Home Cultura Restauri completati: il Rinascimento ritorna a splendere sul Santuario della Madonna della Quercia
Restauri completati: il Rinascimento ritorna a splendere sul Santuario della Madonna della Quercia

Restauri completati: il Rinascimento ritorna a splendere sul Santuario della Madonna della Quercia

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Un restauro importante per un luogo che lo è altrettanto, soprattutto per il popolo viterbese che lo identifica come il centro di una forte devozione: la basilica della Madonna della Quercia torna a esprimere tutto il suo originario splendore, grazie a una serie di lavori che l’hanno riportata alla sua bellezza rinascimentale.\r\n\r\nLa presentazione dei restauri effettuati si terrà il 21 gennaio alle ore 16 alla presenza del dott. Giannino Tiziani, funzionario della Soprintendenza dei beni storico artistici del Lazio. Sono previsti gli intermezzi musicali dell’unione musicale viterbese A. Ceccarini.\r\n\r\nLa rinnovata veste di quella che è stata dichiarata nel 1873 monumento nazionale dopo essere passata tra le proprietà dello Stato, arriva in un anno simbolico: il 2017 segna sei secoli dalla nascita del culto della Madonna della Quercia e 150 anni dall’istituzione del Patto d’amore.\r\n\r\nI lavori che hanno fatto riemergere lo spirito storico artistico dell’epoca in cui la basilica fu realizzata, sono stati presentati oggi a Palazzo dei Priori da Leonardo Michelini, sindaco di Viterbo, Mario Brutti, presidente della fondazione Carivit che ha finanziato per 110 mila euro i lavori, costati in totale circa 200 mila euro, don Massimiliano Balsi e Irene Temperini, presidente Pro loco.\r\n\r\n“È stato restituito alla basilica il suo colore originario, ritinteggiando gli intonaci con il colore bianco caldo trovato nel coro, la parte meno rimaneggiata con gli interventi successivi – spiega Balsi –  sono state ricollocate, inoltre, le cornici degli altari delle cappelle laterali, lucidato il pavimento che si presenta con una prima parte bianca e rossa, e una seconda, sotto la cupola, nel presbiterio, bianco e grigio in stile tipicamente ottocentesco. Il restauro ha riguardato anche il tempietto di Andrea Bregno, interamente in marmo di Carrara, opera di grande pregio, sulla quale molti studiosi rintracciano la mano di Michelangelo  nella raffigurazione del presepe. Nel 1485 i padri domenicani decisero di dorare a foglia d’oro alcune parti del tempietto. Negli anni successivi fu riportato al suo aspetto iniziale, utilizzando la sabbiatura che, purtroppo, ha tolto il primo strato di marmo, ecco perché il colore si presentava giallastro. Con i restauri effettuati è stato ripulito e interamente incerato per riportarlo al suo aspetto originario. Sono stati restaurati anche i capitelli delle colonna della navata centrale, e un  crocefisso ligneo che si è rivelato una grande sorpresa, si potrebbe trattare di un’opera di grande importanza arrivata da Firenze. Sono stati risistemati anche i quadri di maggior pregio ritornati sugli altari laterali e due affreschi della Madonna in trono con Bambino e Madonna in trono con Sant’ Antonio Abate. Sono i più antichi e originali, e ora sono stati riportati all’interno della basilica”.\r\n\r\n“Questo è l’intervento più consistente che abbiamo fatto negli ultimi anni sui beni culturali”, commenta il presidente della fondazione Carivit, Mario Brutti “lo abbiamo deciso in considerazione del forte legame che esiste tra la città e la basilica. Speriamo in futuro di essere ancora presenti nonostante il quadro finanziario poco felice. Il 2016 abbiamo chiuso in equilibrio”.\r\n\r\nCompiaciuto anche il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini: “Onorato di avere queste presenze sul territorio che con passione e attaccamento rendono sempre più visibile anche il patrimonio viterbese che sorge fuori le mura”.\r\n\r\nLa presidente della Pro Loco, Irene Temperini, ha presentato alcune delle iniziative che si svolgeranno a corollario della presentazione dei lavori di restauro.\r\n\r\n“Il 22 gennaio, alle 15,30 – informa Temperini – ci sarà la visita guidata alla basilica e a tutti i suoi spazi compreso il museo degli ex voto dal titolo “Firenze a Viterbo”, espressione che evoca la presenza di importanti maestri arrivati direttamente dal centro fiorentino per realizzare questo magnifico complesso la cui prima pietra fu deposta nel 1470. Esso fu completato entro il 1525. La presidente della Pro Loco anticipa un’altra iniziativa che riprende un’antica tradizione del passato: “Tornerà nel grande chiostro del Vignola il primo marzo il pranzo del Purgatorio”.\r\n\r\nIl piazzale antistante il santuario della Quercia diventerà poi il palcoscenico dell’accensione del fuoco di sant’Antonio il 16 gennaio alle 18. “L’accensione dei fuochi era una tradizione molto radicata nelle zone rurali – spiega don Massimiliano Balsi – si rinnovava in questo modo il legame tra mondo religioso e sociale, allora molto forte”.\r\n\r\nIl 22 gennaio alle 10,30 si celebrerà la Santa Messa in onore di Sant’Antonio e la benedizione degli animali. La presidente della Pro Loco ha rinnovato l’impegno a fornire il supporto necessario per rendere sempre più fruibili gli spazi della basilica che recentemente si sono arricchiti della riapertura del museo degli ex voto. Un altro restauro importante, infine, riguarda la Madonna su tavola del 1518, una copia di Santa Maria del Popolo  a Roma, molto simile a quella dipinta da Antoniazzo Romano che si trova nel santuario della Consolata di Torino.\r\n\r\nI restauri sono partiti da febbraio 2016, concludendosi per la gran parte  entro il mese di luglio, per chiudere definitivamente il cantiere a settembre. Rinnovata anche tutta l’illuminazione della basilica, ora a led, per valorizzare meglio le opere”.\r\n\r\n \r\n\r\nTiziana Mancinelli\r\n\r\n 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.