Home Cronaca Coronavirus, Lombardia: verifica strutture militari e civili per eventuali quarantene.
Coronavirus, Lombardia: verifica strutture militari e civili per eventuali quarantene.

Coronavirus, Lombardia: verifica strutture militari e civili per eventuali quarantene.

0
0

Milano – Coronavirus: il focolaio si accende in Lombardia a Codogno. Sono 6 le persone che si sono rivelate positive al coronavirus tra ieri era e stamattina. L’autorità sanitaria sta facendo i tamponi a circa 200 persone, tutte quelle che sarebbero entrate in  contatto con i tre casi accertati di coronavirus: un 38enne, la moglie e un conoscente dei due.  Stamattina la conferenza stampa dell’esecutivo regionale per fornire ulteriori informazioni dopo il contagio confermato ieri sera del 38enne,  il cosiddetto “paziente 1″.  Nelle ore successive altre tre persone, nella stessa zona, si sono confermate positive al coronavirus.  I casi accertati sono complessivamente 6. Si tratta di persone che fino ad oggi non accusavano sintomi e che hanno svolto le loro vite normalmente, entrando in contatto con decine di altri individui. Situazione che fa temere un incremento dei numeri sia per i contagiati sia per i potenziali casi da tenere sotto osservazione. Anche per questo l’assessore alla Protezione Civile, Foroni, ha comunicato che sono in corso “verifiche per individuare strutture civili e militari da utilizzare per eventuali quarantene. La protezione civile – spiega – si è subito attivata con grande tempestività. Siamo in collegamento con il livello nazionale e siamo pronti a intervenire per qualsiasi evenienza”.  Intanto la raccomandazione per evitare che la situazione degeneri è solo una:Restare a casa”. Un “invito” alla popolazione, messo anche nero su bianco con due ordinanze.In Germania e in Francia sono stati riscontrati 16 e 10 casi – spiega Gallera – e il  permanere presso il proprio domicilio, ha impedito la diffusione del virus”. L’assessore al welfare ricostruisce le ultime ore che da ieri sera, alle 21, hanno portato la Lombardia su tutte le cronache nazionali.  “Ieri alle  21 – dice – abbiamo avuto la conferma di un caso di coronavirus a Codogno, su un cittadino  italiano di 38 anni arrivato in ospedale.  Ci siamo mossi immediatamente, su input del presidente Fontana è stata istituita una cabina di regia che ha iniziato a lavorare dalle 22 alle due di notte. Ha ripreso stamattina alle sette. Abbiamo subito cercato di individuare i contatti di questa persona. Abbiamo ricostruito  il suo percorso”. “Il paziente “1” “ha iniziato a  manifestare i primi sintomi il giorno 15 febbraio. Si è recato al Pronto Soccorso di Codogno il giorno 18, lamentava uno stato febbrile, ma era stato rimandato a casa. Il 19 febbraio, visto che il suo stato peggiorava, è tornato al Ponto Soccorso e a quel punto è stato ricoverato – spiega Gallera-. Il suo stato di salute è degenerato velocemente.  A questo punto, in terapia intensiva,  di fronte alle insistenti domande degli anestesisti – dice Gallera – la moglie ha ricordato che nei primi giorni di febbraio il marito aveva avuto diversi incontri con un amico tornato dalla Cina. I tamponi, poi, hanno rivelato la positività al coronavirus. Abbiamo subito individuato il caso indice, questa persona tornata dalla Cina il  21 gennaio. Attualmente si trova all’ospedale Sacco. Abbiamo subito fatto i controlli. Sta bene. In tutto questo periodo non ha mai lamentato sintomi, salvo una febbre leggerissima, ma un dato trascurabile. È una persona che sta bene.  Stiamo eseguendo i tamponi su 150 persone, tra operatori sanitari, medici e parenti stretti di questa persona. È risultata positiva la moglie, e ieri sera un loro conoscente. È stato portato in ambulanza a Codogno con una polmonite che si è rivelata coronavirus. L’uomo condivideva con il “paziente 1” attività sportive, aveva avuto, quindi, dei contatti diretti. Stiamo lavorando nell’individuare e selezionare tutte le altre persone che rientrano nelle loro relazioni sociali di questi giorni – prosegue Gallera -. Dai tamponi effettuati finora sono emersi, ahimè, altri tre casi di coronavirus che salgono complessivamente a sei”. La popolazione di tre Comuni è stata invitata a restare a casa. Si tratta dei cittadini di Codogno, Castiglione d’Adda e Casal Pusterlengo. Chi accusa dei sintomi sospetti non deve recarsi al Pronto Soccorso ma chiamare il 112: manderemo personale a casa a fare i tamponi”, dice Gallera.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.