllo. E quindi mi scuso, se sono dovuto intervenire su una pressione fatta in modo forte, anche se doveroso, da parte dell’opposizione. Volevo solo rispettare il regolamento. Faremo un consiglio straordinario sui fatti di questi giorni, anche se, chiaramente, non possiamo interferire e parlare di cose che non conosciamo, disturbando gli inquirenti che stanno approfondendo e lavorando su questa situazione. Per noi tutti è stata una novità, una  sorpresa”.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.