Nazionale 22 febbraio 2021 – Il ministro della Salute, Roberto Speranza, e quello per gli Affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini, hanno incontrato ieri sera i governatori delle Regioni e delle Province autonome e i rappresentanti dell’Anci per tracciare un quadro in vista delle prossime misure da adottare per contenere la diffusione di Covid19, a partire dal Consiglio dei ministri di stamattina che dovrebbe decidere una proroga di 30 giorni del divieto di spostamento tra Regioni, in maniera tale da riaprire in prossimità delle festività pasquali. Nel nuovo governo pare emergere un cambio di passo. Una novità dell’esecutivo Draghi potrebbe riguardare il metodo: stop alle decisioni prese all’ultimo momento, le nuove misure saranno adottate con largo anticipo e in accordo con Regioni e Parlamento. Il monitoraggio dei contagi che viene fatto di venerdì, potrebbe essere spostato alla giornata di lunedì, in modo che decisioni e misure non vengano prese a ridosso del week end. Il governo Draghi sembrerebbe deciso anche a imprimere una svolta sul fronte allarmismi e drammatizzazioni dell’epidemia. Luca Zaia, presidente del Veneto, durante un incontro, ha esplicitamente chiesto al ministro Speranza di far parlare il Comitato Tecnico scientifico «con una voce sola» e «preferibilmente con il governo». Posizione che sembrerebbe contenere un messaggio implicito: basta passerelle in tv e sui media dei virologi, soprattutto se gettano panico e allarmismo. C’è attenzione da parte degli amministratori locali non tanto sul decreto che sarà licenziato oggi dal Cdm, ma quello che sarà adottato il 5 marzo, giorno in cui scadrà il vecchio dpcm che divide l’Italia in fasce. Il nuovo decreto, in quella data, potrebbe introdurre cambiamenti sul sistema dei colori, sulle tipologie di attività che possono essere chiuse o aperte e informazioni sulla campagna vaccinale. Le Regioni hanno elaborato un documento da presentare al governo contenente una serie di richieste tra cui: la revisione dell’indice Rt, dei relativi parametri e del sistema delle zone nella direzione di una maggiore semplificazione. Nel documento di chiede una “una revisione dei protocolli per la regolazione delle riaperture, in senso anche più stringente laddove necessario“. I governatori chiedono misure nazionali uniformi e “un cambio di passo” anche sui vaccini. Nel documento viene sottolineata una certa lentezza delle somministrazioni, a causa dei problemi nell’approvvigionamento delle dosi. Richiesta, inoltre, la vaccinazione degli insegnanti residenti ed assistiti, indipendentemente dalla Regione in cui prestano servizio.