Renzi lascia il Pd e fonda “Italia Viva”: “Una nuova strada che faremo zaino in spalla”.
Roma – Da “Porta a Porta”, quella che si chiude, e quella che si apre, ma soprattutto al programma di Bruno Vespa, dove Matteo Renzi ha definitivamente ufficializzato la sua uscita dal Pd, annunciando anche il nome del suo nuovo soggetto politico. “Si chiamerà Italia Viva”, ha detto conversando con il noto giornalista conduttore. “Vogliamo parlare a quella gente che ha voglia di tonare a credere nella politica“, ha detto Renzi, “voglio molto bene al popolo del Pd. Per sette anni ho cercato disperatamente, giorno dopo giorno, di dedicare loro la mia esperienza politica, dopo di che, le polemiche, le divisioni e i litigi erano la quotidianità”, ha continuato l’ex premier. “Il partito novecentesco non funziona più. C’è bisogno di una cosa nuova, allegra e divertente“.
Una decisione confermata anche dal post pubblicato oggi sulla sua pagina Facebook:
“Ho deciso di lasciare il Pd e di costruire insieme ad altri una casa nuova per fare politica in modo diverso. Dopo sette anni di fuoco amico, penso si debba prendere atto che i nostri valori, le nostre idee, i nostri sogni non possono essere tutti i giorni oggetto di litigi interni. La vittoria che abbiamo ottenuto in Parlamento contro il populismo e Salvini è stata importante per salvare l’Italia, ma non basta. Adesso si tratta di costruire una Casa giovane, innovativa, femminista, dove si lancino idee e proposte per l’Italia e per la nostra Europa. C’è uno spazio enorme per una politica diversa. Per una politica viva, fatta di passioni e di partecipazione. Questo spazio attende solo il nostro impegno.
Lascio le polemiche e le dietrologie a chi sta nei palazzi. Io sorrido a tutti e auguro buon ritorno a chi adesso rientrerà nel Pd. E in bocca al lupo a chi vi resterà.
Per me c’è una strada nuova da percorrere. Lo faremo zaino in spalla, passo dopo passo.
La politica richiede proposte e coraggio, non solo giochi di corrente. Noi ci siamo. Offriamo il nostro entusiasmo a chi ci darà una mano. Offriamo il nostro rispetto a chi ci criticherà. Ma offriremo soprattutto idee e sogni per l’Italia di domani. Ci vediamo alla Leopolda”.