Home Cronaca Sale l’allarme sicurezza nel centro storico: in aumento vandalismo e malcostume.

Sale l’allarme sicurezza nel centro storico: in aumento vandalismo e malcostume.

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Viterbo, 12 settembre 2020 – Quella che veniva spesso etichettata come una tranquilla cittadina di provincia, dove la vita scorre monotona e senza sussulti, tanto da diventare a tratti anche noiosa, è oramai solo un vago ricordo. Anche Viterbo paga il generale decadimento sociale che imperversa nel Paese, tra modelli di riferimento educativi dissolti, valori civici, etici e morali, spesso liquefatti, lasciando un vuoto che diventa pericoloso nel momento in cui viene colmato con comportamenti che sanno quasi di provocazione al generale disfacimento sociale e che sfociano spesso in vandalismo, azioni esasperate come fare a gara a chi urina di più sui muri o a chi si ubriaca prima. Comportamenti deplorevoli, secondo gli schemi educativi “di una volta”, che stanno diventando quasi una prassi, una risposta al nulla, ma che, se attentamente osservati, rivelano un malessere giovanile, un disagio delle nuove generazioni che vuole farsi notare nel disperato, ultimo, tentativo di ricevere un aiuto da parte di chi, istituzioni e famiglie, hanno il compito di fornire una bussola valoriale alle nuove generazioni che le guidi nel solco di comportamenti rispettosi di sé e di ciò che li circonda. Intanto, però, le vie della città non sono più sicure. Un clima pesante che dall’omicidio di Norveo Fedeli, due anni fa, un efferato fatto di cronaca che scosse tutta la città, si respira sempre più nelle vie dei quartieri periferici, e nei vicoli del centro storico, una sorta di labirinto della perdizione. Un dedalo di viuzze strette, dove al riparo dalla luce e dagli occhi indiscreti, di notte accade di tutto. Dopo il tramonto, la città relativamente composta e tranquilla, si trasforma in un Far West, complice anche l’assenza dei vigili urbani, anche se ogni sera si vedono pattuglie di polizia e carabinieri. Ma i cittadini chiedono maggiori controlli e un’azione più decisa da parte del comune sul degrado urbano che diventa poi anche sociale, offrendo oasi di caos dove tutto è permesso. Tracciano un quadro di quella che anche in consiglio comunale è stata definita una dilagante “degenerazione” della città, alcuni componenti del comitato di quartiere San Pellegrino: la presidente, Elena Pierini, Stefano Angeletti residente e titolare di un B&B, e Carlo Valle, anch’egli residente.

Poche parole che riassumono tutto: «Atti vandalici, macchine rigate, vetri rotti, piante rubate, targhe divelte nei B&B, urina e vomito». Sono in molti a temere di camminare di notte in centro storico. Il malcostume imperversa e le strade non sono più sicure. Soprattutto negli ultimi mesi è salito l’allarme sociale. «Notiamo un forte peggioramento nel livello di sicurezza – dice Elena Pierini –  La situazione ci sembra fortemente peggiorata. Atti vandalici, risse: i cittadini si sentono meno sicuri a circolare di notte nel quartiere. Di giorno  la zona è tranquillissima, ed è piacevole camminare per i vicoli. Si incontrano tantissimi turisti.  A parte la sporcizia, ma questa è un’altra questione. Qualche turista ha notato questa doppia realtà: città tranquilla di giorno, ma  totalmente diversa di notte». Il vandalismo non guarda in faccia a nessuno e colpisce anche il turista: «Nella notte tra il 21 e il 22 agosto – dice Stefano Angeletti – alcuni nostri ospiti sono rimasti vittime di uno spiacevole atto vandalico: avevano lasciato l’auto al parcheggio delle Fortezze e hanno trovato un finestrino completamente distrutto. Non era mai successo, sono sette anni che gestisco una struttura ricettiva. E non accade solo a me – prosegue Stefano – Anche a un nostro collega, che ha un B&B a San Pellegrino, è capitata la stessa cosa con l’auto lasciata sempre nello stesso parcheggio. Una signora della zona ci ha detto che oramai questo tipo di episodi, lì, sono diventati molto frequenti. Nelle ultime settimane, soprattutto a luglio e ad agosto, abbiamo percepito un evidente peggioramento della situazione. Prendono di mira le auto, ma non per rubarle, semplicemente per mettere in atto danneggiamenti fini a se stessi. La classica bravata. Questo non aiuta, perché il turista che riceve questo trattamento se ne va dalla città con un brutto ricordo e ne parla ad altri. So che i miei ospiti hanno anche fatto una denuncia ai carabinieri». Vandalismo che ha molte idee, non solo vetri rotti e macchine rigate: «Una volta hanno distrutto le targhe esposte fuori dai nostri b&b. Non c’erano nemmeno le telecamere e non siamo riusciti a risalire agli autori del fatto. Insomma né io, né i miei ospiti ci sentiamo più tanto sicuri di notte in questa città. Alle Fortezze, ora, non li faccio più parcheggiare», dice ancora Stefano. «San Pellegrino oramai è diventato una gasba – gli fa eco Elena -. Io abito e, quindi, mi riferisco in particolare a San Pellegrino. Tanti vicoli che di notte restano al buio e diventano pericolosi, offrendo ai ragazzi il luogo ideale per fare di tutto: qui i comportamenti degenerano. C’è chi urina, chi si droga, chi vomita. Ci vorrebbe più illuminazione. Più telecamere. Più controlli. Questo lo abbiamo fatto sempre presente nei nostri colloqui con le istituzioni. Ma la situazione in questi ultimi anni non è per niente migliorata». Stessa percezione quella di Carlo la Valle: «La situazione va via via peggiorando – dice -, dal degrado siamo passati alla degenerazione, come hanno ben detto il sindaco e alcuni esponenti di maggioranza. C’è da stare molto attenti perché corriamo un rischio di assuefazione al degrado che poi non ci farà reagire più.  Noi, per questo, siamo qui oggi a lanciare un grido di allarme. E siamo pronti ad appoggiare le istituzioni, indipendente del colore politico, che si propongono di combattere questa degenerazione. La presenza delle istituzioni sul territorio è fondamentale per liberarlo da questi fenomeni di degrado. Questa situazione non fa bene alla città che ha grosse potenzialità. Quest’anno c’è stato un vero boom di turisti. Di giorno vivono una bella città, di notte, invece, sono costretti a misurarsi  con tutto questo degrado. Tutto ciò ha ripercussioni

