Home Cronaca La fragilità umana nel calendario storico 2020 dell’Arma dei Carabinieri.

La fragilità umana nel calendario storico 2020 dell’Arma dei Carabinieri.

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Viterbo – “Uno, uno, due: 112”. Tre numeri, digitati velocemente in sequenza. Una richiesta di aiuto. Durante l’anno sono veramente in tanti a chiamare i carabinieri, e per i motivi più disparati, anche se riconducibili, a consuntivo, a determinati fattispecie. Non solo crimini. Ma anche disagio sociale. Fragilità. È proprio quest’ultima ad avere trovato spazio nel calendario storico 2020 dell’Arma dei Carabinieri. Dodici mesi. Dodici casi. Trecentossesantacinque giorni in cui, chi digita quelle tre cifre, ha sempre trovato qualcuno dall’altra parte pronto a dare il suo aiuto, a chi non ha mai visto. Perché un carabiniere fa proprio questo: sceglie di dedicare la propria vita al prossimo.  Alla società in cui vive. Il calendario storico dell’Arma dei Carabinieri per l’anno 2020 è stato presentato ieri al comando provinciale di Viterbo, dal comandante Andrea Antonazzo: “Quest’anno la realizzazione delle tavole è stata affidata a un artista di una certa fama, Domenico Palladino. Ogni tavola si caratterizza per una visione introspettiva dei vari interventi portati a termine dal personale dell’Arma”.  Casi ideali ispirati alla realtà.  “La prima pagina – spiega Antonazzo –  è dedicata alla prima medaglia d’oro attribuita alla bandiera all’Arma durante la Prima guerra mondiale”.

Ogni pagina è corredata da “testi scritti dall’attrice e scrittrice italiana, Margaret  Mazzantini, per descrivere i vari interventi”, prosegue Antonazzo, “Il mese di gennaio è dedicato a un intervento notturno sulla città di Roma. Due militari con una gazzella vengono mandati dalla centrale operativa  a San Giovanni ad acciuffare due giovanissimi ladruncoli. La refurtiva viene ritrovata e riconsegnata alla signora. La tavola raffigura i due carabinieri che si scambiano dei pensieri su chi potranno trovarsi di fronte e i rischi a cui andranno incontro. Il mese di febbraio – continua Antonazzo –  è dedicato a un ipotetico intervento realizzato dai forestali in una riserva per soccorrere animali selvatici in difficoltà. Marzo offre una prospettiva sul sole di Gerico, dove i carabinieri che si occupano di addestrare la polizia palestinese, hanno una centrale operativa. Anche in questo caso l’immagine vuole essere uno sguardo sullo stato d’animo del collega che si addestra insieme alle poliziotte palestinesi. Aprile è dedicato a un intervento in un supermercato, dove i carabinieri sono chiamati a fermare un ladro. Si scoprirà essere un bambino extracomunitario che aveva cercato di rubare materiale scolastico richiesto dalla maestra. Maggio  chiama in campo la Protezione civile con la raffigurazione dell‘eruzione di un vulcano e il salvataggio di un turista. A giugno siamo a Napoli: un’irruzione in una casa di appuntamenti, dove una sedicenne straniera viene costretta a prostituirsi con violenza. La  pagina centrale è dedicata alla carica di Pastrengo nel 1848. L’artista raffigura cavalli e carabinieri nell’offensiva austro ungarica. A luglio la scena è di nuovo in un supermercato e coinvolge ancora un bambino. La tavola illustra la richiesta di aiuto di una mamma il cui figlio ha improvvisamente smesso di respirare. I nostro equipaggi – spiga Antonazzo – sono addestrati anche per il primo soccorso. L’immagine di luglio rappresenta proprio lo stato d’animo del carabiniere intento a intervenire sul piccolo in difficoltà. Ad agosto la tavola è dedicata a una località di Reggio Emilia: l’immagine riporta un’anziana signora, che vive da sola in casa, che ha appena scavalcato il parapetto del suo balcone per andare sul cornicione nel tentativo di suicidarsi.  I carabinieri intervengono per salvarla.  Settembre riporta una saletta delle intercettazioni: una mamma  carabiniere osserva le immagini di violenza sui bambini delle telecamere nascoste in un asilo. Anche in questo caso la visione è introspettiva e cerca di scavare nell’animo dell’agente nella sua veste di mamma, mentre pensa a  suo figlio.  A ottobre la scena è quella di un signore che chiama i carabinieri perché l’anziano padre, costretto a letto, non risponde al telefono. L’equipaggio interviene e trova l’anziano riverso a terra, sanguinante, che non riesce più ad alzarsi.  A novembre – spiega ancora Antonazzo – l’artista ha raffigurato un caso che si verifica più frequentemente di quanto si possa immaginare: un’anziana chiama il 112 e dice che ha bisogno di riferire qualcosa al comandante della stazione. Questi si reca a casa della signora e lei gli esprime tutto il suo disagio personale per essere stata abbandonata dalla famiglia. Il comandante si ferma ad ascoltarla per qualche ora, poi chiama i parenti della donna per metterli al corrente della situazione. L’ultimo mese dell’anno, dicembre, è dedicato al terremoto. Siamo a Città ducale: i carabinieri sono sistemati in una centrale arrangiata, anche loro alle prese con l’emergenza abitativa, devono a loro volta pensare a quella della comunità”. Le ultime pagine del calendario sono dedicate: “All’elenco delle nostre medaglie“, spiega Antonazzo. “L’Arma – conclude – è un universo di tante individualità, ognuna delle quali porta il suo fondamentale contributo al risultato di insieme“.  La tiratura del calendario distribuito ai militari dell’ARma è di un milione di copie.

Tiziana Mancinelli

mancinellitiziana@gmail.com

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.