Home Attualità Parte governo Draghi: “Situazione grave, compatti per mettere in sicurezza l’Italia»
Parte governo Draghi: “Situazione grave, compatti per mettere in sicurezza l’Italia»

Parte governo Draghi: “Situazione grave, compatti per mettere in sicurezza l’Italia»

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Nazionale, 14 febbraio 2021 – «L’unità qui non è un’opzione, è un dovere. Dobbiamo lavorare compatti per mettere in sicurezza il Paese e aiutarlo a ripartire».

Primo consiglio dei ministri ieri dopo il giuramento al Quirinale. Draghi uno di poche parole, ma chiare. La politica dovrà accantonare per il momento divergenze e diversità di vedute  e remare tutta nella stessa direzione: mettere in sicurezza il Paese e farlo ripartire dopo l’ondata drammatica della pandemia che ha raso al suolo la vita di tutti i giorni, i suoi rituali e  le sue certezze, come quella di poter contare su un’occupazione per il proprio sostentamento. Dopo anni di scontri a muso duro, la politica è chiamata a cambiare registro: «Le diversità», avrebbe detto Mario Draghi, secondo quanto riporta stamattina il Messaggero: «Facciamo in modo di trasformarle in una ricchezza. Prendo atto che abbiamo sensibilità diverse, avete sensibilità diverse. I bisogni dell’Italia però vengono prima degli interessi di parte. Per questo le diversità non devono essere un ostacolo, ma un arricchimento». Un approccio che potrebbe inaugurare una stagione di quella politica dialogante che si è smarrita per strada e che preferiva ragionare sui contenuti, prima di scivolare negli sconfortanti siparietti degli insulti e degli attacchi personali minuto per minuto, comprimendo il confronto sulle idee, definitivamente soffocato dalla melassa della volgarità fine a se stessa. Una maggioranza ampia, dunque, quella che sostiene Draghi, con diverse sensibilità dentro, che mette gli uni seduti accanto agli altri, anche il diavolo e l’acqua santa, in quella che dai più “passionali” viene vista come “un’ ammucchiata”, ma che, invece, esprime la sostanza di un governo di unità nazionale, che può incontrarsi senza fare scintille in quel solco scavato non dalla politica ma da certi postulati dell’economia che l’esecutivo Draghi dovrà mettere in pratica per tirare fuori l’Italia dal pantano. Non sarà semplice far coabitare partiti provenienti da lunghi anni di scontri durissimi, e pure la convivenza tra politici e tecnici non sarà semplice. Ma se la missione “Italia” non fosse quasi impossibile, Mattarella non avrebbe scomodato Mario Draghi. Dalle parti del Quirinale, intanto, sono tornati a respirare per la larga maggioranza che si è creata e che non era per niente scontata. I grandi cambiamenti, sono sempre annunciati da crisi epocali, e quello che sta avvenendo in Parlamento potrebbe essere un vero e proprio laboratorio politico, in grado di riscrivere lo scenario futuro. Del resto con il Conte2 anche la politica dell’ultimo decennio, era arrivata al suo capolinea. L’esecutivo Draghi ha davanti a sé una lavagna pulita su cui scrivere una nuova storia. Una in cui l’Italia non solo dovrà recuperrea lo svantaggio economico e competitivo con gli altri Paesi, evidente già prima della pandemia e accentuato con il virus, ma magari tornerà a porsi come interlocutore di peso in Europa, soprattutto con la fine dell’era Merkel. Draghi nel Cdm di ieri ha fatto presente le priorità immediate:«Abbiamo di fronte cinque emergenze, quella sanitaria in cui il ministro Speranza ci guiderà. E poi quelle sociale, economica, educativa e culturale. Ebbene, la missione di questo governo è mettere in sicurezza il Paese e aiutarlo a ripartire. Dobbiamo lavorare insieme pur provenendo da storie ed esperienze diverse per affrontare questa fase difficile. Mi aspetto perciò la massima unità e compattezza, la massima collaborazione e gioco di squadra. Anzi, chiedo una squadra coesa». La situazione dell’Italia «è grave», tanto da giustificare la nascita di un governo di unità nazionale. «Vi ricordo che l’ultimo esecutivo ha visto migliaia di morti, perdite di anni di scuola. L’economia soffre, serve un impatto culturale e sociale, questo è il nostro programma: innanzitutto la sfida alla pandemia, con un’accelerazione della campagna vaccinale». Una delle parole destinata a diventare un mantra nell’azione di governo è: «Ambiente». «Sarà ambientalista, qualsiasi cosa faremo, a partire dalla creazione di posti di lavoro, deve essere all’interno della grande sfida della sensibilità ambientale». Al centro di tutto il Recovery Plan: «E’ la sfida più importante, quella che permetterà la ricostruzione del Paese. Dobbiamo lavorarci da subito e bene, in piena sintonia con l’Europa».

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.