Viterbo – Sicurezza: reale e percepita. Non sempre coincidono. E, forse, siamo in tempi in cui quella percepita è al di sotto di quella reale. “Le istituzioni, però, hanno l’obbligo di dare una risposta anche alla sensazione della cittadinanza e non solo inseguire i dati reali sulla criminalità“. Lo dice il comandante dei vigili urbani di Viterbo, Mauro Vinciotti. Se anche Viterbo dal punto di vista criminale non è una città altamente a rischio, la gente ha comunque paura e manifesta questa sensazione. E a questo le istituzioni devono dare una risposta. “Quello della sicurezza è un problema interdisciplinare – dice Vinciotti – va trattato con un’azione congiunta. In tal senso la prefettura ha già dato una risposta, convocando un tavolo interforze permanente che consentirà di coordinare gli interventi, ciascuno per la propria competenza, non solo sui quartieri maggiormente a rischio, ma su tutto il territorio cittadino“. Per quanto riguarda l’azione svolta dalla Polizia municipale, Vinciotti spiga: “Facciamo già una serie notevolissima di interventi che riguardano l’illecito amministrativo, che ci consente di difendere la città dal degrado, uno dei punti che poi provocano emarginazione e micro criminalità. Produciamo centinaia di verbali su tutte le forme di abusivismo, inciviltà e ogni altra espressione di non rispetto delle regole di convivenza sociale“. Il punto critico, però, è un altro. “Quello che manca – dice Vinciotti – è il presidio del territorio, cioè la presenza assidua degli agenti. Una situazione che discende dalla carenza di organico. Il fabbisogno della città è di 90 unità. Non lo dico io, ma la legge. L’organico della Polizia municipale di Viterbo è di 45 agenti, ai quali si aggiungono quattro coordinatori e me. Siamo esattamente la metà di quanti dovremmo essere. Questa mancanza non comporta meno controlli, perché continuiamo a farli, ma sulla impossibilità di garantire un presidio inteso come presenza assidua, vicinanza al cittadino che ci vede sempre di meno sulle strade della città. La carenza di personale – spiega ancora Vinciotti – può essere ovviata anche con la video sorveglianza, che, però, non è una panacea di tutti i mali, anche se, sicuramente, contribuisce sia in fase di prevenzione sia in quella di repressione dei reati”. Vinciotti passa, quindi, a illustrare i futuri progetti. “Ne abbiamo uno che è parte di quello pluriennale della vedetta civica e che prevede la sorveglianza in tutti i parchi cittadini. Sono molte, infatti, le situazioni di degrado e di sicurezza che coinvolgono il verde pubblico. Si tratta di un progetto di 39 mila euro. Siamo pronti a partire, dobbiamo solo risolvere qualche piccolo problema di alimentazione delle telecamere. Esiste, poi, un altro progetto sulla sicurezza nei plessi scolastici, già finanziato, che si concluderà a breve con l’assegnazione del lavoro. Un altro aspetto su cui la Poliiza municipale e l’assessore Ubertini puntano molto è l‘educazione alla legalità. Non dobbiamo fare solo repressione, ma anche e soprattutto educazione, intervenendo nelle scuole ma anche con altri progetti di contatto con la cittadinanza a tutti i livelli, per i quali collaboriamo anche con la Protezione civile. È veramente molto importante restare a contatto con il tessuto cittadino”, conclude Vinciotti.
Tiziana Mancinelli
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