Cancellati i decreti Salvini: più accoglienza e cittadinanza italiana in tempi più brevi.
Roma, 6 ottobre 2020 – Il Consiglio dei ministri smantella i decreti Salvini su sicurezza e immigrazione. Niente più multe milionarie alle Ong, si reintroduce il meccanismo della protezione umanitaria, ampliando le maglie della protezione speciale. Inoltre: tempi più brevi per ottenere la cittadinanza italiana e ripristino della possibilità di svolgere lavori di utilità sociale. Il governo giallo-rosso manda al macero la linea salviniana. Per le ong che violano il divieto di navigazione, le multe scendono da 10 mila a 50 mila euro, eccetto che si tratti di operazioni di soccorso «tempestivamente comunicate». Carcere fino a 2 anni per gli attivisti che non si coordinano con le autorità marittime dei Paesi di bandiera e di quelli che operano i soccorsi. Vengono estesi i casi di “protezione speciale” riconosciuti ai perseguitati, intendendo con questi non solo coloro che fuggono dalla tortura, ma anche da trattamenti inumani e
degradanti. I termini obbligatori per il riconoscimento della cittadinanza italiana passano da 48 a 36 mesi. I richiedenti la protezione internazionale potranno iscriversi all’anagrafe comunale e convertire il permesso di soggiorno in permesso di lavoro. Per i richiedenti asilo l’accoglienza si articolerà su due piani: quella nei Centri Accoglienza Straordinaria (Cas) per il tempo necessario a presentare la domanda di asilo, e quella diffusa sul territorio in piccoli gruppi nelle strutture del Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati (Siproimi).
Vengono introdotte pene più severe per il reato di rissa e il Daspo da esercizi e locali pubblici e di intrattenimento per chi sia stato denunciato o condannato per atti di violenza fuori da un locale o disordini. Per chi viola il Daspo c’è la reclusione fino a due anni e una multa fino a 20.000 euro. La cosiddetta «norma Willy» che aumenta le pene per chi abbia partecipato a una rissa, con multe da 309 a 2000 euro e la reclusione, in caso di morti o feriti durante la rissa, da un minimo di sei mesi a un massimo di sei anni, prima andava da tre mesi a cinque anni. Daspo più severo anche per gli spacciatori. Viene introdotta anche una norma per contrastare il traffico di droghe via web.
