Tuscania, 5 gennaio 2021 – È deflagrata come una bomba atomica la notizia che Viterbo sarebbe nel Lazio l’unica zona potenzialmente idonea ad accogliere tutti i 22 siti per il deposito nazionale delle scorie nucleari. «Abbiamo appreso la notizia stamattina dalla stampa – commenta il sindaco di Tuscania, Fabio Bartolacci (Lega) -. Ci siamo subito attivati con i 19 sindaci dei Comuni dell’Alto Lazio. Non possiamo diventare una pattumiera nucleare, proprio noi che stiamo puntando e investendo sul turismo ambientale». Anche stavolta la Tuscia si trova tirata in ballo senza essere stata consultata. Non fino ad ora, ma il percorso, come spiega lo stesso Bartolacci, sarebbe solo iniziato. «Stiamo studiando la procedura e i territori dovranno essere consultati. È chiaro che ci opporremo con tutte le nostre forze a una prospettiva del genere». La preoccupazione è forte e il motivo è chiaro. «Se dovessimo essere scelti come discarica nucleare, si provocherebbe un impoverimento devastante di questo bellissimo territorio. Non lo possiamo permettere. Diventare un’area per le scorie nucleari – prosegue Bartolacci – vuol dire avere buttato finora energie e tempo per promuovere un territorio a vocazione turistica che ha scommesso moltissimo sul proprio patrimonio naturale, puntando ad elevarne la qualità. Siamo in contatto con tutti i 19 sindaci dell’Alto Lazio, ma sono convinto che si uniranno presto anche tutti gli altri, interessati da questa spiacevole questione, per formalizzare la nostra posizione di assoluto rigetto della proposta. Stiamo studiando la procedura per attivarci nei tempi e nelle modalità previste.