Home Cultura Da Salcini ad Ascenzi, dopo 64 anni la macchina torna al Sacrario e ricorda la storia

Da Salcini ad Ascenzi, dopo 64 anni la macchina torna al Sacrario e ricorda la storia

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Si avvicina il tre settembre e sale l’emozione dei viterbesi per vedere di nuovo la macchina percorrere le vie della città. Il percorso si allunga quest’anno, come avvenuto già due anni fa per festeggiare il riconoscimento Unesco, ma per la macchina di Raffaele Ascenzi la cronaca è pronta a scrivere un’altra storica coincidenza.  Quest’anno, infatti, la struttura portata a spalla dai facchini, proseguirà fino a piazza del Sacrario. L’ultima volta avvenne più di sessant’anni fa, nel 1952, con la creazione di  Salcini.\r\n\r\n“Fu il primo ideatore a realizzare una macchina contemporanea,– spiega Ascenzi – prima dell’idea di Salcini tutte si rifacevano al modello Papini, con campanili gotici o romanici. Quella di Salcini, invece, fu la prima ad assumere la forma che attualmente hanno le macchine. È un onore, quindi per me, essere associato ad essa”.\r\n\r\nRiguardo alle novità di quest’anno si fa spazio anche  un po’ di sana ironia: “Purtroppo Fiorillo ha costruito una macchina assolutamente perfetta –scherza Ascenzi – così è stato difficile trovare migliorie da fare”. Cercando bene, alla fine Ascenzi ha trovato: “un punto d’ombra sul petto degli angeli che sarà illuminato inserendo un anello sulla loro mano destra”.\r\n\r\nMa per Gloria quest’anno ci sarà una riduzione dell’intensità luminosa “aumentano i punti luce – spiega Ascenzi – ma sarà ridotta l’intensità complessiva della macchina con uno stratagemma artigianale  che porterà l’effetto complessivo verso un color seppia. La macchina era già molto bella, ma  dovevamo tirare fuori la fiamma viva perché è essa che segue il passo cadenzato dei facchini e anima la macchina. In questo modo, inoltre, vedremo più luci ed ombre”. Un effetto già visibile da ieri sera, quando Gloria è stata accesa per la prova luci, rimandando una tonalità più delicata e attenta a far emergere i chiaroscuri. E seppur mancavano le 700 fiaccole, è già apparsa meravigliosa.\r\n\r\nAnche quest’anno saranno inserite dietro gli angeli le targhe dei facchini scomparsi, mentre  quello inginocchiato sulla base resta a rappresentarli tutti.\r\n\r\nQuest’anno sono state rifatte anche le leve: “Una l’anno scorso si era spezzata sulla salita – dice Fiorillo – così le abbiamo rifatte tutte e quattro perché erano veramente troppo vecchie”.  Ora sono più robuste, sono state realizzate in legno lamellare al quale è stato aggiunto uno spessore in ferro lungo tutta la leva”.\r\n\r\n \r\n\r\nTiziana Mancinelli

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.