Home Cultura Abbiamo conquistato la luna, ma abbiamo perso le stelle. Candy svela la “vera luna blu”.
Abbiamo conquistato la luna, ma abbiamo perso le stelle. Candy svela la “vera luna blu”.

Abbiamo conquistato la luna, ma abbiamo perso le stelle. Candy svela la “vera luna blu”.

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Viterbo – Abbiamo costruito città, ma abbiamo perso le stelle. Abbiamo scelto il progresso, ma abbiamo perso il legame con il pianeta e la natura. La civiltà avanza, com’è giusto che sia, fa delle scelte, ottiene alcune cose, e ne abbandona altre. Di cui, poi, sente la nostalgia. Accade, così, che nell’agio che ci culla nelle nostre case perfette, inseguiamo un richiamo primitivo e imbocchiamo la strada del “ritorno”. All’origine. Seguendo il lampo di un istinto primordiale che brilla  rapido e inaspettato nella luce artificiale delle stanze della logica razionale, moderna e avanzata, usciamo sul terrazzo a cercare una luna: blu, rossa, di sangue, una luna piena, o un’eclissi. La luna, ma perché? Perché è l’astro che si può ancora osservare nelle città. La luce delle stelle, oramai, è sempre più lontana, sopraffatta da quella dell’illuminazione dei centri abitati. Insieme alla vista delle stelle, si è assopito anche il mito che legava l’uomo al mistero del cielo in modo emozionale. Restano gli appassionati, disposti a prendere l’auto e andare fuori porta nella notte, in mezzo al nulla, a ritrovare il volto primitivo di un cielo che brilla solo della luce dei propri astri, integro e incontaminato. L’osservatorio astronomico Ci.A.O al Parco dei Cimini, nella culla di verde rigoglioso del bio parco, a due passi della città, è lì ad aprire una finestra cosmica su quel mondo lontano chiamato universo. Proprio ieri sera, il prof. Paolo Candy ha accolto la clientela del Parco dei Cimini per un’esplorazione del cielo: Luna, Giove, Saturno, catturati dal gigantesco telescopio per essere esplorati dagli sguardi curiosi degli ospiti. È seguita l’osservazione del cielo con un puntatore che ha permesso di individuare le costellazioni. Il Grande Carro, Cassiopea, la costellazione del Drago, Perseo, Andromeda. Ognuna con la sua storia. Il proprio mito. Quello antico, e quello moderno, ricalcato sempre su antiche tradizioni e credenze, che tuttora riesce a creare eventi di massa e a riportare tutti con il naso in su, sotto il cielo, alle varie lune di tutti i colori. “C’è questa attenzione verso la luna – spiega il professor Candy – perché le stelle in città non si vedono più, tanto meno gli oggetti più deboli. L’unico astro che si può ancora vedere bene nei centri urbani è proprio la luna.  E così quando si creano eventi astronomici si punta tutto su quello. Oggi ci sono anche tante immagini da internet, abbiamo le sonde, che ci permettono di vedere il cielo. Ma non basta. Bisogna essere bravi a trasferire alla persona che non sa nulla, in maniera delicata, non solo la conoscenza scientifica, ma anche culturale, coinvolgerla a livello profondo e non superficiale. Oggi si vive in una società dove è tutto “compra e mangia” velocemente. Il cielo non risponde a questa logica. Ha i suoi tempi per essere esplorato e conosciuto. Il cielo non si può vedere tutto tutto insieme: se c’è la luna, non si vedono le stelle, se c’è il giorno, non c’è la notte”. E a proposito degli eventi che ora vanno per la maggiore legati alla luna Candy spiega: “Le super lune sono più grandi di poche percentuali che a occhio nudo nemmeno si vedono. È più una suggestione psicologica il fatto di vederla più grande. Le lune più belle – spiega Candy – sono quelle più vicine e più alte e cadono tra dicembre e gennaio. Tutte le altre sono normali. Vengono associate a delle colorazioni perché sono le stesse tradizioni antiche, legate ad aspetti popolari, che lo fanno.   Le varie: luna rossa, di sangue, ecc. non esistono. Vengono chiamate così perché quando facevano gli almanacchi riportavano la luna colorata, rossa, nera, bianca a seconda dei casi. Ad esempio quando in un mese si verificavano due lune piene, la seconda si faceva blu. Questo tipo di luna blu non ha nulla a che vedere con la vera luna blu “scientifica” che invece esiste per davvero ed è legata a particolari fenomeni dell’atmosfera. La vera luna blu dal punto di vista scientifico assume questa colorazione in virtù di una velatura particolare, data gocce d’acqua di particolari dimensioni delle nuvole o ad aerosol, che determinano la diffusione di luce blu. È una luna molto bella e particolare. Anche molto rara.  L’effetto blu si può avere anche a causa di sostanze chimiche. In luoghi molto inquinati addirittura si è arrivati a vedere il sole blu”, spiega Candy.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.