Home Cronaca Coronavirus, da Mammuccari al Pranzo del Purgatorio: eventi annullati.
Coronavirus, da Mammuccari al Pranzo del Purgatorio: eventi annullati.

Coronavirus, da Mammuccari al Pranzo del Purgatorio: eventi annullati.

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Viterbo – Ci sono le linee guida del Ministero della Salute, poi c’è la cautela dei sindaci: massima. Da quando è esploso il focolaio lombardo del coronavirus, su tutto il territorio italiano è partita l’allerta, interpretata dai governi locali di tutta Italia con il livello massimo. Nella Tuscia, da parte dei sindaci, c’è stata un’attenzione veramente importante verso il problema, non solo al fine di prevenire i contagi, ma anche quello di rassicurare la cittadinanza. A Viterbo si è tenuto un consiglio comunale straordinario per parlare del Covid-19 abbondantemente prima che esplodesse il contagio a Codogno. Consiglio straordinario richiesto dalla Lega, attirando, tra l’altro, l’attacco delle opposizioni e dei civici in minoranza che avevano annunciato la loro assenza, considerando la richiesta del consiglio, un modo di “utilizzare strumentalmente emergenze nazionali o come in questi casi internazionali per una spregiudicata propaganda politica che dietro il pretesto di “prevenire allarmismi” in realtà tenta di cavalcarli per fini politico elettorali, scimmiottando il loro capitano Salvini“. Di lì a poche ore la dichiarazione di “emergenza globale” dell’organizzazione mondiale della sanità e, il giorno dopo, quella di emergenza nazionale comunicata dal governo italiano, avevano dimostrato che ogni comunità, anche la più piccola, avrebbe dovuto fare i conti, anche a livello locale, con  l’emergenza. Fatto provato, ahimè, un mese dopo circa, con l’esplosione del focolaio a Codogno. Da allora, con l’aumento dei contagi, con le prime vittime, ma anche con i primi guariti, il coronavirus è entrato con urgenza prioritaria nell’agenda di ogni sindaco anche di provincia. La settimana scorsa il tavolo in Prefettura con tutti i Comuni della Tuscia e i vertici Asl per le linee e i protocollo da seguire. Ma, a parte queste, i sindaci hanno anche seguito in modo autonomo delle loro strade per evitare panico e contagi.

Quello di Tuscania, ad esempio, Fabio Bartolacci, ha intercettato una bidella in arrivo da Venezia, dove si era tenuto il Carnevale, consigliandole di rimanere a casa per un po’. C’è poi il sindaco di Gradoli, Attilio Mancini, che ha annullato il celebre “Pranzo del Purgatorio”. “Avevamo venduto circa 1.600 biglietti in tutta Italia – dice – C’erano pullman in arrivo dal sud. Gente dalla Toscana, dalla Liguria, dall’Emilia Romagna, dall’Umbria e da Milano. Alle 1.600 persone che avrebbero partecipato al pranzo, si sarebbero aggiunte  le circa 100 dell’organizzazione e le altre che ruotano intorno. Saremmo arrivati a circa 2 mila persone. Oltre ad essere sindaco – dice Mancini – sono anche medico. Ho vissuto 30 anni dentro gli ospedali. Ho valutato il rischio di tenere circa 2 mila persone, provenienti da tutta Italia per quattro, cinque ore in un ambiente chiuso, senza ricircolo di aria. Un eventuale untore, in una situazione del genere, avrebbe creato un disastro. Così  ho sospeso la manifestazione. Prima di farlo  ho condiviso questa decisione, peraltro soffertissima, con il comitato che ha compreso e sposato l’indirizzo, nonostante avessero già speso 20 mila euro per l’organizzazione del pranzo. Lo faremo più avanti. Ma la salute dei cittadini è prioritaria. Anche la cittadinanza ha compreso. Non ho sentito un no”. Stesso orientamento prudenziale, quello adottato al comune di Bolsena per lo spettacolo di Teo Mammuccari  “Un incanto di stagione”,  che si sarebbe dovuto tenere il 7 marzo al teatro San Francesco. Ma la stagione non era quella propizia con il Covid-19 in agguato. Lo spettacolo è stato sospeso ieri sera. Il sindaco Paolo Dottarell lo aveva in parte anticipato a margine del tavolo con la Prefettura la scorsa settimana, ammettendo che si stavano facendo delle valutazioni sull’opportunità di tenerlo o meno. La preoccupazione era per la “presenza di un pubblico di dubbia provenienza”, aveva detto il sindaco, ma anche il timore che il teatro, visto l’allarme e il panico che oramai pervade tutta Italia, potesse restare mezzo vuoto, ha avuto il suo peso e lo spettacolo è stato annullato. Dal comune di Bolsena fanno sapere che si terrà questa estate all’aperto e a ingresso gratuito.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.