Home Cronaca Covid19: «Non ho più soldi per mangiare, né per comprare la carta igienica».
Covid19: «Non ho più soldi per mangiare, né per comprare la carta igienica».

Covid19: «Non ho più soldi per mangiare, né per comprare la carta igienica».

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Viterbo, 28 maggio 2020 – Al consiglio comunale di oggi la richiesta di aiuto di alcuni cittadini  inviate al consigliere comunale Chiara Frontini (Viterbo 2020).

***«Sto aspettando la cassa integrazione, ma non arriva, e non ho più soldi per mangiare. Ho sempre lavorato, non siamo mai stati ricchi, ma la vergogna di non avere più in tasca nemmeno due euro per comprare la carta igienica è insostenibile, non so più come guardare in faccia i miei figli».

***«Sono una mamma con due figli, faccio chemioterapia […]spero di  finire presto e trovare di nuovo lavoro. Sono divorziata, li cresco da sola, il papa non ci aiuta in nulla. Siamo mamme e siamo coraggiose».

Sono alcune delle richieste di aiuto arrivate a Chiara Frontini sottoforma di messaggi, poche parole, piene di disperazione, che danno la misura di quanto sia grave la situazione economica anche, e soprattutto, in una cittadina di provincia come Viterbo, dove il problema occupazionale è sempre stato un tallone di Achille, che ora si sbriciola come argilla, in modo inesorabile e drammatico sotto il macigno del virus, mettendo a nudo strati sempre più ampi della collettività locale che chiedono aiuto. La voce disperata di naufraghi dispersi nel mare della povertà, una marea minacciosa che si alza e invade le case, i quartieri, i borghi, le città nei giorni bui del post virus. «Con i buoni spesa siamo riusciti a coprire quasi tutte le esigenze delle famiglie, alcune hanno ripetuto le richieste, presentate da diversi familiari», dice Arena. Il comune di Viterbo ha per ora tamponato le richieste, ma quel che crea più apprensione è come far ripartire l’economia locale nei prossimi mesi, come rilanciare le attività, per uscire fuori dall’assistenzialismo e rivitalizzare un circuito in modo che possa tornare a produrre valore. Il timore che le casse comunali nei prossimi mesi possano iniziare svuotarsi per la mancata entrata di parte di imposte e tasse che alcuni cittadini non pagheranno più essendo venuta meno la loro fonte di reddito è attualmente la grande incognita, la spada di Damocle che pende sulle varie proposte che stanno passando in consiglio comunale da stamattina, come i contributi agli affitti, l’organizzazione di eventi, la riduzione o l’azzeramento di alcuni tributi per un periodo di tempo. Proposte che la politica è doveroso faccia in questo momento, ma che in mancanza del documento di programmazione economico finanziaria, tra qualche mese potrebbero finire archiviate come un mero esercizio di arte oratoria.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.