Zappi e Buzzavo di Mi fido di Fido, “Dal Comune nessuna iniziativa, noi pensiamo ai cani con i nostri soldi”
Si arricchisce di nuovi contributi il dibattito aperto nei giorni scorsi sul futuro del canile comunale situato in località Novepani a Bagnaia: dopo le dichiarazioni dell’assessore comunale, Luisa Ciambella, e la replica del consigliere di opposizione, Gianmaria Santucci, la parola passa alle associazioni.\r\n\r\nIl punto intorno al quale si sta sviluppando il dibattito, verte sostanzialmente sulla realizzazione del progetto di parco canile, già approvato dall’amministrazione Michelini nel luglio del 2013. Da allora, però, è rimasto sulla carta. Ciò che impedirebbe di tradurlo in realtà sarebbe, secondo Luisa Ciambella, la presenza del vincolo idrogeologico sull’area occupata attualmente dal canile municipale, la stessa dove dovrebbe sorgere la nuova struttura, e l’assenza di una legge regionale che disciplini la materia.\r\n\r\nDue “fattori” facilmente superabili che diventerebbero ostacoli insormontabili, secondo il consigliere di opposizione Gianmaria Santucci, qualora l’amministrazione comunale in carica non avesse la reale intenzione di realizzare il parco canile. Allora dove sta la verità? Il Comune vuole veramente questo progetto, e se lo vuole, cosa sta facendo per realizzarlo? Se lo stanno chiedendo in molti, soprattutto i tanti volontari che quotidianamente, e a loro spese, si prendono cura dei tanti randagi, svolgendo una preziosa azione a integrazione e completamento di quella pubblica.\r\n\r\nIn realtà il problema dei cani e del randagismo è molto più ampio della discussione sul parco canile, che comunque ne entra a far parte in modo significativo. Lo spiegano i due attivisti Cristiano Zappi e Alessia Buzzavo dell’associazione Mi fido di Fido, il primo con la carica di presidente, in risposta all’intervista rilasciata dall’assessore Ciambella (della quale vengono riportate alcune dichiarazioni in corsivo) , facendosi portavoce anche delle posizioni di Musi sereni e Animali amici Viterbo.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nLuisa Ciambella: “Intanto, se fossi stata io sindaco all’epoca, avrei evitato di ubicare il canile in quella zona, perché è vero che gli animali stanno bene, ma è anche vero che quell’area ha un vincolo idrogeologico, quindi è forse poco indicata per accogliere un canile. È, inoltre, poco accessibile e ogni volta che piove il macco, mi dicono, arriva in piazza a Bagnaia. Poteva essere scelto un posto raggiungibile in maniera migliore, e non ubicato sul cucuzzolo della montagna. La Asl ci ha fornito una serie di prescrizioni serie, tra cui il problema dello smaltimento dei liquidi reflui, quindi delle deiezioni. \r\n\r\nAlessia Buzzavo: “Innanzitutto il canile è sorto come rifugio per evitare che i cani venissero soppressi come era previsto dalle leggi del tempo, stiamo parlando di più di 40 anni fa. La zona in cui si trova il canile è ideale per il benessere dei cani in quanto è ostile alla diffusione dell’insetto che provoca la leishmaniosi, una malattia molto diffusa e pericolosa per il cane che richiede spese elevatissime sia nella fase di prevenzione sia in quella successiva della cura degli animali colpiti. La leishmaniosi è molto diffusa nel nostro territorio e il fatto che l’area del canile di Bagnaia sia off limits per questo insetto è già un fattore importantissimo”\r\n\r\nCristiano Zappi: “Tutti conoscono il canile e tutti sanno dov’è. Inoltre già nella relazione con cui il dottor Clo si esprimeva a favore del parco canile, veniva spiegato che le deiezioni dei cani non erano un problema in quanto le feci vengono raccolte e messe nei cassonetti, mentre le urine cristallizzano nel terreno. Il dottor Clo, scomparso nel 2014, era il responsabile dell’ unità operativa Igiene Urbana Veterinaria che espresse parere favorevole alla realizzazione del parco canile deliberata dall’amministrazione Michelini e poi finito nel cassetto”.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nLuisa Ciambella: “Nessuno di noi vuole trasferire il canile, questo sia ben chiaro, è evidente però che se non si supera il problema del vincolo idrogeologico che la Asl ci ha notificato, non possiamo andare contro legge”.\r\n\r\nAlessia Buzzavo: ““Il vincolo idrogeologico è superabile, c’è già stato un precedente, quando fu dato il permesso di costruire nuovi box nell’area in fondo al canile”.