Viterbo, 28 maggio 2020 – Torna la ZTL in via San Lorenzo, e con essa si riaccende la polemica. Il dibattito sul divieto di circolazione delle auto nella via che introduce al quartiere medioevale, è tra quelle cose che nemmeno il Covid19 è riuscito a cambiare. Stamattina a piazza del Gesù si sono ritrovati una decina tra ristoratori, proprietari di B&B e di negozi, per contestare duramente il ritorno della Ztl in un momento in cui, secondo i presenti: «Non gira un turista. Possiamo fare conto solo sui viterbesi». Da qui la richiesta: «di aprire al traffico veicolare, compreso il week end» in aperto contrasto con l’indirizzo adottato dall’amministrazione comunale di chiudere alle auto dal lunedì al giovedì dalle 19 alle 6 del mattino seguente, durante il giorno, quindi, le macchine potranno transitare. Dal venerdì alla domenica le auto potranno entrare a via San Lorenzo solo dalle 6 alle 10.30 di mattina. «Venerdì, sabato, domenica praticamente questa via sarà completamente chiusa, mi pare un provvedimento inopportuno – dice Giovanni Uselli del Labirinto -. Nessuno di noi vuole un centro storico con le auto, ma non è questo il momento di chiudere la via al traffico, che tra l’altro non c’è». I commercianti evidenziano lo spopolamento della zona provocato dal virus. «Questo è il momento di stare fermi – dice Uselli rivolto all’amministrazione comunale – di farci respirare, ma, soprattutto, di farci lavorare. Siamo in emergenza nazionale, in altre città non è stato fatto questo, non comprendo perché Viterbo ha tutta questa fretta per ripristinare la ztl». Il comune di Viterbo aveva annunciato maggiori aree destinate alla pedonalizzazione per dare suolo pubblico a quei ristoranti che dovendo mantenere il distanziamento tra i tavoli, si vedranno costretti a occupare maggiore spazio per mantenere lo stesso numero di posti. «In via San Lorenzo – fa notare Uselli – nessuno ha chiesto di occupare la via con i tavoli, non si potrebbe nemmeno fare, perché qui transitano i residenti. Mica si può bloccare loro la strada». La proposta del gruppo di imprenditori è: «Tenere aperta la via tutta la settimana – dice Uselli – chiudere dalle 21 solo il sabato e la domenica quando c’è la passeggiata. E basta. La gente non c’è. Non ci sono nemmeno le auto». Alla conferenza stampa indetta per esporre il proprio disappunto sul ritorno della Ztl anche il proprietario di un B&B in piazza del Gesù: «Usciamo da 70 giorni senza avere incassato un euro – dice – credo che questa chiusura sia inopportuna. Io per l’attività che ho, sono favorevole, ovviamente, a un centro storico senza macchine. Ma in questo momento chiudere è sbagliato, sicuramente prematuro. I turisti non ci sono. Quando torneranno, allora sarà utile chiudere. Ma non adesso. Io ho qualche prenotazione a luglio e ad agosto, a giugno niente. C’è, poi, la necessità di agevolare i ristoranti a fare l’attività da asporto». Dello stesso avviso la titolare di un negozio di prodotti tipici: «I turisti non ci sono, possiamo contare solo sui viterbesi – afferma – Ed è noto che si muovono poco a piedi, giusto il sabato e la domenica». C’è poi un’altra titolare di negozio, di abbigliamento: «Ho sempre sostenuto la riapertura di via San Lorenzo e via Cardinal La Fontaine – dice – a maggior ragione adesso. Qui, poi, c’è il problema che turisti parcheggiano a valle Faul, prendono l’ascensore, visitano il Duomo, San Pellegrino e se ne vanno, non sono incentivati a passare in via San Lorenzo». Disequilibrio, questo, che potrà essere risolto con l’avvio del polo museale a Palazzo dei Priori e l’incentivazione dell’utilizzo del parcheggio del Sacrario, soprattutto ora che il sabato è tornato ad essere liberamente fruibile dalle auto con lo spostamento del mercato che prima occupava i posteggi.