Un’occasione di festa, spettacolo, intrattenimento che è anche una riscrittura del territorio ma, soprattutto, è “Quartieri dell’arte”.\r\n\r\nLa ventesima edizione, che si protrarrà dal 29 agosto al 3 novembre, è stata presentata stamattina, venerdì 26 agosto, presso la sala del consiglio del Comune di Viterbo, alla presenza del fondatore e direttore del festival, Gian Maria Cervo, dell’assessore alla Cultura del Comune di Viterbo, Antonio delli Iaconi, del sindaco Ruggero Grassotti di Vitorchiano, comune incluso quest’anno nel programma di eventi, del presidente della fondazione Carivit, Mario Brutti. Presenti molti dei protagonisti di questa edizione.\r\n\r\n“Esprimo soddisfazione per essere riusciti a organizzare un evento anche il giorno del 4 settembre, per la festa di santa Rosa”, ha esordito l’assessore Delli Iaconi, riguardo allo spettacolo Free Bach 212 portato in scena da La Fura dels Baus nella ex chiesa di Santa Maria delle Fortezze, “un luogo che è una concentrazione di storia, dove in passato si tenevano le fiere cittadine”, ha aggiunto Cervo. La prestigiosa compagnia catalana si cimenterà in “un ibrido tra un pezzo di drammaturgia contemporanea, un concerto, una festa campestre della birra e una fiera”. Sarà una prima nazionale della versione ampliata, dove: “Non ci sarà discontinuità tra platea e scena“, spiega Cervo.\r\n\r\n“La novità di quest’anno – prosegue – sono gli spettacoli anche a Vitorchiano. Abbiamo esplorato questa terra segnata anch’essa da autorevoli artisti, con uno sguardo puro, libero da condizionamenti”.\r\n\r\nA questo punto è intervenuto il sindaco di Vitorchiano, Ruggero Grassotti: “un borgo come il nostro, così come quello di Viterbo, trasudano di storia e offrono contesti formidabili per questi eventi. È una scommessa che noi amministratori dobbiamo fare. Quartieri dell’arte – prosegue Grassotti – ci ha dato l’opportunità di riscoprire luoghi dimenticati come il complesso di Sant’Agnese”.\r\n\r\nQuartieri dell’Arte riafferma la sua dimensione internazionale portando a Vitorchiano alcuni artisti e attori della Khio di Oslo, in Norvegia, per studiare i luoghi ed elaborare i testi degli spettacoli. Il gruppo si è immediatamente integrato con il territorio e la cittadinanza.\r\n\r\n“Gli eventi non sono ancora iniziati e già si respira un’aria di grande allegria, stiamo vivendo una festa non organizzata, ma spontanea, che nasce dall’interazione tra la gente del posto e il gruppo di ragazzi norvegesi”, spiega Fabio Montanini dell’associazione Ianus, nata “con il desiderio di valorizzare il borgo su iniziativa di una decina di ragazzi che si sono autofinanziati – spiega Montanini – Ci dedichiamo a iniziative di nicchia per non sovrapporci con la Pro loco. Ci siamo incontrati con Gian Maria Cervo e ha preso subito forma l’idea di estendere Quartieri dell’Arte anche a Vitorchiano.\r\n\r\n“Abbiamo avuto due punti di riferimento – riprende Cervo riguardo al festival: la processione teatrale del Corpus Domini di Pio II del 1462, e la biennale Teatro di Carmelo Bene del 1989. Questa edizione ricalca un approccio ambiguo, da una parte la festa spettacolo, l’ intrattenimento, dall’altra il processo creativo mostrato in alcune sue fasi. In tre anni di festival è avvenuta una transizione da un approccio text – based a un approccio language – based, qundi dalla lingua al linguaggio”.\r\n\r\nTra gli spettacoli da non perdere che rilanciano fortemente l’idea di riscrittura del territorio c’è sicuramente “Pericle, principe di Tiro”, in largo Vittoria Colonna, dietro San Giovanni in Zoccoli, anch’esso luogo ricco di storia. “Il colore del sole di Andrea Camilleri”, la celebrazione dell’eclettismo di Carlo Vincenti, il grande pittore viterbese che sarà ricordato a 70 anni dalla sua nascita e quasi a 40 dalla sua morte, “attraverso narrazioni sia osservanti sia spiazzanti, sia filologiche che infedeli”.\r\n\r\nQuartieri dell’Arte andrà alla riscoperta di luoghi e storie dimenticate anche grazie agli scritti di Giorgio Nisini inseriti nella raccolta “Un bacio in bocca”.\r\n\r\nI testi saranno trasposti in forma teatrale e rappresentati in luoghi di Viterbo dove prima sorgevano librerie e stamperie. Uno sarà in piazza del Plebiscito, dove anticamente sorgeva un’ importantissima stamperia chiamata il Discepolo, risalente al Seicento. L’altro è stato individuato al Winter Garden, anch’esso sede di una libreria in tempi più recenti. “Sono felice di questa idea – ha detto Nisini – potrò guardare i miei testi da un’angolazione diversa, quella teatrale, e scoprire cose sulla città che non conoscevo”.\r\n\r\nPer quanto riguarda Vitorchiano, invece, il complesso di Sant’Agnese fornirà l’ambientazione ideale a numerosi spettacoli. Tra questi anche l’adattamento teatrale di Trainspotting, tratto dal romanzo di Irvine Welsh.\r\n\r\nUn’antica taverna del complesso di Sant’Agnese, completamente dimenticata e per questo rimasta esattamente come tanti anni fa, ha dato lo spunto al gruppo norvegese per scrivere un pezzo di amore e morte.\r\n\r\nAncora a Viterbo, invece, viene proposta l’opera “De ter Ales” in prima mondiale, sia in versione italiana sia norvegese, del grande drammaturgo Jon Fosse, “ introdotto in Italia nel 2001 proprio dalla nostra iniziativa”, ricorda Cervo, “il festival è fatto di cicli e uno diventa l’ approfondimento dell’altro”. Prima di chiudere uno sguardo allo scenario contemporaneo dove si esprimono le idee: “si sta innescando la pericolosa convinzione nelle istituzioni che siccome non ci sono i soldi la fantasia è gratis. Ma la fantasia ha un valore. Pensare che non abbia un costo è naif”.\r\n\r\nL’immagine ufficiale del festival quest’anno è stata elaborata da Makkox, ossia Marco D’ambrosio, uno dei maggiori fumettisti e blogger italiani, oltre ad essere autore e scenografo. Ospite fisso dal 2013 di Rai 3 Gazebo.\r\n\r\n \r\n\r\nTiziana Mancinelli\r\n\r\n \r\n\r\n
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