Patuanelli (M5S): “Chi attacca Di Maio, attacca tutti noi”. D’Uva (M5S): “Non ci interessano le poltrone, vogliamo tagliarle”.
Roma – Conferenza stampa dei capigruppo di Camera e Senato del Movimento Cinque Stelle, Stefano Pauanelli e Francesco d’Uva. “Il mio nome – ha detto il primo – è finito tra i quelli citati come attaccati alla poltrona. Ma, in realtà, guadagnavo molto di più con la professione che facevo prima. I fatti accaduti nel mese di agosto – dice riguardo alla crisi di governo e le dinamiche che si sono innescate intorno ad essa, incluso il vespaio di polemiche per il varo del governo giallo-rosso – ci hanno fatto diventare un monolite. Siamo tutti compatti“. E sulla base di questa considerazione afferma: “Chi tocca il nostro capo politico, tocca tutti noi“. Il riferimento è chiaramente a Di Maio, la cui posizione, tuttavia, rischia di indebolirsi, non solo all’interno del nuovo esecutivo targato M5S-PD, ma anche all’interno del Movimento con l’ascesa inaspettata e repentina di questi giorni di Giuseppe Conte, avviato, con il benestare di tutti (Grillo, Merkel, Trump…) su un percorso che non lo vede più come un neutro professore super partes, garante dell’esecutivo che fu tra Lega e Cinque Stelle, ma una figura con connotazioni sempre più politiche che cercherà i propri spazi e una sua personale crescita. Sulle polemiche esplose intorno al matrimonio tra Pd e Cinque Stelle, indicato da molta opinione pubblica come un patto “salva poltrona”, interviene anche Francesco D’Uva (M5S): “Vorrei ricordare a tutti che noi dei Cinque Stelle – dice – ci siamo anche tagliati lo stipendio. Tutti i nostri ministri e sottosegretari rinunciano all’indennità di carica. Ognuno di loro guadagna come fosse un deputato. Non solo non abbiamo parlato di poltrone, ma il Movimento Cinque Stelle vuole tagliarle”. Sul varo del governo giallo – rosso D’Uva specifica: “Abbiamo dato la disponibilità a completare un percorso che qualcuno ha interrotto in modo assurdo da sotto un ombrellone o in discoteca, e l’ha fatto proprio quando stavamo tagliando i parlamentari. Ce ne frega così poco delle poltrone, che andremo ad eliminarle. Sappiamo anche che questa non è una risposta sufficiente per gli italiani, che si aspettano anche molto altro. Ecco perché siamo rimasti al governo: c’è la finanziaria da approvare, l’Iva da bloccare, le tasse da ridurre con il cuneo fiscale”. Anche D’Uva spende parole di elogio per Luigi Di Maio: “I contratti di lavoro stabili sono aumentati del 151%. Di Maio ha fatto un buon lavoro. Per noi, ora, è fondamentale continuare a parlare di temi”.
© Foto Pagina Facebook