Home Cronaca Botan alla guida di un trattore non idoneo, ribaltato più volte per 60 metri nel dirupo.
Botan alla guida di un trattore non idoneo, ribaltato più volte per 60 metri nel dirupo.

Botan alla guida di un trattore non idoneo, ribaltato più volte per 60 metri nel dirupo.

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Soriano nel Cimino (VT) – “I Carabinieri della Stazione di Soriano nel Cimino e del Nucleo Ispettorato Lavoro di Viterbo, in collaborazione con altri Reparti della Compagnia di Viterbo, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza dispositiva della misura cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale – Dottor Francesco Rigato – nei confronti di due persone di  45 e 42 anni”. Lo comunicano in una nota stampa i carabinieri del comando provinciale di Viterbo.

“Le indagini – prosegue la nota – coordinate dal Procuratore Capo, Dottor Paolo Auriemma e dal Sost. Proc. dott. Stefano D’Arma, della Procura della Repubblica presso il Tribunale, e condotte dai carabinieri di Soriano nel Cimino unitamente al NIL di Viterbo con l’ausilio dell’ASL – Servizio SPRESAL di Civita Castellana, hanno permesso di accertare responsabilità a carico di due persone, rispettivamente il datore di lavoro e amministratori di fatto di una società cooperativa agricola, nella fattispecie impiegata nell’attività di disboscamento nella zona montana Piangoli-Acquaspasa del Comune di Soriano nel Cimino (VT), per omicidio colposo aggravato con espressa violazione di norme dettate a tutela della sicurezza dei lavoratori.

Le complesse e articolate attività investigative – proseguono i carabinieri –  sviluppatesi attraverso sopralluoghi, acquisizione documentali, sviluppo e analisi di traffici di tabulati telefonici, esami testimoniali, hanno consentito di appurare che il 19.6.2019 il deceduto Botan Dumitru al momento dell’infortunio conduceva una trattrice agricola gommata, non idonea nella parte di bosco interessata, in forte pendenza (70%), che a causa delle condizioni morfologiche del terreno e della presenza di un ceppo di albero tagliato, si sarebbe ribaltata più volte, per un tratto di oltre 60 metri fino a valle, sbalzando dalla cabina di guida il conducente che sarebbe, quindi, rimasto schiacciato dal mezzo. Lo stesso sarebbe stato sprovvisto di ogni patente di guida e abilitazione alla conduzione di mezzi d’opera”. Questa la ricostruzione dei fatti, secondo le indagini e la tesi sostenuta dai carabinieri.

“Quasi tutti i lavoratori dipendenti”, prosegue la nota, sarebbero stati  “impiegati nelle mansioni di taglio, raccolta e carico della legna, senza adeguata formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, utilizzando le attrezzatura in assenza di preparazione per l’uso”.

I carabinieri allargano il campo di indagine: “Sono stati ricostruiti altri due precedenti infortuni sul lavoro: il primo, non denunciato alle Autorità, avvenuto in Castel Giorgio (TR), nell’anno 2018, con analoga dinamica a quello mortale di Botan”. In questo caso il cittadino rumeno di 31 anni”, si sarebbe “ribaltato con una trattrice agricola riportando lesioni” che avrebbe denunciato “come caduta accidentale“. “Il secondo, avvenuto nella primavera dell’anno 2019, a Piansano (VT)”,spiegano ancora i carabinieri, ha visto coinvolto un “cittadino rumeno di 37 anni”, che si sarebbe procurato “un taglio ad una gamba con una motosega, riportando gravi lesioni”.

“Nell’operazione risultano indagati a piede libero per i medesimi reati il predetto cittadino rumeno, quale legale rappresentante,  e la 36enne italiana, proprietaria della trattrice agricola che stava conducendo Botan”, conclude la nota dei carabinieri.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.