Di Maio: «No conta in aula. O c’è maggioranza in 48 ore, o nemmeno Conte ter».
Nazionale, 24 gennaio 2021 – «O si trova una maggioranza consolidata entro 48 ore o sono il primo a dire che stiamo scivolando verso il voto». Lo dichiara il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio (M5S), alla trasmissione “Mezz’Ora in più su Rai3″ condotta da Lucia Annunziata. Il pentastellato esclude anche il Conte ter: «Se non ci sono i voti ora, non ci sono nemmeno per un Conte ter». E così, se non c’è una maggioranza, Conte potrebbe decidere di staccare la spina prima di mercoledì, giovedì, quando è atteso nelle aule parlamentari il ministro grillino, Bonafede, con la relazione sulla Giustizia che potrebbe non incassare la maggioranza. Per il governo sarebbe una Caporetto. Ma Di Maio, sul punto, chiarisce: «Non raccontiamoci la favola. Non si tratta di un voto sulla relazione di Bonafede, ma su tutto il governo. Non si pensi, quindi, che mercoledì o giovedì, quando sarà, andremo in aula a vedere come va. Bonafede è un nostro ministro, capo delegazione del movimento. Non siamo mai stati così compatti, siamo un monolite», assicura Di Maio. Dunque, probabilmente, secondo le parole di Di Maio, prima del voto sulla relazione di Bonafede, il nodo del destino del governo giallo rosso potrebbe essere già sciolto, in bene o in male.
Nessuna retromarcia sulla prescrizione. «C’è un tema strisciante che è la prescrizione – dice Di Maio -. Chi perde tempo con il processo, la fa franca. Abbiamo visto con la strage di Viareggio, famiglie in lacrime per non aver ottenuto giustizia. Da gennaio abbiamo abolito la prescrizione. Se Bonafede la rimette, votano la relazione. Il Cinque Stelle, però, non sarà né donatore di sangue, né di organi. La prescrizione è un tema di giustizia sociale per i cittadini. O nei prossimi giorni si consolida la maggioranza su un serie di temi quali il Recovery fund, l’Unione Europea, i progetti dei prossimi anni, o sono il primo a dire che stiamo scivolando verso il voto. Non nascondo che ci sono preoccupazioni dei parlamentari per le elezioni. Ma il vero problema è che in tempi di pace si può votare anche ogni anno, ora, invece, ci giochiamo il Recovery plan, i vaccini, la ripresa economica.
Non si torna con Matteo Renzi. «Siamo in questa crisi perché Italia Viva ha ritirato i suoi ministri e si è iscritta all’opposizione – dice Di Maio -.Il presidente Conte è stato molto chiaro: se Renzi staccava la fiducia al governo, non ci sarebbe stata la possibilità di tornare con lui. Noi tra Renzi e Conte scegliamo quest’ultimo. Saremo leali al presidente del consiglio. Il voto è tra due anni, se c’è maggioranza. Dobbiamo rilanciare il Paese. Se questo non ci sarà permesso, perché c’è una forza politica che ha deciso di andare all’opposizione, non potremo far altro che chiedere ai cittadini di esprimersi, con tutti i problemi del caso: dobbiamo distribuire 32 miliardi di indennizzi alle aziende, e non lo possiamo fare perché stiamo cercando la maggioranza in Parlamento. Prima del ritiro delle ministre – prosegue Di Maio – abbiamo provato in tutti i modi a trovare un punto di caduta, tant’è che il Recovery è cambiato sulla scorta delle richieste provenienti da Italia Viva. Ma siamo stati chiarissimi: se Renzi avesse ritirato la fiducia, non ci sarebbero stati i presupposti per un nuovo dialogo. Abbiamo lanciato un appello ai costruttori. Abbiamo incassato la fiducia, ma nei prossimi giorni dobbiamo consolidare la maggioranza».
Trattative in corso. «Se non ci sono i voti adesso, non ci sono nemmeno per il Conte ter», è lapidario Luigi Di Maio. « Se ci sono realtà e forze politiche che si vogliono avvicinare a questo governo sulla base di un programma comune, con il loro contributo, ben venga, se, invece, c’è una maggioranza raccogliticcia, sono il primo a dire adiamo al voto». In queste ore, secondo Di Maio, ci sarebbe un dialogo in corso con «forze, a volte non costituite in gruppi politici parlamentari, che anche quando siamo andati in aula nei giorni precedenti non erano convinte, poi hanno ascoltato il discorso del presidente del consiglio e hanno votato a favore. Tutti quanti stiamo provando in questo momento a trovare una soluzione, il primo passo però lo devono fare quelli che vogliono avvicinarsi a questo governo».