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nLuisa Ciambella: “Ho aumentato i controlli per verificare che tutti i cani che sono all’interno del canile abbiano diritto a starci. Queste verifiche ci hanno fatto trovare nel canile cani di privati. Possono essere famiglie che, mi dicono, hanno preso un cane e poi si sono rese conto di non avere più la possibilità di mantenerlo con la crisi che si è abbattuta su tutti, oppure persone anche abbienti che si sono stancate di tenere il cane. Nella mentalità di gestire il pubblico come fosse il mio, quindi, il privato, abbiamo trovato delle bestiole di privati. Poche, in realtà, otto, dieci. Però le abbiamo trovate. Abbiamo trovato cani non accalappiati dal comune di Viterbo. Proprio perché gestiamo risorse pubbliche sono tenuta a verificare”.\r\n\r\nCristiano Zappi: “ I cani di cui parla l’assessore potrebbero appartenere anche ad altri comuni, in questo caso l’amministrazione dovrebbe farsi pagare dai comuni intestatari di questi cani il loro mantenimento”.\r\n\r\nAlessia Buzzavo: “È giusto fare i controlli, ma è altrettanto corretto verificare anche che se ci sono i cani di altri comuni, questi stiano pagando regolarmente. Sappiamo che ci sono addirittura cani provenienti dall’Enpa di prima e che alcuni erano di altri comuni: Vetralla, Vignanello, Vallerano ed altri. Saranno non più di una ventina credo, ma visto che dobbiamo essere precisi…\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nLuisa Ciambella: “Il fatto che il Comune di Viterbo debba pagare questa cifra per i cani, l’ho già detto in consiglio, non è una scelta discrezionale, è una legge che me lo impone. Dobbiamo anche occuparci di gestire i soldi pubblici che ci danno i viterbesi nella maniera più oculata e più corretta possibile. Pensare di dire alle famiglie dei malati di Rsa che spendiamo quei soldi per i cani, è una ferita per tutti, ma io non ho alternativa”.\r\n\r\nCristiano Zappi: “Il canile è solo la punta dell’iceberg. Che cosa è stato fatto per limitare l’aumento dei cani, quali iniziative sono state prese? Dove sono i progetti di sterilizzazione? La prima giornata di microchip è stata fatta su richiesta dell’associazione Mi fido di Fido e sono stati chippati più di trecento cani”.\r\n\r\nAlessia Buzzavo: “La problematica è molto più ampia e complessa, mi riferisco a tutto quello che c’è fuori il canile, tutte le cucciolate che nascono, gli abbandoni. Il Comune non ha mai fatto un manifesto sull’abbandono, mai uno sulla sterilizzazione. Non hanno mai fatto niente per ridurre la presenza dei cani nel canile, come ad esempio promuovere iniziative del tipo ridurre le tasse sui rifiuti urbani a chi adotta un cane. L’assessore parla di noi come se fossimo persone al di fuori della realtà. Ma è anche grazie al nostro contributo che si fanno risparmi di spesa sui cittadini. Noi volontari sborsiamo decine di centinaia di euro di tasca nostra per evitare che i cani finiscano al canile. Paghiamo noi la pensione alle cucciolate che recuperiamo sul territorio, le diamo in adozione, li manteniamo. L’assessore sta tanto attenta alla spesa, noi più di lei”.\r\n\r\nCristiano Zappi: “Negli ultimi quattro, cinque, mesi abbiamo recuperato circa un centinaio di cani che grazie a noi non sono finiti al canile, ma sono stati fatti adottare. Facendo un rapido conto abbiamo fatto risparmiare al Comune circa ottanta mila euro”.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nLuisa Ciambella: “Abbiamo già abbassato il costo del singolo cane ospitato dai canili convenzionati”\r\n\r\nAlessia Buzzavo: “Non sempre abbassare il costo del mantenimento, permette lo stesso livello di benessere dell’animale”\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nLuisa Ciambella: “Immaginare che 600 cani stiano tutti al parco canile, secondo me è un sogno, che giustamente chi ha questa spiccata sensibilità può immaginare di fare, ma l’amministrazione deve filtrare questo loro sogno con la legge e la possibilità di non far morire nessuno”.\r\n\r\nAlessia Buzzavo: ” Seicento cani in canile per noi non è un sogno, ma un incubo. All’assessore sfugge il fatto che noi i cani non li vogliamo vedere dentro il canile ma li vogliamo vedere fuori. Li vogliamo far uscire”.\r\n\r\n \r\n\r\nTiziana Mancinelli\r\n\r\n \r\n\r\n(In foto Alessia Buzzavo e Cristiano Zappi)