Home Attualità Giulio Marini: “In Forza Italia da 25 anni, e ci resto. Pronto per le regionali se me lo chiederanno”.
Giulio Marini: “In Forza Italia da 25 anni, e ci resto. Pronto per le regionali se me lo chiederanno”.

Giulio Marini: “In Forza Italia da 25 anni, e ci resto. Pronto per le regionali se me lo chiederanno”.

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Viterbo – Il bandolero stanco“, così fu chiamato nella sua lunga carriera politica, costellata da titoli importanti: sindaco, parlamentare, presidente della provincia, sarebbe pronto a giocare una nuova partita nella politica che conta, dove, probabilmente, Giulio Marini, starebbe pensando di ritornare, prima o poi. Con l’occasione giusta. I banchi del consiglio comunale, dove siede in questo momento, fedele a Forza Italia e “al sindaco Giovanni Arena”, sarebbero più un “parcheggio”, piuttosto che la rampa dell’uscita definitiva dalla politica. A chiudere con essa, Marini non ci pensa proprio. “Sono un animale politico da territorio – dice – per me il territorio viene prima di tutto, anche se ho fatto il parlamentare, il mio pallino resta il territorio”. Marini non lo esplicita, ma è facile intuire dove stia correndo il suo sguardo proiettato al futuro: su quello scranno che manca alla sua collezione di incarichi politici, quello di consigliere regionale.Se qualcuno del mio partito mi chiederà di partecipare alle competizioni regionali, se ci saranno le condizioni, sono disponibile. Non lo sarò, se dovrò togliere il posto a un giovane. Per ora sto in consiglio comunale, cercando di dare un contributo a ciò che amo più di tutti, la mia città.  Il mio riferimento  è il sindaco Giovanni Arena, al quale mi lega non solo un rapporto politico, ma anche affettivo, da anni. Poi si vedrà. Ho fatto una campagna elettorale per fare il consigliere comunale, non l’assessore. A quell’obiettivo ho commisurato il risultato“. E proprio questo continuo mettersi in disparte di Giulio Marini negli ultimi anni, non ha avanzato nemmeno alcuna pretesa sul coordinamento provinciale, potrebbe far pensare che sia in attesa di qualcosa di più “sostanzioso”, come appunto una candidatura alle regionali. Questo sì, sarebbe un ottimo modo, per concludere una carriera politica lunga e densa di riconoscimenti. Anni al servizio di Forza Italia, senza mai cedere a sirene esterne di altri partiti, nemmeno nei momenti più difficili. “Sono in Forza Italia da 25 anni, non ho mai cambiato partito, nel bene e ne nel male. Mi sono arrivate richieste per una mia partecipazione ad altri partiti, che non ho accettato. È una questione di idee: ho sposato una causa e dei valori. Quei valori oggi non sono cambiati, e nemmeno io. Se un giorno cambiassero allora potrei fare scelte diverse“.  All’orizzonte va prendendo forma il nuovo soggetto politico di Matteo Renzi, “Italia Viva”, che andrà ad occupare l’area di centro, dove attualmente, con la Lega e Fratelli d’Italia a destra, e un Pd zingarettiano a sinistra, si aprono infinite praterie di elettorato moderato da conquistare. Un’impresa che, secondo Marini, non unirà il nuovo soggetto politico varato da Renzi a Forza Italia. “Abbiamo pagato già il Nazareno 1, per pagare anche un Nazareno 2″. Per Marini, dunque, il futuro è quello di un centrodestra unito: “Prima c’era Lega, Forza Italia, Alleanza Nazionale”, ora abbiamo “Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia”. Un contenitore che, sempre secondo Marini, andrà saldandosi sempre di più. Perché, dunque, cambiare partito? L’idea non sfiorerebbe per niente l’ex sindaco, anche se nei commenti di corridoio l’idea di un addio di Marini al partito del Cavaliere, si ritaglia sempre il suo spazio nei pettegolezzi di palazzo, soprattutto negli ultimi anni in cui il ruolo di Marini all’interno di Forza Italia si è ridimensionato. “Diverse formazione politiche recentemente mi hanno chiesto un incontro, a tutti ho risposto “no” con massimo rispetto. Siamo in una bellissima foresta variegata“, dice riguardo al centrodestra, “Non ha senso cambiare albero”. Proprio nei prossimi giorni si terrà a Viterbo una convention di Forza Italia con la presenza del presidente, Silvio Berlusconi, e di Antonio Tajani, dal titolo “L’Italia e l’Europa che vogliamo”. Tema importante, così come l’incontro, che lo stato maggiore di Forza Italia ha deciso di tenere a Viterbo, provincia dove il partito degli azzurri ha vissuto grandi affermazioni, prima dell’avvento della Lega. E, forse, per ricordare i vecchi tempi, in un gesto scaramantico che vuole credere nel ritorno al vecchio splendore, Marini ha invitato anche tutte le “vecchie” glorie azzurre: Paolo Barbieri, Goffredo Taborri, addirittura Fabrizio Purchiaorni, uscito da pochi mesi da Forza Italia e dalla maggioranza di Palazzo dei Priori per andare all’opposizione. “Mi è sembrato corretto invitare anche chi ha condiviso per un certo tratto il percorso di Forza Italia“, dice Marini. Ma chissà che non sia un modo di radunare le truppe, vecchie, nuove, potenziali, e improbabili, mai del tutto, ritorni.

Tiziana Mancinelli

mancinellitiziana@gmail.com

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.