Home Cronaca Boom di visitatori a Palazzo dei Priori: sarà una tappa turistica di grande valore.
Boom di visitatori a Palazzo dei Priori: sarà una tappa turistica di grande valore.

Boom di visitatori a Palazzo dei Priori: sarà una tappa turistica di grande valore.

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Viterbo – Palazzo dei Priori: successo di visitatori. L’antico edificio  sede degli uffici dell’amministrazione comunale sta diventando sempre più gettonato nell’itinerario turistico scelto da chi viene a scoprire Viterbo e le sue bellezze. Non è raro incontrare anche durante la settimana frotte di turisti assiepati nei corridoi e nelle sale della parte museale dell’edificio. Durante i week end, invece, è un vero e proprio assalto. Un exploit che stupisce, ma  nemmeno poi tanto, perché a guardarlo, il Palazzo, lascia d’incanto anche chi è abituato a  farlo tutti i giorni. Esso, infatti, in  parte è sede di numerosi uffici e del consiglio comunale che, invece, si tiene nella sala del consiglio, situata tra la sala Regia e la Sala delle Bandiere nel complesso monumentale. È questo, infatti, ad essere visitato, anche se solo in parte. In alcune sale, infatti, come la meravigliosa Sala Rossa, si trova ancora l’ufficio del sindaco e, nella sala antistante, quella delle colonne, la sua segreteria. Con l’istituzione del biglietto unico a pagamento, però, è ragionevole attendersi il trasferimento degli uffici comunali nell’ala del Palazzo non affrescata, così da lasciare completamente libera la parte di interesse turistico. E a giudicare da quanti visitatori Palazzo dei Priori registra ogni giorno, è facile prevedere che le casse comunali “sorrideranno” di questa scelta. Solo questo week end, infatti, ben 230 persone hanno visitato Palazzo dei Priori tra sabato e domenica. Circa sei, sette, gruppi da 30 persone in media ciascuno e 20 individuali. A rendere note le cifre è la stessa Promotuscia che si occupa dell’apertura festiva del Palazzo. Sicuramente un ottimo risultato, se si pensa che questo luogo non è nemmeno ancora in rete con altri di attrazione turistica e, soprattutto, non ha ancora la piena fruibilità di alcune sue parti, come la Sala Rossa, che però, anche nelle intenzioni del sindaco, in un imminente futuro potrà essere messa a disposizione per le visite e, quindi, liberata dagli uffici, e il piano terra, sotto i portici. Questi, infatti, sono oggetto di una profonda riqualificazione che potrebbe portare esposte qui addirittura le tavole di Sebastiano del Piombo, creando un percorso intorno a questi unici e pregiati pezzi d’arte, e  un museo in 3d della macchina di Santa Rosa, oltre al recupero di altri locali che dovrebbero accogliere parte della collezione del museo civico. Insomma se già Palazzo dei Priori fa il tutto esaurito, figuriamoci con l’aggiunta di due fulcri principali della tradizione culturale viterbese: Sana Rosa e Sebastiano del Piombo. Da prevedere, però, anche un’azione di profonda  riqualificazione di alcune sale, come la meravigliosa Sala Regia deturpata in un punto sulla parete diversi anni fa dall’apposizione di un pezzo di scotch, e il degrado di altre parti sempre nella zona museale.   A parte questo, essa riesce comunque ad esercitare tutto il suo fascino su chi la visita.  E non potrebbe essere altrimenti. Agli occhi di chi lo guarda si spalancano ambienti suggestivi di pura arte che riecheggiano dell’eco intatto del glorioso passato della città. Procedendo dall’ingresso centrale sotto il porticato a nove archi, al centro della facciata rinascimentale,  si spalanca al visitatore la magnifica vista del giardino, dominato da una monumentale fontana del 1626 realizzata su progetto di Filippo Caparozzi, artista viterbese. Alle sue spalle la balaustra in peperino che delimita lo straordinario scenario che si disegna su Valle Faul.  Collocati nel giardino sei coperchi di sepolcri etruschi con sopra statue giacenti. Il portico interno risalirebbe al 1541, mentre il loggiato che lo sovrasta è databile 1632. Alla sinistra del giardino interno una maestosa scala conduce al piano nobile dove si possono visitare ben quattro sale.

Giardino interno Palazzo dei Priori – Fontana

La prima che si incontra è detta della Madonna perché gli affreschi sono dedicati alla Vergine, in particolare ai miracoli della Madonna della Quercia, culto mariano profondamente radicato nei viterbesi che ha conosciuto una grande diffusione anche oltre i confini della Tuscia. La seconda è la Sala Regia (o Erculea), affrescata da Baldassarre Croce verso la fine del Cinquecento. Qui sono raffigurate le terre della Tuscia romana, donate al Patrimonio di San Pietro nel 1080 dalla  contessa Matilde di Canossa,  e le terre dell’attuale Tuscia viterbese con gli antichi nomi dei paesi e delle città. Sollevando lo sguardo è possibile ammirare il magnifico soffitto dipinto da Tarquinio Ligustri con castelli e terre all’epoca sotto il dominio di Viterbo.
La sala successiva è destinata al corpo consiliare fin dalla metà del XVI secolo. Essa fu affrescata da maestro Teodoro, siciliano: le pareti sono ricoperte da riquadri ispirati a vicende storico locali e al mito delle origini attribuite a Viterbo dal frate domenicano Giovanni Nanni. Il soffitto a cassettoni è  originale  del XV secolo, mentre gli stemmi dipinti sono di epoca più recente e appartengono ai pontefici Paolo V e Alessandro VII, delle famiglie, rispettivamente, “Borghesi” e “Chigi”. Sulla facciata esterna, invece, è possibile ammirare lo stemma di papa Sisto IV Della Rovere (1481) che finanziò in modo importante l’edificazione del palazzo, tanto che il suo nome è inciso anche sull’architrave delle finestre.   La Sala dei Paesaggi, o Sala delle Bandiere, invece, è attribuita a Giuseppe Torriani (1789). Gli affreschi realizzati sulle sue pareti riportano i paesaggi della Tuscia. Segue, poi, la sala dell’Aurora, così chiamata per via del dipinto che troneggia sul soffitto, e la Sala Rossa, caratterizzata da arredamento di pregio e da due quadri, lo “Sposalizio della Vergine” di Pietro Vanni (copia del XIX secolo) e il “Sacrificio di Polissena” di Domenico Corvi (fine ‘800). La costruzione di Palazzo dei Priori iniziò nel 1264 e terminò verso la metà del XVI secolo.  Il terzo millennio per esso potrebbe rappresentare l’età della sua rinascita, una riscoperta del suo valore storico artistico e della sua impareggiabile bellezza. E se tutto ciò si accompagnasse a una profonda ristrutturazione, il glorioso passato della città, e con esso tutti i viterbesi, ne saranno profondamente grati.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.