Zone rosse locali, stop eventi di massa: nuove restrizioni per fermare risalita contagi.
Roma, 10 ottobre 2020 – «L’Italia non è fuori dalla fase difficile. Serve un Patto per il Paese, per il nostro futuro». Lo afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza, in un intervento video ai lavori conclusivi dell’incontro su ‘La sanità post Covid-19‘ al teatro Bellini di Catania. «Bisogna mantenere con forza tutte le misure di sicurezza con determinazione – asserisce – per poter continuare ad avere ancora numeri meno alti di quelli che si registrano in altri paesi europei». Sulla questione, intanto, è stata convocata per domani una riunione urgente del Comitato tecnico scientifico.

Oggetto del confronto, sarà, ovviamente, l’impennata dei contagi dell’ultima settimana. L’obiettivo sarà quello di frenare la crescita della curva del contagio. Si può ragionevolmente ipotizzare, dunque, l’introduzione di misure più rigorose di quelle attuali con il Dpcm entro il 15 ottobre tese a introdurre una serie di restrizioni per evitare a una situazione estrema che imporrebbe decisioni più radicali tali da incidere pesantemente sull’economia del paese e sulla vita sociale, che il governo vorrebbe evitare. Visti i contagi di questi giorni, la situazione rischia di andare fuori controllo e così si starebbe pensando di intervenire con azioni mirate e localizzate con la creazione di ‘zone rosse’ locali, lo stop agli eventi di massa, e misure progressive per locali, trasporti, lavoro, attività sportive in modo da evitare chiusure generalizzate. Un altro punto critico da affrontare è la capacità del sistema di testing di reggere l’impennata dei casi. In molte città si stanno formando lunghissime code ed estenuanti tempi di attesa per sottoporsi al tampone. Da valutare, quindi, come rafforzare il sistema. «Credo che sia indispensabile tenere il massimo livello di attenzione. Io ho tenuto la stessa linea anche nei giorni in cui la curva sembrava molto più bassa. Abbiamo superato i mesi di marzo e aprile, ma il virus continua a circolare e la battaglia non è mai stata vinta in maniera definitiva», ha aggiunto Speranza. «In tutte le Regioni è ripresa una circolazione significativa del virus, abbiamo bisogno di alzare il livello di guardia e di un coordinamento ancora più forte con le Regioni», aggiunge, considerando, inoltre, che ancora non si è entrati nella stagione influenzale, il cui picco potrebbe verificarsi tra febbraio e marzo. Arginare la situazione subito diventa vitale.