Via San Lorenzo

anche sugli operatori economici che con il turista ci lavorano». Un fenomeno che si sta diffondendo sempre di più, rischiando di diventare prassi comune: urinare in strada. «Io stesso – dice Carlo – ho assistito a Pianoscarano a una scena simile alle tre di notte. Ma è capitato anche di giorno. In centro.  Mi sono anche fatto sentire nei confronti della persona, perché è importante che i cittadini ben educati glielo facciano notare. Queste cose devono suscitare scandalo, non possono lasciarci indifferenti. Deve esserci la capacità di reagire insieme alle istituzioni per superare queste situazioni, lo sfogo sui social non basta». La “fattispecie” urinatori è capitata un po’ a tutti: «Una sera ho sentito del chiacchiericcio – dice Elena Pierini – mi sono affacciata dalla finestra e ho visto sette ragazzi che stavano urinando contro il muro tutti insieme. Ridevano come fosse una goliardata». «Le istituzioni devono marcare il territorio – riprende Carlo – ma devono anche interrogarsi sul perché. Affrontare il disagio giovanile che potrebbe nascondersi dietro questi episodi. Si tratta di una tematica che il consiglio comunale dovrebbe affrontare, perché poi si ripercuote sui comportamenti dei giovani e su tutta la città». Concorda anche Pierini: «Dobbiamo  assolutamente preoccuparci di questo disagio dei giovani, dare un senso alla loro vita e al loro divertimento perché se questo si riduce solo allo sballo, c’è qualcosa che non funziona. Una città deve offrire cinema, teatro, spettacoli formativi. Deve dare a questi giovani un’alternativa allo sballo.  Incredibile che in un capoluogo di provincia manchi un cinema».

Per quanto riguarda i controlli Pierini afferma: «Quest’anno sono stati imposti ai locali i cosiddetti stewart – dice – ma non è sufficiente. Sono figure che vigilano solo nello spazio del locale, ma se accade una rissa 20 metri più

Vandali in azione sui muri di San Pellegrino

in là, non intervengono». C’è poi il Piano del Commercio: «È stata una grande novità – dice La Valle –  stabilisce una tutela del quartiere monumentale di San Pellegrino e questo è molto importante. Ma questa tutela, secondo noi, è rimasta molto sulla carta. Forse non c’è consapevolezza del fatto che San Pellegrino è una risorsa. Questa strana estate segnata dal Covid l’ha dimostrato: c’è stato un boom di turisti. Abbiamo una grande potenzialità da esprimere in questo settore. Quando parliamo di San Pellegrino, quindi, dobbiamo pensare che è anche una risorsa economica che necessita di determinate politiche pubbliche. Se si riesce a creare un sistema nel settore turistico, si possono anche aprire spazi lavorativi per i tanti giovani. Tutte queste cose le abbiamo più volte dette al sindaco e agli assessori Mancini e Allegrini». «Questa tutela prevista dal piano del commercio, noi non l’abbiamo ancora vista – sottolinea anche Pierini –  Non c’è ancora consapevolezza, a mio avviso, del valore del centro storico. San  Pellegrino non è Trastevere è il colosseo». Un altro episodio di un vandalismo che sforna innumerevoli, deprecabili, idee, è quello del furto di piante. Chi abita nel quartiere medioevale o ha un’attività difficilmente non ha avuto a che fare con il “ladro di fiori”. «Anche a me hanno sottratto piante, fiori e vasi – dice Pierini -. Li

Scritte vandaliche a San Pellegrino

hanno portati via in modo quasi scientifico fuori dalla mia abitazione. Alcune volte hanno anche distrutto qualche vaso. Stessi episodi sono capitati anche ai miei vicini». Risultato: dal quartiere sono pressoché spariti i fiori e con essi la nota di colore che vivacizzava il grigio, seppur suggestivo, peperino.  «Non li mettiamo più perché li rubano», è l’amara, inevitabile conclusione». «Un attacco alla bellezza e alla gioia che le cornici florali portato alle architetture medioevali del quartiere», dice La Valle. «Una volontà distruttiva».

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.