Salvini a Civita Castellana: esplode la selfie-mania
Civita Castellana (Vt) – Delirio Salvini. Il leader della Lega fa tappa a Civita Castellana prima di recarsi a Tarquinia a sostegno dei candidati sindaco leghisti nei due comuni: Franco Caprioli e Alessandro Giulivi. A Civita la piazza del primo maggio inizia a riempirsi, ma il ministro dell’Interno non arriva. È a Palestrina e l’attesa si prolunga. Nel frattempo salgono sul palco i candidati sindaco di diversi paesi della provincia. E il tempo passa. Ma non abbastanza. Gli argomenti finiscono e Salvini ancora non arriva. Intanto c’è un aperitivo all’aperto e la gente si riversa lì. La sede del Pd sulla piazza è aperta, ma nessuno ripiega all’avversario politico. I locali restano tristemente vuoti. Infine termina anche l’aperitivo e il senatore Fusco è costretto a salire sul palco e ad annunciare a malincuore che l’appuntamento in piazza è saltato e Matteo Salvini verrà direttamente al ristorante per incontrare i suoi sostenitori. Si potrebbe pensare che la gente, arrivata numerosa, desista e torni a casa. E invece arrivati al ristorante una cospicua folla si è già assiepata all’ingresso. Pochi minuti e l’ospite tanto atteso arriva. Si apre la portiera della macchina, compare un ragazzo in camicia bianca ed esplode l’effetto “Salvini”. La gente inizia a urlare: “Matteo, Matteo, Matteo”. Uno dietro l’altro si alzano verso l’alto una serie infinita di cellulari, tutti ansiosi di scattare il selfie del “secolo”. E Salvini con pazienza e disponibilità accontenta quanti può. Infine si dirige verso il ristorante. Scende le scale e fa il suo ingresso in una sala gremita da circa 335 persone. E, qui, è di nuovo un’esplosione di entusiasmo, grida, applausi. Un gruppo di ragazze intona: “Capitano, c’è solo un Capitano”. Il leader della Lega si siede. Mangia l’antipasto. È un po’ in ritardo sulla tabella di marcia. Allora cerca di contingentare i tempi: “Che ne dite se un po’ alla volta, in modo ordinato, intanto chi vuole si avvicina al tavolo e fa qualche foto?“. La risposa in sala ha dell’incredibile. Tutti gli invitati insieme, in massa, nello stesso istante, abbandonano le lunghe tavolinate e si riversano sul leader della Lega. Nessuno si interessa più del pranzo. Intorno a Matteo Salvini si accalca la folla. Si forma una fila chilometrica all’interno della sala. Sono veramente pochi quelli che restano seduti. Il ministro si concede alla folla, finché può, poi tutti vengono richiamati all’ordine e il pranzo prosegue. Ma l’effetto che Salvini esercita sui suoi militanti è veramente travolgente. Prima di andarsene fa un breve discorso. Gli argomenti sono quelli tipici della Lega. Con particolare enfasi sulle imminenti elezioni europee. Al pranzo ci sono anche diversi candidati: Bonfrisco, Ceccardi. “È importante avere i sindaci, perché sono loro che sul territorio applicano le leggi che facciamo a Roma”, dice Salvini richiamando l’importanza delle imminenti amministrative nella Tuscia. E le europee: “Siamo in un momento storico che o cambiamo l’Europa o diventiamo un deserto di disoccupazione e un califfato musulmano”, aggiunge. E ancora: “Abbiamo bloccato gli sbarchi e ridotto il costo dell’accoglienza da 35 euro al giorno per migrante a 21. Molte cooperative non hanno accolto più. E a noi è venuto il sospetto che accoglievano non per bontà, ma per guadagnare”.





